sabato 13 marzo 2010

Attaccare Berlusconi lo favorisce?

Magari servirà di lezione a chi, nell'opposizione, ha sempre sostenuto che "attaccare Berlusconi lo favorisce". Una tesi già abbastanza discutibile per il controsenso intrinseco, ma ancora più sospetta perchè suggerita da "noti esperti indipendenti" come Cicchitto e Capezzone. Il risultato dell'interferenza di questi boccaloni (o forse sarebbe meglio non essere tanto ingenui e considerarli per gli infiltrati che sono) nei propri partiti è che l'opposizione si è auto-censurata per anni su tutti gli argomenti più fastidiosi per Berlusconi: i suoi conflitti di interessi,  i suoi processi. e i suoi rapporti con personaggi poco raccomandabili. Tutto ovviamente a favore del Nano, che sa benissimo come neutralizzare le critiche sul mero piano politico con le sue televisioni e i suoi giornali e che non ha minimamente pensato di seguire i consigli che fa dare dai suoi sgherri ai polli dell'opposizione, ma anzi ha approfittato del suo silenzio per attaccarla ancora di più. Cronaca di un suicidio politico. In questa direzione i signori della sinistra dovrebbero cercare le cause del loro crollo di consensi e non certo nell'aver attaccato troppo Berlusconi (come "furbescamente" pensava Veltroni), che intanto se la ride. D'altra parte si può dire quel che si vuole, ma è ovvio che se Berlusconi ha fatto quello che ha voluto è anche perchè dall'altra parte c'erano degli incompetenti o delle marionette a impedirglielo.

Ora magari qualcuno di questi (chi non si era svegliato neanche dopo che sono stati cacciati Biagi, Santoro e Luttazzi, noti adulatori del Premier e che per questo lo danneggiavano) cadrà dal pero alla notizia che Berlusconi cercava in ogni modo, dietro le quinte, di far chiudere Annozero. Ma come? Non aveva detto che attaccandolo fanno il suo gioco? In quest'ottica avrebbe dovuto fare di tutto per mandarla in onda a reti unificate, altro che cercare di chiuderla. "E' un controsenso", qualcuno penserà, "non sarà mica che questa storia delle critiche che lo rafforzano era solo una balla tanto per farmi stare buono?". Ecco, magari potrebbero iniziare a svegliarsi con questa semplice domanda..

L'episodio naturalmente si aggiunge a quanto il Nano ha già fatto: oltre al già citato editto bulgaro non si può non menzionare la censura tombale che ha imposto su tutti i programmi di approfondimento politico della RAI (sacrificando anche il soldato Vespa) solo per zittire Annozero. Anche in quel caso parrebbe che, al contrario di quello che dice, attaccarlo non lo avvantaggi poi tanto..

Basterebbe solo stare più attenti a quello che fa piuttosto che a quello che dice per capire come la pensa davvero, no? Vuoi vedere che aveva ragione Di Pietro?

domenica 7 marzo 2010

Ma perchè darsi delle regole?

..Se poi quando qualcuno le infrange invece di punirlo si elimina la regola? Elementare Watson! Perché dipende da chi commette l'infrazione! Se a non riuscire a presentare le liste fosse stato qualche altro partito, chessò, le liste di Grillo, si sarebbe applicato tutto il rigore delle nostre leggi, senza sconti. "Perché siamo un paese serio, noi!" Come no..

Infatti quando si tratta del Nano allora è la regola ad essere in torto e bisogna fare di tutto per scardinarla. Con effetti (come sempre) a metà tra il comico e il tragico: per permettere a lorsignori di fare come gli pare e "non privare gli italiani della possibilità di votarli" (lo fanno per noi, che teneri), ora "l'interpretazione" della legge sarà che, citando testualmente:
il rispetto dei termini orari di presentazione delle liste si considera assolto quando, entro gli stessi, i delegati incaricati della presentazione delle liste, muniti della prescritta documentazione, abbiano fatto ingresso nei locali del Tribunale

e che
tale presenza
può essere provata con ogni mezzo idoneo.

