martedì 4 maggio 2010

Andreotti non è mafioso (risate)

Come ben sanno quelli che non si informano dal TG1 Andreotti è ben lungi dall'essere estraneo alla mafia. Per quanto infatti ne dicano certi giornalisti e certi politici (che poi condividono lo stesso dramma di doversi guadagnare la pagnotta mentendo per il profitto di questo o quel committente) l'uomo è stato riconosciuto colpevole di "partecipazione all'associazione per delinquere" (Cosa Nostra) "concretamente ravvisabile fino alla primavera del 1980". Il reato è stato poi dichiarato estinto per prescrizione in Secondo Grado (cosa a mio avviso vergognosa), quindi nessuna condanna, ma non vuol certo dire che l'imputato fosse innocente, come spesso si sente dire.

Purtroppo, lo sappiamo, molta gente non conosce cos'è la prescrizione, ne come questi individui ne approfittano, e pensa che se uno alla fine non va in galera (a meno che non fosse un extracomunitario) allora è per forza un povero perseguitato cui i giudici devono chiedere scusa. Sarebbe così se la giustizia in questo paese funzionasse.

Quello che mi ha fatto tornare alla mente questa pagina nera della storia italiana è la notizia della condanna in Cassazione del suddetto Andreotti per aver diffamato il giudice Mario Almerighi definendolo un "falso teste". E cosa aveva detto Almerighi di tanto grave? Aveva sostenuto di aver saputo che Andreotti aveva rapporti privilegiati con il giudice Carnevale (quello indicato da varie fonti, ultima quella di Massimo Ciancimino, come vicino alla mafia e lo stesso che, in un'intercettazione, insultava pensantemente i giudici Falcone e Borsellino, dopo la loro morte per mano di Cosa Nostra) tali da influenzare le decisioni della Suprema Corte.

Come si dice: la ciliegina sulla torta..

Nessun commento: