giovedì 21 ottobre 2010

Se vuoi una cosa fatta bene.. la devi fare gratis

Pare sia questo il motto della tv Berlusconiana degli ultimi tempi. Si può andare in televisione a raccontare le peggiori balle su chiunque, a reti unificate e senza contraddittorio, ma se invece si vuole parlare di fatti (il solito viziaccio "comunista") e per giunta raccontare la verità (orrore) allora bisogna rispettare mille paletti, fornire mille garanzie, garantire mille contraddittori (non si sa bene a chi, trattandosi di fatti) e, soprattutto, lavorare gratis.

Lavorare gratis, certo. O comunque a tariffe totalmente fuori mercato, a fronte di milioni di euro di pubblicità portati alle casse della RAI. Lo sostiene l'ultima vulgata dei professionisti della calunnia in salsa Berlusconiana che, non trovando più argomenti su cui seminare le proprie insinuazioni (i calzini turchesi sono stati un boomerang), hanno deciso bene di ripiegare sul piano economico, sbandierando i compensi di giornalisti e presentatori ritenuti "nemici" (quelli degli amici si guardano bene dal renderli noti) per insinuare che, essendo "pagati", siano per questo anche "comprati".

Proprio loro che sono sempre in prima linea contro i "parrucconi" a difendere i soldi e la ricchezza (specialmente quella rubata) degli amici e non ci vedono niente di male, quando si tratta del nemico ecco che subito anche essere semplicemente pagati in proporzione al valore del proprio lavoro (ed è ovvio che Santoro o Benigni con il loro lavoro portino molti più soldi di un operaio) diventa una cosa sospetta, se non addirittura criminosa.

Qualcuno dovrebbe insegnare a questi patetici Vermilingui che non c'è mai niente di male nell'essere pagati il giusto per fare il proprio lavoro, se è un lavoro onesto. Anzi, è una garanzia di indipendenza. E se qualcuno facendo il proprio lavoro fa anche qualcosa di positivo per il proprio paese, con tutte le grane che questo comporta, è solo da ammirare. Anche perché, con una lezione di stile, molti (a partire da Enzo Biagi dopo la famosa cacciata) hanno accettato di lavorare davvero gratis per rimandare al mittente queste vigliacche accuse di avidità. Chissà se qualche Vermilinguo farebbe lo stesso.

Sarebbe bello se anche loro iniziassero a meritare i soldi che prendono. Questo ovviamente non vale per i professionisti della calunnia, che se li guadagnano tutti.

martedì 19 ottobre 2010

Cota si salva, ma resta un imbroglione

La legge non ammette ignoranza. Gli elettori raggirati dalle liste civetta di Cota non potranno vedere riconosciuta la loro volontà così palesemente distorta, nonostante il pur parziale riconteggio abbia dimostrato che l'attuale governatore del Piemonte è colui che ha perso le elezioni e non chi le ha vinte. Buon senso avrebbe suggerito come minimo di ripetere il voto, ma la legge e legge. Anche quando è sbagliata.

Naturalmente Cota questo problema non se lo pone neanche e infatti gongola trionfante di TG in TG (nonostante i suoi occhietti da persona appena svegliata), come se questo riconoscimento lavasse l'ombra della truffa. La sua tesi del momento è che la legge è stata rispettata. Parole curiose per uno che fino a ieri minacciava la rivolta popolare (forse reclutando i quattro gatti che lo hanno votato consapevolmente) contro la stessa legge, nel caso gli avesse dato torto.

Ma per i leghisti la legge si rispetta solo se ci da ragione, in questo caso le è andata bene. Ci aspetteremmo da lorsignori lo stesso rispetto per le leggi che pretendono (e ottengono) dagli altri anche quando, magari la prossima volta, l'imbroglio non verrà così bene.

Seguono le liste incriminate per essere facilmente confondibili con persone/movimenti del tutto estranei all'ideologia leghista.



giovedì 9 settembre 2010

Andreotti una volta tanto ha ragione..

Come si può dargli torto? Nessuno ha detto una parola per il suo passato da colluso con la mafia, il TG1 addirittura ha mentito pubblicamente pur di dire che è stato assolto, come poteva immaginare tutto questo sdegno per una semplice frase, per quanto triste, come quella di oggi su Giorgio Ambrosoli?

