martedì 28 luglio 2009

Lo stato siamo noi o è "Cosa Nostra"?

Le ultime dichiarazioni di Totò Riina fanno tornare indietro nel tempo di 17 anni, alle stragi di mafia prima della cosiddetta "Pax Mafiosa", quando Cosa Nostra ancora sparava e metteva le bombe e i due principali magistrati del pool antimafia, Falcone e Borsellino, venivano fatti saltare in aria con interi pezzi di autostrada.

Naturalmente le parole dell'ex capo dei capi sono da prendere con le pinze, tuttavia non sono neanche da scartare a priori come molti politici, forse troppo frettolosamente (e forse non a caso) hanno fatto. Questo perché tali dichiarazioni, da parte di qualcuno che sicuramente conosce come sono andate davvero le cose, trovano riscontro in fatti che altrimenti sarebbero difficilmente spiegabili e che infatti da tempo avevano fatto ritenere che un accordo tra la mafia e lo stato effettivamente esistesse.

Uno di questi elementi è certamente il fatto che, in seguito alla cattura del boss, fu dato immediatamente ordine di fermare la squadra che avrebbe dovuto perquisire il covo ancora "caldo" e di sospendere ogni attività di sorveglianza. Quello che successe è che naturalmente a perquisire il covo ci pensò Cosa Nostra, ripulendo tutto e arrivando persino a ridipingere le pareti.

Questo, secondo alcuni, per impedire che si rinvenissero tracce del "Papello", ovvero la lista di richieste che, secondo alcuni pentiti e testimoni, la mafia aveva fatto allo stato (attraverso l'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino) in cambio del cessate il fuoco.

Naturalmente i dettagli non sono certi, anche se è ormai appurato che un accordo ci sia stato, ma qualunque sia la verità c'è da dire che effettivamente la mafia da allora ha smesso di sparare.

Ora che le indagini sulla strage Borsellino si sono riaperte pare che il figlio di Vito Ciancimino, Massimo, abbia consegnato il famoso Papello, ereditato dal padre, ai magistrati.

La verità è ancora lontana, ma quello che è certo è che dietro queste stragi potrebbero celarsi persone insospettabili.

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