mercoledì 25 febbraio 2009

Una scoria Italiana..

E' di oggi la notizia che il nostro baldo presidente ha siglato un importante accordo con Sarkozy per dotare anche l'Italia di centrali nucleari in barba al popolo italiano che si era già espresso nel 1987 contro questa soluzione. Ora: da un populista come lui che vorrebbe basare tutto sulle elezioni (ora che ha imparato come pilotarle) non è un po' strano? Non sarebbe stato più corretto fare come minimo un altro referendum? Se gli italiani sono d'accordo con lui come dice, allora che problema c'era a fare le cose per bene? Mi sorge un dubbio: non è che nonostante tutta la propaganda sulle reti RAISet questa volta la gente non si è fatta prendere in giro?

Già perché i motivi per rifiutare il nucleare sono di vario genere: non solo la naturale repulsione verso qualcosa che esplodendo potrebbe devastare l'intero paese e che produce scorie tossiche che non sappiamo smaltire. Certo, ci dicono che tanto siamo comunque circondati e quindi un incidente in Francia coinvolgerebbe anche noi però ci sono un paio di punti da considerare:
  • Le centrali nucleari sono una soluzione di 50 anni fa e noi che affrontiamo oggi il problema dovremmo guardare alle tecnologie attuali invece di mandare via i premi Nobel come Rubbia. Se non altro perché quando finiremo di costruirle saranno passati come minimo altri 15 anni.
  • Le centrali nucleari che ci sono in Francia sono gestite dai Francesi e non dagli Italiani. Noi siamo quelli degli appalti dati alla mafia, delle opere incompiute, iniziate per prendere i finanziamenti e poi lasciate li, delle cose fatte con materiali scadenti che 10 anni dopo già cadono in pezzi, degli imprenditori che nascondono i rifiuti tossici sotto il tappeto, nei campi con un po' di calce sopra.

    Se una strada nuova dopo 2 anni è piena di buche è un conto. Se una scuola appena ristrutturata crolla uccidendo una classe di bambini è già più grave, ma una centrale nucleare è una centrale nucleare.
Ma non si tratta solo di questo. Con la consapevolezza di oggi ci sono motivi concreti per pensare che il nucleare non sia quella brillante soluzione che appariva 50 anni fa. La maggior parte delle nuove centrali sono realizzate in paesi in via di sviluppo, mentre in Europa paesi come la Germania hanno riconvertito il loro sistema di produzione energetica basandolo su fonti rinnovabili e hanno definito un piano per lo smantellamento graduale delle centrali nucleari solo da poco rimesso in discussione a causa della crisi. Questo fanno i paesi moderni. Noi invece facciamo come l'Iran, l'India, il Pakistan, la Cina e la Corea del Sud: inseguiamo l'Europa con decenni di ritardo e iniziamo oggi a costruire centrali (che saranno pronte tra 15 anni) quando già oggi molti paesi stanno volgendo lo sguardo verso tecnologie alternative, pulite e sicure.

Se fosse veramente l'unica soluzione non ci sarebbe da discutere, ma non è così.

Ecco cosa ne pensa il premo Nobel Carlo Rubbia

Ecco cosa ne pensa il neo-Presidente USA Obama

Cito dal sito www.lifegate.it un decalogo di motivi per cui il nucleare non può essere considerato una soluzione ai nostri problemi di energia.
  • Il nucleare è economicamente sconveniente e non competitivo rispetto ad investimenti in efficienza energetica e alle moderne fonti rinnovabili. Gli investitori privati sui mercati liberi non stanno generalmente investendo in energia nucleare oggi, perché tale scelta aumenta i rischi di business ed ha redditività inferiore rispetto alle alternative possibili.
  • È una fonte esauribile, per cui si posticipa il problema senza risolverlo, e se ne creano altri: oggi i 443 reattori operativi forniscono meno del 4% di tutta l'energia globale. Aumentare tale percentuale farebbe salire i prezzi e ridurrebbe la disponibilità di un combustibile non rinnovabile e in esaurimento.
