martedì 27 ottobre 2009

Allarme pandemia di stupidità

Allarme pandemia! Un uomo che aveva contratto l'influenza A è morto dopo essere stato messo sotto da un treno. Tra poco sentiremo anche questa, al ritmo con cui continuano a rimbalzare notizie di persone con un piede nella fossa, morte per tutt'altri motivi, ma che avevano pure l'influenza. Persone che sembrano tante perché sono *sempre* tante, ma non finirebbero mai sul TG se non in un periodo di fobia collettiva come questo. Prima spaventano i polli con questo bombardamento mediatico, poi cercano di tranquillizzarli con delle ridicole pubblicità con Topo Gigio che ci parla come se fossimo bambini di 10 anni. Ecco come ci considerano.

venerdì 23 ottobre 2009

Uccidiamo Berlusconi?

Stiamo toccando il fondo. Prima ci lamentavamo del fatto che i nostri politici non sapevano niente di internet, ora che stanno iniziando a occuparsene viene da rimpiangere quei tempi.

Dalla tentazione frenetica di censurare tutto, alla totale ignoranza riguardo l'open source e le filosofie che si sono sviluppate nella rete, all'apriti cielo per il fatto che, si sa, sulla rete il linguaggio è molto più simile a quello parlato, con le stesse "licenze": si avvicinano a questo mondo con anni di ritardo, giudicando quello che vedono con parametri inadeguati e una grande arretratezza culturale.

Ecco che allora, vedendo le cose in questo modo, un gruppo su Facebook di nome "Uccidiamo Berlusconi", dove gli iscritti sfogano la propria impotenza suggerendo goliardicamente dei modi fantasiosi (e spesso molto ironici) per uccidere il premier, diventa una pericolosa cellula di Al Queda.

E' grottesco vedere ministri e politici considerare una cosa del genere come un ritrovo di terroristi, una rediviva BR con la reale intenzione di assassinare qualcuno, tanto da minacciare denunce e pretendere la chiusura del gruppo come se si trattasse di nazisti.

A niente sono valse le repliche degli iscritti, che ovviamente hanno spiegato di cosa si trattava. Con loro la linea dura dello stato. Chi si credono di essere per scherzare e poi dire che stavano scherzando? Berlusconi? Almeno lui, anche se dice così, non scherza affatto quando dice le cose.

Concludo con l'impagabile articolo de "Il Giornale", che come sempre coglie alla perfezione il senso delle cose..

PS: Il gruppo ha cambiato nome, unica cosa imposta da Facebook agli autori del gruppo nonostante le richieste dei nostri politici che sono state evidentemente considerate per i ragli d'asino che sono. Consiglio a tutti di iscriversi, se non altro per solidarietà.

sabato 17 ottobre 2009

Il calzino turchese e la camicia nera

Era stato annunciato ("Su questo giudice se ne sentiranno delle belle") ed è stato fatto. Anche se poi, con tutta la buona volontà dei cani sciolti del padrone, queste "belle" non si sono trovate. "Che fare allora per mantenere le promesse del capo?" si saranno chiesti gli zelanti tirapiedi che hanno recentemente pedinato il magistrato Raimondo Mesiano, alla ricerca di qualche pretesto per screditarlo.

Forse pensavano che, come il loro principale, chiunque avesse il proprio giro di droga e prostitute, se non altro come "utilizzatore finale", ma hanno dovuto fare i conti con il fatto che il concetto tanto caro al premier: "tutti criminali, nessun criminale" è solo una distorsione della realtà, inventata dai peggiori, per poter continuare a fare quello che vogliono continuando a sentirsi delle brave persone.

Purtroppo per loro, nella realtà, una persona normale si comporta in modo normale; al massimo mette i calzini del colore che gli pare. "Meglio di niente", avranno pensato gli sgherri, ed ecco che, regredendo mentalmente, sono tornati ai tempi delle scuole medie, dove si poteva ancora denigrare qualcuno perché si vestiva in un modo piuttosto che in un altro (ricordo che io venivo preso in giro per un maglione color verde muschio). Peccato che il presupposto perché la cosa funzioni è che tutti gli interessati abbiano al massimo 12 anni, ma si sa.. per Berlusconi i suoi elettori sono come i bambini, si vede chiaramente dai programmi che gli propina, specialmente al mattino.

Ed è proprio in questi programmi che si effettua il "lavoro sporco" dell'indottrinamento, quello che neanche Emilio Fede riesce a fare. I telegiornali infatti, per quanto spazzatura, sono maggiormente controllati e non si può esagerare troppo, mentre le trasmissioni per casalinghe della mattina hanno il duplice vantaggio di essere seguite dalle fasce meno attrezzate culturalmente della popolazione (massaie, anziani, ecc..) e di non essere sottoposte a particolari controlli, quindi si possono fare le peggiori porcate. Ecco perché si è scelto di presentare lo "scoop" in uno di questi contenitori piuttosto che in un normale TG, luogo naturale nel caso di una notizia che avesse qualche rilievo, ma inadeguato per questa operazione di screditamento.

Ecco allora che, durante "Mattino 5", si scopre che Raimondo Mesiano, il magistrato che ha condannato Fininvest a pagare una grossa multa nel processo civile per il Lodo Mondadori fuma, va dal barbiere e, udite udite, indossa dei calzini turchesi. Chiaro segno di instabilità mentale, meno male che non ha pestato una cacca, altrimenti chissà cosa avrebbero detto. Chiaramente uno così, con quei calzini turchesi, non può condannare l'azienda di Berlusconi, anche perchè il nano ci ha messo tanto a far credere che non è mai stato condannato e se poi gli fanno pagare una multa anche il più grullo dei suoi elettori capisce che qualcosa non quadra. Una questione d'onore, insomma.

Nonostante si possa ridere di queste patetiche ritorsioni, questo episodio e l'inquietante segno del modus operandi di questo premier che troppo spesso tende a farci tornare in mente metodi tipici di un passato che vorremmo dimenticare. L'intimidazione dei magistrati, la cui indipendenza dalla politica è una garanzia per i cittadini (e non per i magistrati), è un fatto gravissimo che giustifica la sacrosanta indignazione suscitata, anche tra i dipendenti di Mediaset.

Altri dipendenti come quelli del Giornale, abituati a non tirarsi indietro neanche nelle situazioni più torbide, vanno avanti invocando il diritto di cronaca o facendo improbabili paragoni tra il pedinamento e le intercettazioni su Berlusconi. Dimenticano un paio di cose, i signori, ovvero che pedinare un tizio che cammina per strada, a sua insaputa e senza che abbia fatto niente, ma sperando che faccia qualcosa solo per sputtanarlo in tv non è "diritto di cronaca", ma un comportamento da gestapo. Inoltre il signor Mesiano non è stato eletto, non ricopre un ruolo che richiede un'elezione (nonostante le stupidaggini di qualche politico che non ha capito che certe cose si fanno in bagno e non davanti ai microfoni), ne che giustifica di essere sottoposto al giudizio degli elettori. Tutte cose che non valgono per un primo ministro.

Un presidente del consiglio, a differenza di un magistrato, ha il dovere di comportarsi, anche privatamente, in modo da non causare disonore al paese che rappresenta. Cosa che il nostro premier spesso dimentica.