venerdì 6 febbraio 2009

Il governo degli umori



Oggi mi devo sfogare..
Si perché, a vederlo ultimamente, questo governo assomiglia tanto a quelle commedie napoletane piene di gente che urla, si straccia le vesti, i capelli e gesticola in modo vistoso. Tutti in preda agli umori del momento, passando dal riso al pianto in un attimo, amplificando le emozioni in modo teatrale per convincere chi guarda che loro sono "davvero" felici, "davvero" tristi, "davvero" arrabbiati, "davvero" indignati e così via.. Esagerando la forma per sopperire all'assenza di sostanza, come se fossero tutti in un grande programma di Maria de Filippi.


Maroni e la "cattiverìa"
Voglio iniziare dalle esternazioni indecenti di Maroni sulla "cattiveria contro gli immigrati", salvo poi indignarsi quando qualche cretino segue il consiglio e dà fuoco a un povero cristo sentendosi pure dalla parte della ragione.

Ma Maroni non sa di essere un ministro della Repubblica? Suona assurdo anche a me, lo so, ma purtroppo è successo e dovremmo tutti prenderne atto.. lui per primo. Non si può, mentre si è nell'esercizio delle proprie funzioni, parlare come se si fosse al bar con gli amici perché così, volontariamente o per superficialità, si finisce per fare l'occhiolino a quella parte di popolazione che non vede l'ora di rispolverare bastoni (ideologici e non) che erano rimasti nell'armadio dai tempi del fascismo. Magari con tricolore annesso, come si è visto da poco.

Poi non ci si può scandalizzare o fare imbarazzate (e imbarazzanti) dichiarazioni per prendere le distanze quando questi, come era prevedibile per chiunque (salvo Maroni), si sentono spalleggiati dall'autorità e, forti di questo, ritrovano la spavalderia per agire tranquillamente alla luce del sole. Quanta gente, dopo la vittoria di Berlusconi, ho sentito dire: "ora che abbiamo vinto noi vedrete..", con tono minaccioso. E infatti stiamo vedendo.


"Caso" Englaro
Su questo si era già arrivati al ridicolo con l'infinita serie di ricorsi alle sentenze, fino a quella di Cassazione, con cui la politica ha cercato di sostituirsi alla magistratura, in nome di cosa e a che titolo non si capisce.

Non so come chiamarlo il punto a cui siamo ora..
Sembra di essere in un istituto di recupero per pazzi esagitati: gente che sbatte i piedi, che si infervora, dichiarazioni fuori da ogni decenza, esternazioni spinte più da paure incomprensibili che non dall'uso corretto del cervello. Ne della lingua, che a volte farebbe meglio a stare al chiuso..

Gente che usa espressioni come "mandare a morte" o urla "viva! viva!" come se si trattasse di una esecuzione, la chiesa che parla di omicidio e lancia anatemi con un impeto che non si è mai visto quando, ad esempio, si è parlato di pena di morte (eppure in quel caso la gente viene davvero ammazzata).

Proprio stasera a Matrix, Socci (il famoso tuttologo) diceva: "..eppure vediamo che respira, tossisce, ha il ciclo mestruale..". Cosa vorresti dire, Socci? Se è per questo le cresceranno pure le unghie e i capelli, ma sono funzioni riflesse, come votare per Berlusconi, non significa che una sia cerebralmente viva.

Eppure questa gente forse la immagina legata ad un letto, cosciente, con qualcuno che le rifiuta crudelmente un piatto di minestra. Mi rendo conto che questi discorsi siano troppo complessi per chi associa la presenza della vita al cuore che batte, ma è proprio per questo che qualcuno dovrebbe togliere loro lo scettro con cui pretendono di fare leggi sulla vita e la morte degli altri. Non ne hanno la competenza, figuriamoci il diritto.

D'altra parte sono gli stessi per cui due cellule sono come un essere umano fatto e finito, i cui diritti si possono bellamente anteporre a quelli dell'"organismo ospitante" (troppo rispettoso chiamarlo "donna") che essendosi a quel punto riprodotto ha, dal loro punto di vista, svolto la sua funzione nel mondo ed è quindi sacrificabile.