  • Non è risolta la questione dello stoccaggio delle scorie, che deve garantire totale sicurezza per 100-200.000 anni, e della radioattività da estrazione, movimentazione, utilizzo.
  • Le centrali vecchie non sono sicure: si stima che Chernobyl abbia causato ad oggi tra i 9000 e i 250.000 morti, a seconda delle modalità di conteggio (che dipendono essenzialmente da orizzonte temporale e geografico).
  • Rischio terrorismo. Le centrali nucleari e i luoghi di stoccaggio delle scorie sono tra i target a più 'alto potenziale' per gli obiettivi dei terroristi.
  • Trend d'investimento in declino: chi non ha centrali non ne sta costruendo, chi ce le ha non ne costruisce più o le dismette (eccezioni: una nuova centrale in Finlandia in costruzione, la Cina, la Turchia, l'Iran). La centrale media al mondo ha oltre 21 anni, quindi è già prossima alla dismissione o oltre la soglia di uso sicuro. Oggi sono in costruzione 27 nuove centrali, la maggior parte in Cina: il bilancio tra centrali nuove costruite e centrali dismesse dovrebbe risultare negativo, a condizione che vengano chiuse le centrali 'esaurite.' La Svezia, uno trai paesi più competitivi e avanzati al mondo, sta gradualmente dismettendo il nucleare per passare alle fonti rinnovabili. Le risorse per la necessaria innovazione nel settore sono in sistematico declino.
  • Trascurabili i vantaggi in termini di riduzione delle emissioni di CO2 in ottica di Life Cycle Assessment, ovvero le emissioni per tutto quello che serve per estrarre, trasportare e raffinare il combustibile, costruire, far funzionare e smantellare una centrale nucleare e stoccare le scorie.
  • Tempi lunghi dalle decisioni all'operatività, nell'ordine dei decenni.
  • Difficoltà in regimi democratici nell'individuare luoghi adatti per nuove centrali.
  • Il nucleare viola tutte le 4 System Condition di sostenibilità di The Natural Step in quanto contribuisce 1) all'aumento sistematico di concentrazioni di sostanze estratte dalla crosta terrestre 2) all'aumento sistematico di concentrazioni di sostanze prodotte dalla società, 3) alla sistematica distruzione della natura e 4) alla sistematica compromissione della capacita' delle persone di soddisfare i propri bisogni. 15 anni di esperienza indicano che ciascuna di queste violazioni porta ad un sistematico ed inevitabile aumento dei costi e dei rischi dell'attività svolta.
Di tutti questi punti nessuno parla mai. i TG ci fanno vedere le centrali come la soluzione idilliaca a tutti i nostri problemi, ci parlano di Chernobyl come di una cosa avvenuta nella preistoria, ci dicono che oggi le centrali sono sicure. Mi dispiace deludere lorsignori, ma non esistono centrali sicure perché l'errore umano è sempre possibile, l'evento naturale è sempre possibile e la congiunzione delle due cose più una buona dose di sfiga non è mai da escludere. La percentuale è bassa, è vero, ma deve essere moltiplicata per il numero di centrali e per il tempo che si intende tenerle in funzione. Qui non si scherza, non è come un ponte che crolla o un aereo che cade dove al massimo si fanno un centinaio di morti. Qui si parla di 60 milioni di italiani, di danni per generazioni.

Spesso si sente parlare solo di Chernobyl.. ecco una lista, sicuramente non esaustiva (si vede dal fatto che è molto più dettagliata negli anni più recenti), di tutto il resto. Anche quello chè è accaduto in Italia, anche dopo il famoso referendum.
  • 1952 Chalk River (Canada). L'errore di un tecnico provocò una reazione che portò alla semi distruzione del nocciolo del reattore.
  • 1952 Usa. Un incidente con reattore Argon. 4 morti accertati.
  • 1955, febbraio, Atlantico. La nave appoggio Fori-Rosalie della Royal Navy affonda nell'Atlantico 1500 recipienti contenenti ciascuno una tonnellata di residui atomici a 1.600 Km dalle coste inglesi e a 2.000 metri di profondità
  • 1956, 10 marzo. Mar Mediterraneo. Un bombardiere B-47 precipita nel Mediterraneo con a bordo due capsule di materiale fissile per la realizzazione di bombe nucleari.
  • 1956, 27 luglio. Gran Bretagna. Un bombardiere B-47 in Gran Bretagna slitta sulla pista e va a colpire un deposito contenente sei bombe nucleari.
  • 1957, ottobre. Windscale (GB). Fusione del nocciolo (l'incidente più grave che possa accadere in una centrale). Il reattore viene inondato. Fuga di radioattività pari al 1/10 della bomba atomica di Hiroshima. La nube radioattiva arriva fino in Danimarca. La radioattività su Londra si eleva 20 volte oltre il valore naturale (Londra dista da Windscale 500 km). Il consumo di latte è vietato in un raggio di 50 km (ogni giorno vengono gettati 600.000 litri di latte).
  • 1957, 7 ottobre. Sellafield (Gran Bretagna). Un incendio nel reattore dove si produceva plutonio per scopi militari generò una nube radioattiva imponente. La nube attraversò l'intera Europa. Sono stati ufficializzati soltanto 300 morti per cause ricondotte all'incidente (malattie, leucemie, tumori) ma il dato potrebbe essere sottostimato.
  • 1957 Kyshtym (Unione Sovietica). Un bidone di rifiuti radioattivi prese fuoco ed esplose contaminando migliaia di Kmq di terreno. Furono esposte alle radiazioni circa 270.000 persone.
  • 1958 Usa. Un incidente a Oak Ridge: 12 persone investite dalle radiazioni.
  • 1958 zona Urali (Urss). Catastrofe nucleare a causa dell'esplosione di un deposito di scorie radioattive. Centinaia di morti. Decine di migliaia di contaminati. Migliaia di km ancora oggi recintati.
  • 1961, 3 gennaio. Idaho (Usa). Esplosione del reattore: 3 morti. Non si sono contati gli intossicati dentro e fuori l'impianto. Il grado di contaminazione dei corpi dei deceduti risultò così alto che le teste e le mani furono tagliate e sepolte in un deposito di scorie radioattive. L'impianto è stato definitivamente chiuso.
  • 1961, 4 luglio. URSS. La fuoriuscita di radiazioni per un guasto al sistema di controllo di uno dei due reattori di un sommergibile atomico sovietico provoca la morte del capitano e di sette membri dell’equipaggio.
  • 1964 Usa. Incidente al reattore Wood River: un morto.
  • 1964 Garigliano (Italia). Guasto al sistema di spegnimento di emergenza del reattore. Si è andati vicino alla catastrofe.
  • 1965, 5 dicembre. Isole Ryukyu (Giappone). Un jet militare americano A-4E con a bordo una bomba all’idrogeno B-43 scivola in mare da una portaerei statunitense vicino alle isole giapponesi Ryukyu.
  • 1966 Belgio. Il fisico Ferdinand Janssen intossicato viene portato all'ospedale Curie di Parigi.
  • 1966, 17 gennaio. Palomares (Spagna). Un B-52 statunitense con quattro bombe all’idrogeno B-28 entra in collisione con un aereo cisterna durante il rifornimento in volo. I due aerei precipitano e tre bombe a idrogeno (bombe H) cadono nei pressi di Palomares, mentre la quarta cade in mare. L’esplosivo di due delle tre bombe, a contatto col suolo, detona spargendo su una vasta area plutonio e altro materiale radioattivo. In tre mesi vengono raccolte 1.400 tonnellate di terra e vegetazione radioattiva che vengono portate negli Stati Uniti. Mentre i militari statunitensi sono forniti di tute protettive, gli spagnoli continuano a vivere tranquillamente e a coltivare i terreni. Un monitoraggio effettuato nel 1988 su 714 abitanti ha rivelato in 124 di loro una concentrazione di plutonio nelle urine di gran lunga superiore ai livelli normali.