Se chi oggi si indigna tanto avesse dato un'occhiata ai personaggi che questo arzillo vecchietto frequentava almeno fino al 1980 (così dice la cassazione) capirebbe che, come giustamente dice l'interessato, non c'è proprio niente di strano nelle sue parole. Lui continua a stare dalla parte delle stesse persone e ha perfettamente ragione a stupirsi che l'indignazione arrivi solo ora, per questa bazzecola, dopo tutto quello che ha fatto.

Una volta tanto gli devo dare ragione..

domenica 5 settembre 2010

Tanto per chiarire una volta per tutte..

..Da che parte stanno..

Quei cervelloni del PD, durante la peggior crisi d'identità della sinistra (quella politica s'intende, perché quella civile le idee le ha chiarissime, se solo l'ascoltassero) e il loro periodo di maggior perdita di consenso, invece di pensare a definire una volta per tutte una linea politica che si discosti dal berlusconismo e voltare finalmente pagina sul periodo nero del "ma anche", iniziato con Veltroni, che ha umiliato le aspettative di chiunque guardasse al PD come ad una reale alternativa, pensano bene di invitare alla loro festa nientepopodimeno che Schifani, che non è un omonimo del presidente del senato (si, proprio quello del PdL), è proprio lui.

Come al solito un'occasione preziosa per riallacciare i legami con la base e riprendere a salire la faticosa china della credibilità dopo lo scivolone Veltroniano viene rovinata con l'ennesimo gesto inopportuno di invitare persone provenienti da un partito verso cui, in teoria, si dovrebbe fare opposizione. Che messaggio pensano di mandare, così facendo, questi signori ai propri potenziali elettori? Cosa dovrebbe capire chi è stanco del berlusconismo e guarda a loro come all'unica alternativa? E' l'ennesimo schiaffo ad un elettorato vasto e deluso, che non ha più alcuna rappresentanza ne altra speranza che l'astensionismo in attesa dell'espatrio.

Quando inizieranno a capire e abbandoneranno questa stupida sudditanza psicologica che hanno nei confronti dei berlusconiani forse inizieranno a meritare il rispetto di cui dicono di avere diritto. Di certo quando i posteri giudicheranno questo periodo e si chiederanno come ha potuto l'Italia cadere così in basso, unico paese a non aver imparato niente dai regimi totalitari del XX secolo, individueranno, tra le cause che hanno permesso al germe del berlusconismo di prosperare, anche le gravissime responsabilità di questa sinistra.

Esprimo solidarietà a chi ha avuto il coraggio di esprimere il legittimo sdegno per questa prostituzione culturale contestando il suddetto Schifani e ricordando ai dirigenti del PD che se non hanno voglia di lottare si ritirino dalla politica e lascino spazio a persone più capaci (e magari più giovani).

Chiaramente Berlusconi dev'essere di sinistra..

Berlusconi ci ha dipinto per anni un pericoloso "nemico comunista" (che beninteso in Italia non si è mai visto) per scongiurare il quale ci ha esortati a compiere ogni genere di sacrificio (come votare lui, ad esempio).

Lasciando perdere per un attimo la tristezza che si prova nel vedere come il vecchio trucco di spaventare la gente, per renderla più propensa a fare quello che gli si dice, funzioni ancora così bene oggi mi voglio soffermare sul linguaggio, ovvero la materia di cui Berlusconi è costituito.

I fatti degli ultimi giorni hanno infatti messo in luce alcuni aspetti del PdL che tutti (almeno quelli che usano il cervello) conoscono, ma che non si erano mai manifestati con tale forza. Tant'è che anche alcuni di quelli che fin'ora il cervello non lo hanno usato se ne sono accorti. Mi riferisco ai finiani di Futuro e Libertà che, dopo aver contribuito a bollare come "antiberlusconiani" i vari Di Pietro e Grillo, nonché tutte le personalità della societa civile che hanno osato chiamare le cose non il proprio nome, ora iniziano anche loro a rendersi conto di come stanno le cose. C'è voluto che passassero dall'altra parte del dito (o del "Giornale") Berlusconiano perché vedessero i metodi del loro ex amico, ma siamo tutti lieti che finalmente qualcuno apra gli occhi.

E' straordinario quanto in questo periodo sia evidente come Berlusconi e la sua cricca calzino meglio di chiunque altro la descrizione dei comunisti e della sinistra fatta da Berlusconi stesso. Le "campagne di odio" dei giornali, che lui imputa a testate come l'Unità e Repubblica (che però parlano solo dei suoi processi), quando poi i suoi giornali si prestano alle più squallide operazioni di diffamazione contro i "nemici" (di Pietro in primis, ma anche Grillo, Boffo e ora anche Fini) e le sue televisioni bastonano gratuitamente il giudice Mesiano, reo di aver emesso una sentenza sfavorevole a Fininvest, durante una trasmissione per casalinghe. Il fatto di descrivere come "politicizzati" coloro che manifestano il dissenso durante suoi comizi dicendo: "noi non andremmo mai a fare lo stesso ai vostri comizi" (facendo finta di non capire che se quelli avessero un partito non avrebbero bisogno di andare da lui per far sentire la loro voce) per poi scoprire che c'era in programma di mandare una task-force del PdL a contestare il discorso di Fini. Le accuse di "uso politico della magistratura" e di "giustizia a orologeria (comprese chicche esilaranti come "noi non useremmo mai metodi come questi") quando poi i più eclatanti casi di dossieraggio (caso Pollari) e le più grosse bufale inventate per gettare fango (es. il caso Telekom Serbia) sono riconducibili a persone a lui vicine o erano stranamente tutte rivolte contro i suoi avversari politici (e un motivo ci sarà). Per non parlare della nuova P3 che annovera personaggi del calibro di Dell'Utri, ovvero il fondatore del suo partito nonché colluso con la mafia (e un motivo ci sarà anche per questo).

L'unica conclusione che si può trarre, ascoltando quello che quest'uomo dice, è che egli sia il prototipo del comunista.

martedì 3 agosto 2010

Se lo dicono loro..

Ora Berlusconi lo ha detto chiaramente: "L'ufficio di Presidenza considera le posizioni dell'On. Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della Liberta', con gli impegni assunti con gli elettori e con l'attivita' politica del Popolo della Libertà".

Non si tratta di niente di sorprendente (almeno per chi conosce i suoi polli), ma per chi ancora aveva dei dubbi c'è ora l'ammissione chiara del fatto che temi come l'etica e la legalità sono "assolutamente incompatibili" con i "principi ispiratori" del PdL. Che è un po' come dire: "ma proprio da noi vieni a parlare di legalità? Lo sai perché facciamo politica?". E infatti basta guardarli per capirlo subito.

I Berluscones però hanno ragione a vedere Fini come un traditore. Perché - su questo hanno ragione - lui sapeva benissimo dall'inizio quali sono i "principi ispiratori" di quella gente. Se va bene si tratta, per dirla con Dell'Utri, della volontà di non finire in galera (vedasi, ultimo in ordine di tempo, il sig. Brancher) e fino a poco tempo fa a Fini andava benissimo. Lo credevano addirittura uno di loro, uno dei tanti "scesi in campo" per l'allergia alle manette.

Ma Fini, al di là solito fango dei giornali del padrone, non ha bisogno di fuggire dalla giustizia. Fini è un politico e nonostante sia una persona che assolutamente non stimo, che per i miei criteri ha un passato esecrabile e che ha contribuito attivamente ad alcune tra le peggiori leggi degli ultimi anni, non può essere messo allo stesso livello di altra gente che, a differenza di lui, certamente non è colpevole solo di errori politici. Fini in questo momento ha la possibilità (e quindi la responsabilità) di far finire questa "democratura", questo circo chiamato PdL che lui stesso ha definito la "comica finale". Sarebbe un bel riscatto, gliene saremmo tutti grati.

domenica 27 giugno 2010

Giovanardi perde un'altra occasione..

..per stare zitto.

Che costui parli spesso di argomenti al di sopra della propria comprensione e della propria competenza è cosa nota, ma in certi casi è comunque necessario sottolineare quando si passa il segno insultando per l'ennesima volta le vittime della strage di Ustica e i loro familiari.

Si sveglia dopo 30 anni e riesce immediatamente a schierarsi dalla parte sbagliata (quando uno ha l'istinto..) rispolverando la solita vecchia storia della bomba, scartata ormai da tutti tranne l'esercito (quello che da subito ha cercato di ostacolare le indagini con ogni genere di reticenze e depistaggi).

Io non dico che un politico debba conoscere tutto, men che mai lo pretendo da Giovanardi, ma almeno parlare solo quando si sa cosa si sta dicendo non sarebbe una brutta idea, anche se in questo modo capisco che molti non dovrebbero mai aprire la bocca..

mercoledì 23 giugno 2010

Non ho niente da nascondere

Da che esiste il concetto di stato la popolazione accetta che esista qualcuno, ben definito ed entro regole precise, che abbia l'autorità di invadere la libertà e la privacy degli altri. Questo è un "male" indispensabile se si vuole centralizzare la lotta alla criminalità, diminuire gli abusi di potere e, in generale, evitare i problemi dell'altra alternativa: il Far West.

E' quindi totalmente priva di senso la delegittimazione ad opera dei soliti noti (non ho neanche voglia di nominarli) nei confronti della magistratura, quando ribadisce la necessità delle intercettazioni come importante strumento di lotta, in particolare contro un particolare tipo di criminalità, quello che pervade i luoghi dove si fanno le leggi.

Discorsi talmente ovvi che solo gli elettori del PdL ancora non li hanno compresi.

Volevo comunque sottolineare le sempre fantasiose parole del nostro simpatico premier, che ha definito come un "piccolo gruppo di magistrati e giornalisti", ovviamente "rossi" (parola magica per scatenare l'odio cieco dei suoi seguaci), il fronte di protesta che è montato traversalmente nell'intera società civile del paese, nonchè le ormai numerose critiche giunte dal resto d'Europa e del mondo. E' evidente che l'ometto pensa di parlare a gente poco sveglia, il che è vero quando si tratta dei propri elettori ..che effettivamente sono la maggioranza del paese. Avrà mica ragione lui quando dice che l'italiano medio ha l'intelligenza di un bambino di 10 anni?

Ai posteri l'ardua sentenza. intanto, per non sbagliare, continuiamo a sfasciare la democrazia di cui ci eravamo faticosamente dotati, tra gli applausi del popolo bue.

domenica 30 maggio 2010

Prima o poi le cose succedono

Si spera che il disastro ambientale nel golfo del Messico avvenuto in seguito all'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon, di proprietà della BP, e alla conseguente fuoriuscita di petrolio serva di lezione. Gli incidenti succedono quando meno ci si aspetta e bisogna sempre tenere presente il caso peggiore per prevenirli, invece che essere stupidamente ottimisti. Sulle spalle degli altri.

Riguardo le misure di sicurezza poi, si dovrebbero pretendere un livello e una spesa proporzionali al danno che un potenziale incidente potrebbe causare e non, come invece spesso avviene, lasciarsi abbindolare dalle sottostimate percentuali di rischio e dagli improbabili "piani di emergenza" proposti, tanto per dire qualcosa di rassicurante, dagli stessi che hanno tutto l'interesse di costruire. Si vede, alla prova dei fatti, quanto sono efficaci le "misure" di BP.

Calcolare i danni in modo serio mostrerebbe finalmente i veri costi di certe soluzioni che risultano più convenienti delle altre solo perchè gli enormi costi che richiederebbero per garantire la sicurezza (posto che si possa fare davvero) non sono minimamente presi in considerazione.

Ad esempio, visto che in questo paese si parla tanto di nucleare ed è considerato la soluzione più conveniente, vorrei sapere se risulterebbe ancora così conveniente obbligando chi costruisce le centrali ad assicurare preventivamente ogni forma di vita nel raggio 30 di kilometri. Non credo proprio. Risulta conveniente solo perchè in caso di disastro, finora, i colpevoli se la sono sempre cavata.

Si spera che l'amministrazione Obama infligga punizioni esemplari alla BP e che in tutto il mondo ci si svegli dall'illusione del "probabilismo". Se una cosa in caso di incidente può causare un disastro naturale, per quanto bassa sia la probabilità che quell'incidente si verifichi, quella cosa non si deve fare. Punto.

Non vorrei mai che un giorno, a causa di questa irresponsabilità imbecille mascherata da ottimismo, ci fosse una vuova Cernobyl, magari in Italia, magari per via delle centrali fatte con i materiali usati a l'Aquila a causa degli appalti mafiosi. Non mi piace l'idea di rimetterci le mie preziose penne perchè questi devono giocare con le costruzioni..


Aggiornamento del 23/06/2010
Come volevasi dimostrare: la situazione è definitivamente fuori controllo. Abbiamo creato un esercito di mostri, ognuno dei quali può dare origine ad un disastro di queste proporzioni. Che senso ha costruire qualcosa che, per quanto efficiente, se fuori controllo può devastare irreversibilmente il pianeta?

giovedì 27 maggio 2010

Le lacrime di coccodrillo

Contro la legge bavaglio è divertentissimo, in questi giorni, vedere alcuni giornali vicini a Berlusconi (quando non proprio i suoi) unirsi alle proteste della categoria dei giornalisti. Evidentemente almeno ogni tanto si ricordano di esserlo..

A parte le eccezioni dei soliti noti, es: Belpietro e Minzolini che, c'è da dire, hanno almeno avuto la coerenza di restare dalla parte che hanno sempre contribuito a rafforzare, i vari Feltri hanno rilasciato dichiarazioni che, fatte da altri in un qualsiasi altro momento, avrebbero scatenato il linciaggio proprio da parte degli stessi. E invece proprio Feltri arriva a dire:



Ora io mi domando.. quando l'intera società civile denunciava il comportamento antidemocratico del premier, comportamento divenuto sempre più sfrontato proprio perchè non ha trovato quasi nessuna resistenza, dov'erano i vari Feltri? Erano a bastonare i dissidenti a beneficio del suddetto premier. Ora per coerenza dovrebbero bastonarsi da soli o almeno avere la decenza di tacere. Non dimentichino che se siamo a questo punto è anche per colpa loro.

venerdì 21 maggio 2010

No comment

Cito da http://it.wikipedia.org:
 
La censura fascista in Italia, consistente nella forte limitazione della libertà di stampa, radiodiffusione, assemblea e della semplice libertà di espressione in pubblico, durante il ventennio (1922-1944), non venne creata dal regime fascista, e non termina con la fine di questo, ma ebbe una grande influenza nella vita degli italiani durante il regime.
I principali scopi di questa attività erano, in breve:
  • Controllo sull'immagine pubblica del regime, ottenuto anche con la cancellazione immediata di qualsiasi contenuto che potesse suscitare opposizione, sospetto, o dubbi sul fascismo.
  • Controllo costante dell'opinione pubblica come strumento di misurazione del consenso.
  • Creazione di archivi nazionali e locali (schedatura) nei quali ogni cittadino veniva catalogato e classificato a seconda delle sue idee, le sue abitudini, le sue relazioni d'amicizia e sessuali, e le sue eventuali situazioni e atti percepiti come vergognosi; in questo senso, la censura veniva usata come strumento per la creazione di uno stato di polizia.
La censura fascista combatteva ogni contenuto ideologico alieno al fascismo o disfattista dell'immagine nazionale, ed ogni altro lavoro o contenuto che potesse incoraggiare temi culturali considerati disturbanti.

Secondo il copione a breve dovrebbero iniziare i roghi dei libri.

domenica 9 maggio 2010

La Lega Nord

Questo è il terzo partito italiano, ognuno tragga le sue conclusioni.

Camicie Verdi - Bruciare il Tricolore

















Parole in libertà..

martedì 4 maggio 2010

Andreotti non è mafioso (risate)

Come ben sanno quelli che non si informano dal TG1 Andreotti è ben lungi dall'essere estraneo alla mafia. Per quanto infatti ne dicano certi giornalisti e certi politici (che poi condividono lo stesso dramma di doversi guadagnare la pagnotta mentendo per il profitto di questo o quel committente) l'uomo è stato riconosciuto colpevole di "partecipazione all'associazione per delinquere" (Cosa Nostra) "concretamente ravvisabile fino alla primavera del 1980". Il reato è stato poi dichiarato estinto per prescrizione in Secondo Grado (cosa a mio avviso vergognosa), quindi nessuna condanna, ma non vuol certo dire che l'imputato fosse innocente, come spesso si sente dire.

Purtroppo, lo sappiamo, molta gente non conosce cos'è la prescrizione, ne come questi individui ne approfittano, e pensa che se uno alla fine non va in galera (a meno che non fosse un extracomunitario) allora è per forza un povero perseguitato cui i giudici devono chiedere scusa. Sarebbe così se la giustizia in questo paese funzionasse.

Quello che mi ha fatto tornare alla mente questa pagina nera della storia italiana è la notizia della condanna in Cassazione del suddetto Andreotti per aver diffamato il giudice Mario Almerighi definendolo un "falso teste". E cosa aveva detto Almerighi di tanto grave? Aveva sostenuto di aver saputo che Andreotti aveva rapporti privilegiati con il giudice Carnevale (quello indicato da varie fonti, ultima quella di Massimo Ciancimino, come vicino alla mafia e lo stesso che, in un'intercettazione, insultava pensantemente i giudici Falcone e Borsellino, dopo la loro morte per mano di Cosa Nostra) tali da influenzare le decisioni della Suprema Corte.

Come si dice: la ciliegina sulla torta..

sabato 13 marzo 2010

Attaccare Berlusconi lo favorisce?

Magari servirà di lezione a chi, nell'opposizione, ha sempre sostenuto che "attaccare Berlusconi lo favorisce". Una tesi già abbastanza discutibile per il controsenso intrinseco, ma ancora più sospetta perchè suggerita da "noti esperti indipendenti" come Cicchitto e Capezzone. Il risultato dell'interferenza di questi boccaloni (o forse sarebbe meglio non essere tanto ingenui e considerarli per gli infiltrati che sono) nei propri partiti è che l'opposizione si è auto-censurata per anni su tutti gli argomenti più fastidiosi per Berlusconi: i suoi conflitti di interessi,  i suoi processi. e i suoi rapporti con personaggi poco raccomandabili. Tutto ovviamente a favore del Nano, che sa benissimo come neutralizzare le critiche sul mero piano politico con le sue televisioni e i suoi giornali e che non ha minimamente pensato di seguire i consigli che fa dare dai suoi sgherri ai polli dell'opposizione, ma anzi ha approfittato del suo silenzio per attaccarla ancora di più. Cronaca di un suicidio politico. In questa direzione i signori della sinistra dovrebbero cercare le cause del loro crollo di consensi e non certo nell'aver attaccato troppo Berlusconi (come "furbescamente" pensava Veltroni), che intanto se la ride. D'altra parte si può dire quel che si vuole, ma è ovvio che se Berlusconi ha fatto quello che ha voluto è anche perchè dall'altra parte c'erano degli incompetenti o delle marionette a impedirglielo.

Ora magari qualcuno di questi (chi non si era svegliato neanche dopo che sono stati cacciati Biagi, Santoro e Luttazzi, noti adulatori del Premier e che per questo lo danneggiavano) cadrà dal pero alla notizia che Berlusconi cercava in ogni modo, dietro le quinte, di far chiudere Annozero. Ma come? Non aveva detto che attaccandolo fanno il suo gioco? In quest'ottica avrebbe dovuto fare di tutto per mandarla in onda a reti unificate, altro che cercare di chiuderla. "E' un controsenso", qualcuno penserà, "non sarà mica che questa storia delle critiche che lo rafforzano era solo una balla tanto per farmi stare buono?". Ecco, magari potrebbero iniziare a svegliarsi con questa semplice domanda..

L'episodio naturalmente si aggiunge a quanto il Nano ha già fatto: oltre al già citato editto bulgaro non si può non menzionare la censura tombale che ha imposto su tutti i programmi di approfondimento politico della RAI (sacrificando anche il soldato Vespa) solo per zittire Annozero. Anche in quel caso parrebbe che, al contrario di quello che dice, attaccarlo non lo avvantaggi poi tanto..

Basterebbe solo stare più attenti a quello che fa piuttosto che a quello che dice per capire come la pensa davvero, no? Vuoi vedere che aveva ragione Di Pietro?

domenica 7 marzo 2010

Ma perchè darsi delle regole?

..Se poi quando qualcuno le infrange invece di punirlo si elimina la regola? Elementare Watson! Perché dipende da chi commette l'infrazione! Se a non riuscire a presentare le liste fosse stato qualche altro partito, chessò, le liste di Grillo, si sarebbe applicato tutto il rigore delle nostre leggi, senza sconti. "Perché siamo un paese serio, noi!" Come no..

Infatti quando si tratta del Nano allora è la regola ad essere in torto e bisogna fare di tutto per scardinarla. Con effetti (come sempre) a metà tra il comico e il tragico: per permettere a lorsignori di fare come gli pare e "non privare gli italiani della possibilità di votarli" (lo fanno per noi, che teneri), ora "l'interpretazione" della legge sarà che, citando testualmente:
il rispetto dei termini orari di presentazione delle liste si considera assolto quando, entro gli stessi, i delegati incaricati della presentazione delle liste, muniti della prescritta documentazione, abbiano fatto ingresso nei locali del Tribunale

e che
tale presenza
può essere provata con ogni mezzo idoneo.

Ovvero non conta quando ci si presenta, basta che all'ora stabilita si sia all'interno del Tribunale. Poi se una volta dentro uno si vuole fumare anche una sigaretta, prendere un caffè o fare una pennichella nessun problema, purchè possa provare con "qualunque mezzo" (quindi anche la foto col cellulare andrà bene, immagino) che lui a quell'ora era dentro. Fantastico!

E naturalmente immagino che chi deve ricevere questa documentazione non possa semplicemente andarsene allo scadere del tempo utile, ma debba prima andare a cercare tutti i delegati ancora a zonzo per il Tribunale (chi al bar, chi fuori a fumare, chi a chiacchierare con gli amici) per chiedergli, gentilmente, di consegnare le loro liste. E questi poveretti dovranno anche sperare nella comprensione umana perchè quelli ormai sono dentro il Tribunale e quindi se vogliono consegnare le liste a mezzanotte mica gli si potrà dire niente..

Ma il bello deve ancora venire..

La seconda "interpretazione" indica infatti che le firme si considerano valide anche in mancanza della corretta documentazione allegata..

purchè tali dati siano comunque desumibili in modo univoco da altri elementi presenti nella documentazione prodotta. In particolare, la regolarità della autenticazione delle firme non è comunque inficiata dalla presenza di una irregolarità meramente formale quale la mancanza o la non leggibilità del timbro della autorità autenticante, dell'indicazione del luogo di autenticazione, nonchè dell'indicazione della qualificazione dell'autorità autenticante, purchè autorizzata.

Quindi le firme sono valide anche se non si comunica chi le ha autenticate, quando e dove, tutte irregolalità "meramente formali". In pratica possono esserci anche le firme di Pippo, Pluto e Topolino e contano come le altre. Come si intuisce quest'ultima "interpretazione" è la più grave. Oltretutto perchè la sua esistenza lascia intendere che le firme fossero effettivamente non autenticate e questo apre degli scenari davvero inquietanti. Scenari che evidentemente Napolitano non ha minimamente preso in cosiderazione. Anche per lui la cosa piu importante è fare in modo che si possa votare Berlusconi, a qualunque costo.

Come si dice: "per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano"..

giovedì 4 marzo 2010

La democrazia del bavaglio

I fatti, si sa, sono fatti. E se ne fregano se vengono scoperti quando proprio non farebbe comodo, se a causa loro qualcuno perde la faccia o passa per un ipocrita o se compromettono interessi milionari o intere campagne elettorali. Se ne fregano, i fatti.. ai politici invece interessa molto.

Per questo una cosa giusta come la par condicio (che dovrebbe servire per garantire che vincano i partiti con le idee migliori e non quelli con più soldi da spendere in pubblicità) viene usata come pretesto per dire che, siccome qualcuno ha più fatti a sfavore di altri, allora per "par condicio" non bisogna parlare dei fatti di nessuno, ovvero bisogna smettere di fare informazione.

Così una par condicio nata per favorire la democrazia viene rigirata contro di essa diventando una scusa per negare l'informazione ai cittadini proprio nel momento di maggior bisogno: quello della scelta dei propri rappresentanti.

Ma tanto cosa interessa della democrazia a questi cialtroni? Per loro conta solo vincere e se per questo devono uccidere i fatti tanto peggio per loro. Mica possiamo chiedergli di smettere di delinquere, ma chi ci crediamo di essere? Hanno capito che questo è l'unico modo per far sembrare tutti uguali e per loro va benissimo così. Riprenderanno a contare solo i sorrisi di plastica, le barzellette e le balle ..e gli italiani potranno tornare tranquillamente a dormire guardando la rassicurante immagine disegnata sul telo che hanno steso su questo regime schifoso.

Come in ogni Repubblica delle Banane che si rispetti..

mercoledì 3 febbraio 2010

Noi amiamo Silvio..

All'inizio pensavo fosse uno scherzo, poi mi sono dovuto arrendere all'evidenza: il libro "Noi amiamo Silvio", la cui pubblicità negli ultimi giorni ha inorridito gli italiani (almeno quelli che non applaudono a tutto come bambini di 5 anni) non è uno scherzo.

Naturalmente l'opera non è stata fatta per i suddetti italiani, ma piuttosto per gli altri (i "bambinoni" di 5 anni) e infatti si possono trovare molte analogie con i libri di Pingu o della Pimpa: nulla di scritto, se non poche frasi semplici da ricordare, e tantissime figure colorate. Insomma, esattamente quello di cui hanno bisogno i berluscones in questo periodo di incertezze: tanta propaganda con cui tapparsi le orecchie per riprendere a dormire sulle nuvole (azzurre ovviamente)




Come si può notare, anche lo spot è chiaramente rivolto allo stesso target: una musichetta tranquillizzante, come quella dei cartoni animati dell'Albero Azzurro, una voce entusiasta e tanti riferimenti all'italianità, che fanno sempre vendere. Non si era visto più niente di così viscido dai tempi di "Una Storia Italiana".

Ma il meglio deve ancora venire.. Non sarebbe infatti un'opera per allocchi che si rispetti se non ci fosse almeno una balla. E infatti ovviamente non potevano mancare le foto ritoccate (malamente oltretutto, ma non dimentichiamo che il target è quello che è) come quella qui sotto, in cui si vede chiaramente che le persone all'estrema destra sono, ribaltate, le stesse dell'estrema sinistra e che il mazzo di fiori tenuto in mano da Berlusconi è un fotomontaggio. La data del 2008 inoltre è falsa, la foto infatti è di 10 anni prima. Quest'uomo non riesce proprio a resistere alla tentazione di sembrare più giovane..



Che dire.. il fatto che la gente sostenga quest'uomo (posto che sia vero) dovrebbe far riflettere sul tipo di gente più che sul tipo d'uomo.

domenica 31 gennaio 2010

I buoni giornalisti

Dopo tutte le critiche di Berlusconi e delle sue protesi ai "cattivi" giornalisti (quelli che non si sono fatti comprare), insieme ai "cattivi" magistrati (quelli che non si sono fatti corrompere) si sentiva proprio bisogno di un esempio che mostrasse quali sono i "buoni" giornalisti e i "buoni" magistrati, secondo l'immaginario di menti così illuminate.

Mentre riguardo i secondi non ci sono molti esempi di riferimento, forse solo i magistrati coninvolti insieme al cavaliere nei noti processi per corruzione o il sempreverde Corrado Carnevale, per i primi possiamo oggi rilevare una nuova perla che illumina il già luminoso firmamento del giornalismo berlusconiano.

Dopo gli "scoop" di Telekom Serbia e della commissione Mitrkhin, dopo le menzogne su di Pietro e il pedinamento al giudice Mesiano, dopo i deliri di Vittorio Feltri sul Giornale che incolpava i contestatori presenti al comizio di Berlusconi a Milano del gesto di Massimo Tartaglia (arrivando a dire che "era tutto organizzato"), dopo insomma tali esempi di "alto" giornalismo ecco che arriva su Panorama l'ultima rivelazione: Patrizia d'Addario era una specie di Mata Hary incaricata dai soliti non meglio specificati "politici-giornalisti-giudici", ovviamente "cattivi", di rovinare la reputazione del Premier. Come se non ci riuscisse benissimo da solo, oltretutto.

Ma il noto giornale indipendente è andato oltre affermando che la escort sarebbe anche indagata a Bari proprio per questo motivo. Insomma: sembrerebbe proprio uno scandalo, se non sapessimo con chi abbiamo a che fare.

E infatti, come nella migliore tradizione del giornalismo "buono" Berlusconiano, siamo di fronte alla solita bufala spacciata per realtà. Poco male comunque, lo scopo dei "buoni" giornalisti non era infatti quello di fare un servizio alla verità, come erroneamente ci si aspetterebbe (per questo sono così incompresi), ma solo quello di gettare l'ombra del complotto sull'ennesima figuraccia del loro padrone, tanto per intorbidire le acque. Avranno pensato anche loro, come fanno i loro colleghi (altrettanto "buoni") del Giornale, che non deve essere difficile convincere di qualsiasi cosa uno che compra i loro giornali. Come dargli torto?

giovedì 7 gennaio 2010

Decennium Bug

Come alcuni avranno notato, allo scoccare della mezzanotte del 31/12/2009 si è manifestato un simpatico bug, di nuovo legato alla rappresentazione degli anni. Alcuni dispositivi, tra cui diversi cellulari con SO Microsoft (e figuriamoci se si facevano mancare un bug), hanno "saltato" 6 anni passando, invece che al 2010, direttamente al 2016.

La causa di questo problema è secondo me da ricercare nella codifica usata per la rappresentazione delle ultime due cifre, infatti nel caso fossero state in formato BCD si avrebbe che:

09 è rappresentato come 0000 1001
10 è rappresentato come 0001 0000

Mentre fino a 09 la rappresentazione in formato BCD e quella binaria su 8 bit coincidono si ha che, nel caso di 10, la rappresentazione in formato BCD corrisponde esattamente al numero 16 binario.

Concludendo se qualche programmatore disattento non avesse considerato che quel numero era in formato BCD e lo avesse trattato come un normale numero binario su 8 bit se ne sarebbe accorto soltanto nel 2010, come appunto sta accadendo, con un bel "Decennium bug".

Buon 2010!