Ora l'ultima buffonata è che stanno ergendo l'ennesima barricata con un decreto ad hoc fatto in quattro e quattr'otto (e pensare che per le leggi che servono al paese ci mettono minimo due legislature) attaccandosi a qualsiasi cavillo, fino al più improbabile, con la solerzia delle grandi occasioni; cose che non si vedevano dai tempi dell'indulto.. Ora, a parte le considerazioni sulla crudeltà di questo atteggiamento.. è mai possibile fare in tre giorni un decreto su una materia così delicata? Hanno totalmente perso la testa.

C'è da dire che questa volta, a gran sorpresa, Napolitano ha annunciato che si rifiuterà di firmare per dubbi di incostituzionalità.. "ben svegliato!", verrebbe da dire, peccato che si tratti della stessa persona che ha firmato il lodo Alfano senza batter ciglio.. Eh si.. chi se ne frega se quattro persone (tra cui lui e il Presidente del Consiglio più inquisito al mondo) diventano immuni alla legge contro i più elementari principio di diritto.. di queste sciocchezze si occupi la Corte Costituzionale, perbacco! Un po come se in una partita di calcio la difesa se ne stesse impalata perché tanto c'è il portiere..

Ci voleva Eluana Englaro perché si ricordasse il suo ruolo nei confronti della Costituzione. E ci voleva sempre Eluana Englaro perché finalmente facesse qualcosa di concreto contro questo governo, come si era sperato, ma invano, per cose molto più gravi. Questione di scala di valori.

Se non altro almeno ora lo scontro tra poteri c'è stato. Vedremo se tutti quei benpensanti che da settimane gettavano fango su Di Pietro rispetteranno il Capo dello Stato come fino a due giorni fa pretendevano facesse lui. Vedremo, ci sarà da ridere..


Pacchetto (in)sicurezza
Un florilegio di procedimenti inutili, pura propaganda e razzismo in un pacchetto che sembra avere come unico obiettivo la "sicurezza", ma per Berlusconi e i suoi simili, di continuare nei loro sporchi affari senza che si possa più sapere niente.

Cosa c'è a difesa del cittadino nell'impedire le intercettazioni per reati gravissimi come lo stupro, il furto, il sequestro e ovviamente tutti i reati finanziari? Siamo tutti meno sicuri perché i magistrati avranno uno strumento in meno per indagare, ma in compenso nessun furbetto potrà più essere intercettato. E' sempre una questione di punti di vista, quando si parla di sicurezza siamo noi che sbagliamo a pensare automaticamente che si tratti della nostra.

Ghedini, ieri ad Annozero, ha gentilmente sottolineato che per i reati connessi alla mafia e al terrorismo si potrà intercettare come prima. Fantastico, mi sento già in una botte di ferro! Ma i criminali mica sono tutti mafiosi o terroristi e poi come fa il magistrato a sapere se uno lo è, prima di intercettarlo? Spesso questi collegamenti si scoprono proprio grazie alle intercettazioni. Inoltre molti reati "di strada" come lo stupro, il furto o l'aggressione in genere non sono commessi da mafiosi ne da terroristi, ma da delinquenti comuni. E i reati finanziari, allo stesso modo, in genere sono commessi da imprenditori o amministratori più o meno corrotti, furbetti ecc.. tutta gente che potrà agire indisturbata con noi cittadini che subiremo le scorribande dei primi per garantire la "sicurezza" (da quì il nome) sei secondi di non finire al fresco ne sui giornali. Ecco il vero scopo di questo provvedimento.

Continuano a dirci che non cambierà niente, che è per il nostro bene come se io, persona comune, rischiassi davvero di essere intercettato quando parlo con i miei amici.. Anche fosse non ho niente da nascondere, e comunque nessuno avrebbe interesse nel pubblicare sui giornali quello che ho detto ieri parlando del kebab che ho mangiato.. E' ovvio che si tratta di un problema che riguarda i personaggi pubblici quando parlano con indagati, mafiosi, ecc.. basti pensare al perchè si è iniziato a voler limitare le intercettazioni.. perchè ultimamente grazie ad esse ne hanno beccati molti (e nessuno di questi "innocenti per definizione" parlava del kebab del giorno prima, evidentemente). Semplicemente funzionano troppo e questo non va bene, altrimenti rischiamo di diventare un paese normale e poi questi si devono trovare un lavoro onesto.

Se però qualcuno si azzarda a farlo presente ecco che rispondono: "eh ma è stato uno scandalo che hanno pubblicato quello che diceva la Falchi al marito, erano cose personali che non c'entravano niente". Benissimo, sono d'accordo. Ma per limitare il gossip non bastava fare un decreto che impedisse la pubblicazione di intercettazioni riguardanti persone non indagate che parlano di fatti non inerenti l'indagine? No, ovviamente, perché il motivo non è mica quello, quella è solo una scusa.

Inoltre, proprio per sottolineare che il vero motivo per cui lo fanno non è certo la privacy della Falchi, hanno messo due postille bellissime:
  1. Ora il magistrato non potrà più avviare un'indagine a partire da un'intercettazione, quindi se sente Pippo (indagato) che dice a Pluto: "Topolino lo ammazzo domani perché oggi tu devi ammazzare Paperino" non potrà intercettare Pluto ne indagarlo. Ovviamente a danno del povero Paperino (perché Topolino magari riescono a salvarlo in tempo) che magari aveva pure votato Berlusconi ed è un sostenitore del pacchetto (in)sicurezza.. Un deficiente in meno, in quel caso, ma purtroppo non saranno solo loro (che se lo meriterebbero anche) a pagare le conseguenze delle loro scelte.

    Cos'è questa se non una norma a difesa del politico che immancabilmente salta fuori ogni volta che si intercetta un furbetto, un bancarottiere o un mafioso? Già perché (come ricorda Ghedini) per i mafiosi si può ancora intercettare e quindi vuoi non fare qualcosa per i "poveri" politici che parlano al telefono con i mafiosi, magari in cerca di voti? Altrimenti, almeno quelli, li beccherebbero e non è mica carino.

  2. Ora il magistrato non potrà più avviare un'indagine a partire da un articolo di giornale. In pratica si mette un limite all'irrinunciabilità dell'azione penale, un principio sacrosanto per cui se si scopre un reato si deve intervenire a prescindere da qualsiasi cosa. Ora se un giornalista pubblicherà notizie su di reato non si potrà fare niente, anzi secondo come le ha ottenute, sarà lui a passare dei guai.

    Sembra proprio che secondo questi signori l'importante non debba essere scoprire più reati possibile (obiettivo alla base di tutti questi principi per loro "bolscevichi"), ma il non disturbare troppo i criminali, specie se eccellenti. Sarebbe scortese.. Un'altra grande garanzia di (in)sicurezza nei confronti dei cittadini, insomma.

Ma veniamo ad un esempio attuale..
Da poco hanno arrestato i responsabili dello stupro di Guidonia. Arrestati grazie alle intercettazioni che con il nuovo pacchetto non si potranno più fare. E cosa hanno detto i nostri politici alla luce di questo, invece che vergognarsi di fargli questo favore proprio mentre l'opinione pubblica è così turbata? Hanno sviato l'attenzione puntando il dito sul fatto che il giudice ha messo agli arresti domiciliari due sospetti complici in attesa del processo.

Una cosa in realtà normalissima, il giudice non può farsi influenzare dai sentimenti del popolo assetato di vendetta, altrimenti buttiamo all'aria la volontà di applicare delle leggi uguali per tutti e torniamo al far west con i processi sommari, le sentenze emesse a furor di popolo e gli accusati impiccati al primo albero senza troppi complimenti. Siamo sicuri di volere questo? Perché questi sono i rischi del populismo becero cui ci stanno portando questi somari. Stiamo giocando davvero con il fuoco..

Per come stanno le cose ora, per fortuna, il giudice applica ancora la legge; se così non fosse ci sarebbe davvero quell'intromissione della magistratura nella politica che gli stessi paventano quando gli fa comodo. Se non fossero così ignoranti saprebbero che questi arresti domiciliari non sono un anticipo di pena, visto che non c'è stato ancora il processo, ma la cosiddetta "custodia cautelare", un provvedimento che non serve a punire l'imputato, ma a proteggere il processo che si dovrà celebrare.

Questo perché, secondo la nostra legge, per l'imputato (anche se Rumeno, mi dispiace per loro) vale la stessa presunzione di innocenza che i nostri politici e giornalisti ricordano sempre quando si parla dei reati di Berlusconi (stranamente ora se ne sono dimenticati). La legge fissa quindi dei precisi vincoli per limitare l'uso della custodia ai casi in cui sia indispensabile per svolgere il processo (che deve essere anch'esso tutelato). E' da questo equilibrio che nascono i tre casi previsti dalla legge:
  • Fondato pericolo di reiterazione del reato
  • Fondato pericolo di inquinamento delle prove
  • Fondato pericolo di fuga dell'imputato
Questo, se vogliamo, proprio per essere il più garantisti possibile e non sbattere in galera nessuno senza un giusto processo. Proprio quello che dicono i nostri politici quando si parla dei loro amici. Evidentemente vorrebbero poter scegliere tra garantismo e giustizialismo a seconda dell'imputato.. Ridurre tutto ad un "pollice su, pollice giù" in base alle richieste della folla come si faceva 2000 anni fa nel Colosseo, con la magistratura ridotta a semplice notaio. Tutto in barba alla suddivisione dei poteri su cui si dovrebbe basare ogni democrazia.

Ora abbiamo una bella legge che mette in galera chi è accusato di stupro. Così se dopo due anni scopriamo che era innocente gli abbiamo rubato due anni di vita, con tutte le ripercussioni psicologiche dello stare in carcere trattato come un criminale. Dovremo aspettare che Berlusconi sia accusato di stupro perchè capiscano la gravità della cosa?

Ancora una volta si cavalcano le passioni a caldo della gente dimostrando di non avere affatto la temperanza che sarebbe richiesta a chi governa. Infatti l'uomo della strada non è tenuto a sapere come funziona un processo, ne a prevedere le ripercussioni che certe posizioni, per quanto suggerite dai sentimenti del momento, avrebbero a lungo termine. Chi governa ha la responsabilità di agire secondo principi di equilibrio, affrontando i problemi nella loro complessità e considerando tutte le sfaccettature. Non ci si può permettere di agire impulsivamente come farebbe un qualsiasi cittadino con il suo livello di cultura e di informazione.

Invece i nostri governanti dimostrano di non essere più competenti di una qualsiasi massaia. Sfornano provvedimenti senza alcun criterio, senza consultarsi prima con gli esperti in materia e finendo quindi per scriverli con i piedi. Ora, per dire, se uno stupra una donna lo sbatteranno in galera ancora prima del processo, mentre se l'ammazza potrà ancora avere gli arresti domiciliari. Se però, tornando al discorso di prima, si vuole intercettarlo per lo stesso reato si devono avere "gravi indizi di colpevolezza" per non violare la sua privacy. Siamo alla follia. Questo è ciò che avviene quando si agisce come farebbe un bambino, senza considerare le cose nel loro complesso.

Naturalmente anche l'informazione (spesso in mano ai partiti) è colpevole di solleticare questo interventismo invece che spiegare alla gente come stanno le cose. Per fare propaganda ai loro padroni vendono la loro credibilità e la loro responsabilità nei confronti dei lettori fomentando la rabbia, il razzismo e la sfiducia nella giustizia con le gravi conseguenze che stiamo vedendo. Quanto ci vorrà ancora prima che la gente, così tenuta nell'ignoranza, decida di farsi giustizia da sola? Come è possibilie che i crimini e gli stupri stiano sensibilmente diminuendo eppure tutti hanno la psicosi della sicurezza come se ci fosse un'ondata senza precedenti? Lo ripeto ancora una volta: stiamo giocando davvero con il fuoco..

Magistratura
Dulcis in fundo gli ennesimi attacchi alla magistratura. Secondo lor signori il PM non rappresenta lo stato (di cui loro, essendo loro al governo, giustamente non si fidano), ma bensì una parte come un'altra. "Vogliamo la parità tra accusa e difesa" dicono, però poi vogliono, ad esempio, impedire al PM di ricorrere in appello se l'imputato è stato assolto e fare tanti altri provvedimenti di simile levatura. Così intendono risolvere il problema della lunghezza dei processi: assolviamo tutti e basta. Sicuramente loro ci guadagnano, noi un po meno.

Ma sapendo come saremo caduti in basso, i nostri nonni avrebbero ancora dato la vita per questo paese? Io qualche dubbio ce l'ho..

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