  • 1966 Ottobre, Lagoona Beach (Usa). Alcune piastre di protezione si staccano e bloccano il circuito di raffreddamento del reattore autofertilizzante Enrico Fermi (61 Mw) per cui si ha surriscaldamento; il dispositivo di arresto automatico non funziona; il reattore riprende la sua attività soltanto nel 1970; e nel 1972 viene fermato definitivamente.
  • 1967 Trino Vercellese (Italia). Fessurazione di una guaina d'acciaio di una barra di combustibile con conseguente chiusura della centrale per 3 anni. Per buona parte di questo tempo la centrale ha scaricato nelle acque del Po trizio radioattivo.
  • 1967 Francia. Fusione di elementi combustibili nel cuore del reattore di Siloe (Grenoble). Ciò provoca la liberazione di Iodio 131 e Cesio 137 nell'acqua di raffreddamento del reattore. Si liberano gas radioattivi nell'aria.
  • 1968 Den Haag (Olanda). Per un «errore tecnico» si libera nella centrale Up 2 del materiale radioattivo. La radioattività nell'aria della città supera di 100 volte i limiti «accettabili».
  • 1968 Gennaio, Chooz (Belgio). Grave incidente nel reattore ad acqua leggera. La riparazione è durata 2 anni e 2 mesi. Nel 1970 il reattore è guasto di nuovo.
  • 1968, 10 marzo. Oceano Pacifico. Il sottomarino K-219 affonda nel Pacifico. A bordo ha tre missili nucleari e due siluri a testata nucleare.
  • 1968, 27 maggio. Oceano Atlantico. Un sottomarino statunitense con a bordo due siluri a testata nucleare affonda nell’Atlantico.
  • 1968, 21 agosto. Groenlandia. Un B-52 statunitense precipita in Groenlandia. Tre bombe all’idrogeno che si trovavano a bordo esplodono e 400 grammi di plutonio-239 si disperdono nell’ambiente. L’area viene successivamente bonificata da oltre 500 uomini inviati dalla Danimarca e da 200 militari statunitensi. Nei venti anni successivi, 100 dei danesi che avevano partecipato all’intervento si ammalano di cancro, altri di gravi malattie tra cui la sterilità.
  • 1968 Agosto, Brenìllis (Spagna). La centrale si blocca completamente. La riparazione è durata 3 anni.
  • 1968 Francia. Il reattore di Monts Arreé si arresta per un incidente. Periodo di riparazione: 3 mesi.
  • 1969 Garigliano (Italia). Sette arresti alla centrale per guasti.
  • 1969, febbraio. Latina (Italia). Arresto alla centrale di Latina per mancanza di alimentazione alla strumentazione (a marzo si avrà ancora un grosso guasto alla stessa centrale).
  • 1969, gennaio. Lucens (Svizzera). Dopo sole 7 ore di funzionamento si ha surriscaldamento con rottura di guaine ed infiltrazione di acqua contaminata nel sotterraneo. La grotta contenente la centrale è stata murata definitivamente.
  • 1969 Germania. Per fessurazioni molteplici delle turbine il reattore Gundremmingen sul Danubio viene chiuso per 3 anni.
  • 1969 Usa. Incendio nel reattore di Rocky-Flats. Durante l'incendio si perde plutonio.
  • 1969 Francia. Parecchi chilogrammi di uranio vanno persi durante un incidente a Saint Laurent des Eaux. Le riparazioni durano parecchi mesi.
  • 1970 Belgio. Altro incidente nel cuore del reattore di Chooz.
  • 1970 Chicago (Usa). L'impianto Edison perde 200.000 litri di acqua contaminata.
  • 1970 Usa. Il reattore da 600 Mw Dresden 2 sfugge completamente al controllo per 2 ore per un guasto ad una apparecchiatura di controllo.
  • 1970, 12 aprile. Oceano Atlantico. Il sottomarino sovietico K-8 affonda nell’Atlantico con a bordo due reattori e due siluri a testata nucleare.
  • 1971 Den Haag (Olanda). Rottura di un tubo per il convoglia-mento di acqua radioattiva.
  • 1971 Kansas. Si scopre che la miniera di sale scelta per lo stoccaggio delle scorie radioattive, al riparo dell'acqua, è piena di buchi e l'Aec (Ente americano per l'energia nucleare) è costretto a improvvisare dei piani di stoccaggio in superficie.
  • 1971 Francia. Fournier rivela in «Charlie Hebdo» n. 14 che un tecnico del centro nucleare di Saclay ha tentato, due anni prima, di suicidarsi dando fuoco al laboratorio in cui lavorava.
  • 1972 Francia. Due militanti del gruppo ecologico «Survivre et vivre» scoprono che più di 500 fusti di residui radioattivi su 18.000 conservati all'aperto al centro di ricerche nucleari di Saclay, hanno larghe fenditure che lasciano così sfuggire la radioattività.
  • 1972 Francia. Un operaio portoghese che non conosce i segnali di pericolo lavora parecchie ore in una sala irradiata del centro di Saclay.
  • 1972 Francia. Ancora al centro di Saclay sfuggono dieci metri cubi di liquidi radioattivi.
  • 1972 Usa. Due lavoratori nell'impianto di Surry muoiono per l'esplosione dei tubi di un sistema di sicurezza mentre ispezionano tubi già difettosi.
  • 1973 Marzo, Chinon (Francia). Arresto definitivo della centrale nucleare di Chinon I, dopo soli 11 anni di funzionamento. Di fatto la centrale ha mosso le turbine per 43.000 ore, ossia per 5 anni.
  • 1973, aprile. Isole Hawaii (USA). Fuga radioattiva nel sottomarino statunitense Guardfish alle Hawaii. Cinque marinai dell’equipaggio vengono contaminati dalle radiazioni
  • 1973 Hanford (Usa). La Aec ammette che nei 15 anni precedenti si sono verificati 15 incidenti in cui si sono liberati liquidi radioattivi per un totale di 1.600.000 litri.
  • 1973 Settembre, La Hague (Francia). Fuga di gas radioattivo. 35 lavoratori sono contaminati di cui 7 gravemente.
  • 1973 Settembre, Windscale (GB). Nell'officina di ritrattamento si ha un rigetto di radioattività. 40 lavoratori sono contaminati.
  • 1973 Novembre, Hanford (Usa). Si ha la diciassettesima fuga di liquidi radioattivi. Gli accumuli di plutonio in una fossa vicino alla città sono così grandi da rendere possibile una reazione a catena.
  • 1973 Dicembre, Usa. Di 39 reattori, negli Usa, 13 sono fuori servizio. Brown's Ferry lavora al 10%, Peach Botton al 2%, Connec 2 al 20%.
  • 1973 Den Haag (Olanda). 35 addetti agli impianti sono intossicati (7 in modo molto grave). Nubi di gas radioattivo si diffondono per 15 minuti sulla campagna.
  • 1974 Usa. Da un'inchiesta risulta che più di 3.700 persone che avevano accesso ad armi atomiche hanno dovuto essere licenziate. Motivi: demenza, decadimento intellettuale, alcolismo.
  • 1974 Sevcenko (Urss). Reazione tra il sodio (usato come liquido refrigerante) e l'acqua con generazione di idrogeno e soda caustica (che a sua volta corrode il circuito di trasporto del fluido). Il risultato è una grossa esplosione.