Ovvero non conta quando ci si presenta, basta che all'ora stabilita si sia all'interno del Tribunale. Poi se una volta dentro uno si vuole fumare anche una sigaretta, prendere un caffè o fare una pennichella nessun problema, purchè possa provare con "qualunque mezzo" (quindi anche la foto col cellulare andrà bene, immagino) che lui a quell'ora era dentro. Fantastico!

E naturalmente immagino che chi deve ricevere questa documentazione non possa semplicemente andarsene allo scadere del tempo utile, ma debba prima andare a cercare tutti i delegati ancora a zonzo per il Tribunale (chi al bar, chi fuori a fumare, chi a chiacchierare con gli amici) per chiedergli, gentilmente, di consegnare le loro liste. E questi poveretti dovranno anche sperare nella comprensione umana perchè quelli ormai sono dentro il Tribunale e quindi se vogliono consegnare le liste a mezzanotte mica gli si potrà dire niente..

Ma il bello deve ancora venire..

La seconda "interpretazione" indica infatti che le firme si considerano valide anche in mancanza della corretta documentazione allegata..

purchè tali dati siano comunque desumibili in modo univoco da altri elementi presenti nella documentazione prodotta. In particolare, la regolarità della autenticazione delle firme non è comunque inficiata dalla presenza di una irregolarità meramente formale quale la mancanza o la non leggibilità del timbro della autorità autenticante, dell'indicazione del luogo di autenticazione, nonchè dell'indicazione della qualificazione dell'autorità autenticante, purchè autorizzata.

Quindi le firme sono valide anche se non si comunica chi le ha autenticate, quando e dove, tutte irregolalità "meramente formali". In pratica possono esserci anche le firme di Pippo, Pluto e Topolino e contano come le altre. Come si intuisce quest'ultima "interpretazione" è la più grave. Oltretutto perchè la sua esistenza lascia intendere che le firme fossero effettivamente non autenticate e questo apre degli scenari davvero inquietanti. Scenari che evidentemente Napolitano non ha minimamente preso in cosiderazione. Anche per lui la cosa piu importante è fare in modo che si possa votare Berlusconi, a qualunque costo.

Come si dice: "per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano"..

giovedì 4 marzo 2010

La democrazia del bavaglio

I fatti, si sa, sono fatti. E se ne fregano se vengono scoperti quando proprio non farebbe comodo, se a causa loro qualcuno perde la faccia o passa per un ipocrita o se compromettono interessi milionari o intere campagne elettorali. Se ne fregano, i fatti.. ai politici invece interessa molto.

Per questo una cosa giusta come la par condicio (che dovrebbe servire per garantire che vincano i partiti con le idee migliori e non quelli con più soldi da spendere in pubblicità) viene usata come pretesto per dire che, siccome qualcuno ha più fatti a sfavore di altri, allora per "par condicio" non bisogna parlare dei fatti di nessuno, ovvero bisogna smettere di fare informazione.

Così una par condicio nata per favorire la democrazia viene rigirata contro di essa diventando una scusa per negare l'informazione ai cittadini proprio nel momento di maggior bisogno: quello della scelta dei propri rappresentanti.

Ma tanto cosa interessa della democrazia a questi cialtroni? Per loro conta solo vincere e se per questo devono uccidere i fatti tanto peggio per loro. Mica possiamo chiedergli di smettere di delinquere, ma chi ci crediamo di essere? Hanno capito che questo è l'unico modo per far sembrare tutti uguali e per loro va benissimo così. Riprenderanno a contare solo i sorrisi di plastica, le barzellette e le balle ..e gli italiani potranno tornare tranquillamente a dormire guardando la rassicurante immagine disegnata sul telo che hanno steso su questo regime schifoso.

Come in ogni Repubblica delle Banane che si rispetti..