martedì 3 agosto 2010

Se lo dicono loro..

Ora Berlusconi lo ha detto chiaramente: "L'ufficio di Presidenza considera le posizioni dell'On. Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della Liberta', con gli impegni assunti con gli elettori e con l'attivita' politica del Popolo della Libertà".

Non si tratta di niente di sorprendente (almeno per chi conosce i suoi polli), ma per chi ancora aveva dei dubbi c'è ora l'ammissione chiara del fatto che temi come l'etica e la legalità sono "assolutamente incompatibili" con i "principi ispiratori" del PdL. Che è un po' come dire: "ma proprio da noi vieni a parlare di legalità? Lo sai perché facciamo politica?". E infatti basta guardarli per capirlo subito.

I Berluscones però hanno ragione a vedere Fini come un traditore. Perché - su questo hanno ragione - lui sapeva benissimo dall'inizio quali sono i "principi ispiratori" di quella gente. Se va bene si tratta, per dirla con Dell'Utri, della volontà di non finire in galera (vedasi, ultimo in ordine di tempo, il sig. Brancher) e fino a poco tempo fa a Fini andava benissimo. Lo credevano addirittura uno di loro, uno dei tanti "scesi in campo" per l'allergia alle manette.

Ma Fini, al di là solito fango dei giornali del padrone, non ha bisogno di fuggire dalla giustizia. Fini è un politico e nonostante sia una persona che assolutamente non stimo, che per i miei criteri ha un passato esecrabile e che ha contribuito attivamente ad alcune tra le peggiori leggi degli ultimi anni, non può essere messo allo stesso livello di altra gente che, a differenza di lui, certamente non è colpevole solo di errori politici. Fini in questo momento ha la possibilità (e quindi la responsabilità) di far finire questa "democratura", questo circo chiamato PdL che lui stesso ha definito la "comica finale". Sarebbe un bel riscatto, gliene saremmo tutti grati.

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