domenica 29 marzo 2009

Marco Travaglio sulle intercettazioni

Girando per YouTube ho trovato questo intervento (che allego) di Marco Travaglio sulle intercettazioni, nella puntata di Iceberg (Telelombardia) del 16/6/2008. Lo considero un'ottima esposizione di cosa sta avvenendo nonchè l'ennesima occasione per vedere come i rappresentanti del PdL cerchino pateticamente di preservare il loro piatto di minestra mentendo e insultando a vantaggio del padrone.











Cosa direbbe l'uomo di destra



Questo monologo del grande Ascanio Celestini spiega secondo me in modo impeccabile la differenza tra il pensiero di destra (alias sinistra "moderata"..) e quello di sinistra (chiamata "sinistra radicale" dalla sinistra "moderata" perchè se fosse chiamata semplicemente "sinistra" si vedrebbe troppo che i "moderati", di sinistra, non hanno niente. Quindi meglio traslare tutto..).

L'esempio del rubinetto che perde è geniale nella sua semplicità, quindi comprensibile anche per chi è di destra; loro sono "uomini del fare", non capiscono bene i discorsi complessi.. (peccato che il mondo *sia* complesso).

Purtroppo le analogie con la situazione attuale sono fin troppo visibili.

lunedì 9 marzo 2009

"Io non sono razzista, però.."

Inizio questo post con la tipica frase che sento sempre usare prima di fare un'affermazione razzista. Quasi a vergognarsi di ammetterlo, come fosse un virus che agisce nel subconscio verso il quale si cerca di limitare i danni mettendo le mani avanti, con frasi evasive come a voler dire: "non sto dicendo quello che sto dicendo".

Nonostante chi dovrebbe segnalare l'emergenza continui allegramente a sguazzare nel sangue delle ragazzine violentate (dagli extracomunitari ovviamente, anzi dai Romeni, le altre non fanno notizia) fregandosene del clima che contribuiscono a creare e sostenendo che gli Italiani non sono razzisti succede che, come era ovvio prevedere, gli italiani lo stanno diventando, razzisti. O forse lo sono sempre stati e sta solo venendo fuori, solleticato da un certo modo di dare le notizie che vuole la provenienza del criminale di turno sottolineata di continuo come a voler stampare l'associazione nella testa della gente.

E infatti ci stanno riuscendo, anche perché la stessa frase: "gli Italiani non sono razzisti" non ha alcun senso se ci si ragiona un attimo. L'uomo medio, si sa, è facilmente plasmabile: gli italiani sono stati fascisti, i tedeschi nazisti, eppure non è che fossero geneticamente diversi da oggi. Semplicemente c'erano delle condizioni diverse che li influenzavano in un certo modo. Non bisogna pensare che queste cose non potrebbero più succedere, non ci sono principi assoluti; l'essere umano è sempre quello e le uniche difese che abbiamo per non ricadere in questi fenomeni sono la conoscenza reciproca e il dibatto. E' grazie a questi che l'uomo si può elevare dal fango dell'ignoranza, raggiungere un grado più alto di comprensione, sviluppare l'empatia, la comprensione dell'altro, e controllare gli istinti più bassi provenienti dalla propria origine animale.

Fare invece eccessivo affidamento su principi assoluti ("l'Italiano non è razzista" - per definizione) è il miglior modo per abbassare la guardia (o convincere le persone a farlo), smettere di costruire e lentamente ricadere verso i livelli di esistenza più bassi, nei quali gli istinti riprendono ad avere influenza.

E' questo che sta avvenendo. Colpa di chi ha la responsabilità di informare e ne abusa per pilotare l'opinione pubblica, dando una percezione della realtà da "allarme invasione" che poi si traduce puntualmente in manifestazioni di paura e quindi aggressività nei confronti di persone che non hanno colpa.

La recente aggressione all'inviato delle Iene che chiedeva una sigaretta travestito da Romeno mostra bene il concetto. Le persone meno evolute trasformano la paura nei confronti di questi eventi in odio verso un'intera popolazione invece che in richiesta di interventi contro la criminalità ad ogni livello. Si sentono invase, accerchiate e senza difesa, entrano in gioco istinti ancestrali di difesa del territorio, al punto di decidere di farsi giustizia da sole (ovviamente in sei contro uno col povero cristo che con gli stupri non c'entra niente, se no ci vuole troppo coraggio).

Ma gli Italiani non soro razzisti.. Neanche quello che mi dice che stupro le ragazzine perché vengo dallo stesso paese (circa 22 milioni di persone) di uno che lo ha fatto. Sono brava gente, gli Italiani. Ragionando allo stesso modo noi saremmo tutti mafiosi, ladri.. o imbecilli come il tizio del video. Eppure noi italiani il razzismo lo abbiamo subito.. possibile che non abbiamo imparato niente?



C'era davvero bisogno delle Iene per farci vedere come stanno le cose? I nostri sedicenti giornalisti dove sono? Forse sono troppo impegnati a dimostrare che gli Italiani "non sono razzisti, però..", concludo io, "anche i Romeni non devono essere Romeni". Quello che è giusto è giusto..

venerdì 6 marzo 2009

Primo post da cellulare



Giocherellando col cellulare (tra l'altro dopo mesi che non funzionava) ho scoperto questa funzione e non potevo non provare subito! Voglio godermi il momento prima di scoprire quanto mi ha succhiato dal credito :)