sabato 28 novembre 2009

Se questo è un mafioso.. non si deve sapere

Già da quando sono state riaperte, le indagini sulle stragi di mafia del '93 avevano causato non pochi mal di pancia all'interno del PdL. Invece di auspicare che i magistrati facessero finalmente il loro lavoro fino in fondo hanno reagito come di fronte ad una scocciatura: mettendo subito le mani avanti, ponendo paletti, sobillando che però si devono seguire alcune piste ed altre no ecc.. tutto molto strano, per un governo che in teoria dovrebbe combattere la mafia, o no?

In realtà si tratta dell'ennesima anomalia italiana: un presidente del consiglio che, da una parte deve mostrare di combattere la mafia e dall'altra deve fare i conti con un passato dove i rapporti con la mafia sono tanto inquitetanti quanto imbarazzanti. Questo delicato equilibrio può essere rispettato solo se l'unica a diffondere informazioni sull'argomento è la politica, che è ben oliata e sa quali tasti è meglio non toccare, mentre questa "intromissione" della magistratura rischia di riportare alla luce dell'opinione pubblica fatti che si vorrebbe tenere nel dimenticatoio.

Fatti che i politici del PdL assumono come noti e stranoti agli italiani, tanto che cercano di zittire chiunque voglia ricordarli (sicuramente per evitare di annoiare le persone), ma che restano comunque di primo rilievo finché qualcuno non si deciderà a dare delle risposte.

Così si spiega il fatto che, ancor prima di sapere dove la scoperta del papello avrebbe portato, i giornali berlusconiani hanno iniziato preventivamente a guaire in difesa del padrone, ben consci dei rapporti che aveva con la mafia in quel periodo. Rapporti che sono già stati accertati con la condanna del suo braccio destro Dell'Utri e che, hanno previsto, porteranno inesorabilmente le indagini a intrecciarsi con la sua storia personale.. e ovviamente per loro il problema non è questo, ma il fatto che ci si indaghi sopra. Questione di punti di vista, si dirà, ma certi punti di vista sono paurosamente troppo simili a quelli dei mafiosi stessi.

La cosa divertente è che questa volta i magistrati hanno dichiarato che Berlusconi non è tra gli indagati. Divertente perché in un paese normale ti comunicano quando sei indagato, per mafia, e non quando non lo sei.

Niente paura però, Napolitano ha garantito che se il governo è forte nulla può farlo cadere. Una bella ammissione del primato della democrazia, sulla legalità. Meno male che Nixon e Clinton non sono stati eletti nella "democratica" Italia, ma nella troglodita America..

Infine ecco cosa dicevano i "comunisti" della Lega, quando ancora non spartiva la torta con Berlusconi:

venerdì 13 novembre 2009

Il ricatto della giustizia

Dopo la bocciatura del lodo Alfano ci si doveva aspettare una contromossa. Non era realistico pensare che un personaggio come Berlusconi, che ha avuto la faccia tosta di proporre il lodo, si fermasse di fronte al no della consulta.

Ed ecco che lentamente si svela la strategia degli azzeccagarbugli al soldo del premier (metaforicamente al soldo perché molti li paghiamo pure noi), quella strategia annunciata velatamente dichiarando che si sarebbe agito in altro modo.

Il decreto del "Processo Breve" (ma si dovrebbe chiamare del "Processo Tagliato") è la risposta del nostro plurinputato primo ministro: un provvedimento talmente devastante da scassare quel poco che resta del nostro già malandato sistema giudiziario.

Ovviamente il motivo è il solito: poiché egli non vuole finire in galera si deve fare una legge che lo impedisca e se non può essere una legge ad-personam, che sarebbe sicuramente meno dannosa per il paese, allora sarà una legge che vale per tutti, con le conseguenze che si possono immaginare.

Lui ovviamente preferirebbe il lodo Alfano, che non è affatto uscito di scena, ma sa bene che non potrà avere l'appoggio del parlamento senza un ricatto di questo tipo. Naturalmente ci guadagnerà in ogni caso perché scamperà le condanne e, se anche per farlo dovesse davvero far avere l'impunità a tutti quanti, sarà facile convincere quei babbioni dei suoi elettori che la colpa è dei comunisti, degli immigrati, della crisi, dell'11 settembre o dei Meganoidi. Gli hanno creduto fin'ora, non si vede perché dovrebbero aprire gli occhi proprio adesso.

Manco a dirlo l'opposizione non sa che pesci prendere: Casini, che ha subito capito dove si vuole arrivare, ha già detto che appoggia il lodo Alfano (a dimostrazione che il punto è proprio Berlusconi), il PD tergiversa, ma alla fine cederà al ricatto sperando nell'inciucio e prenderà l'ennesima inc..ata (come sempre). Insomma: pare proprio che questa volta i loschi piani di Berlusconi saranno realizzati.

In un paese normale un'opposizione degna di questo nome non accetterebbe MAI un ricatto di questa gravità e denuncerebbe con tutti i mezzi possibili quello che Berlusconi sta cercando di fare. Gli lascerebbe fare questa porcata da solo e poi farebbe vedere agli italiani le conseguenze. Non tratterebbe con questa gente, neanche per cercare di risparmiare all'italia la prospettiva peggiore. D'altra parte se Berlusconi può fare questi ricatti è perché gli italiani lo hanno votato. E' giusto che paghino la loro dabbenaggine.

Purtroppo però siamo in italia, l'opposizione quì è solo "diversamente concorde" e non ci vorrà molto per siglare l'ennesima porcata trasversale ai danni del paese. Viva l'italia.