  • 1974 Aprile, Austria. Qualcuno contamina volontariamente il treno Vienna-Linz con Iodio 131 e Iodio 113. Dodici persone vengono ricoverate. Gli autori dell'attentato non sono mai scoperti.
  • 1974 Maggio, Casaccia (Italia). Si spacca un recipiente contenente plutonio. Non si sa altro.
  • 1974 Maggio, Usa. L'Usaec comunica che 861 anomalie si sono prodotte nel 1973 nei 42 reattori in funzione; che 371 avrebbero potuto essere serie e che 18 lo furono realmente (di cui 12 con fuga di radioattività).
  • 1974 Usa. Una nube radioattiva di trizio si forma per una fuga di gas da un condotto della centrale di Savannah Mirex, in Carolina. La nube va lentamente alla deriva ad una altezza di 70 metri.
  • 1974 Francia. A 60 anni dall'avvio di una fabbrica di radio, nonostante il suo smantellamento, si libera ancora una radioattività significativa. L'acquirente del terreno di Gyf-sur-Yvette sul quale la fabbrica è situata scopre in vari punti fonti radioattive che superano 50 volte la dose massima consentita.
  • 1974 Belgio. L'acqua della condotta Visé, captata nel Pletron, contiene da 2 a 3 volte più radon 22 (gas radioattivo) del massimo ammesso per una popolazione adulta vicina ad una centrale.
  • 1974/75. Leningrado (URSS). Una serie di incidenti viene segnalata nell’inverno tra il 1974 e il 1975 presso la centrale nucleare di Leningrado, in Unione Sovietica. Tre morti accertati.
  • 1975 Gennaio, Usa. Viene ordinata la chiusura di 23 reattori per guasti nel sistema di raffreddamento, vibrazioni anormali e piccole fughe di gas radioattivo.
  • 1975, 19 novembre. Germania. Muoiono 2 operai nel reattore di Gundremmingen. I due dovevano riparare una valvola. Escono 4 litri di vapore radioattivo ad una pressione di 60 atmosfere e ad una temperatura di 270°C.
  • 1975, 22 novembre, Italia. Due navi americane, la portaerei J.F.Kennedy e l'incrociatore Belknap, a bordo della quale vi erano armi nucleari, (come testimonia l'allarme in codice "broken arrow" che fu lanciato dal comandante della sesta flotta americana e che indica appunto un incidente che vede coinvolte armi nucleari) si scontrano al largo della Sicilia. La Belknap prese fuoco e fu gravemente danneggiata, ma l'incendio venne fermato a pochi metri dal magazzino che conteneva le armi atomiche.
  • 1975 Marzo, Brown's Ferry (Usa). Per cercare correnti d'aria nella cabina di comando della centrale viene usata una candela che appicca il fuoco a tutti i cavi elettrici bloccando tutti i sistemi di sicurezza. Si riesce a rimediare fortunosamente (per un resoconto più dettagliato di questo grave incidente vedi il «Corriere della sera» del 2/7/1977, p. 3.). Secondo il calcolo delle probabilità questo incidente può verifi-carsi in un caso su mille miliardi!
  • 1975, 7 dicembre. Lubmin (Repubblica Democratica Tedesca). Un cortocircuito nell’impianto della Centrale di Lubmin, sul litorale baltico nella Germania Orientale, provoca una parziale fusione del nucleo del reattore.
  • 1976 Gennaio, Germania. Sempre a Gundremmingen la neve caduta in abbondanza spezza le linee elettriche che convogliano l'energia prodotta nel reattore. Questo, spento con la procedura d'emergenza, fu soggetto ad una tale pressione interna che le valvole di sicurezza si aprirono e liberarono vapore radioattivo.
  • 1976 Windscale (GB). Il reattore contamina di Iodio 131 centinaia di miglia di territorio.
  • Ottobre 1976 Tallin (Urss). Salta in aria una centrale atomica sotterranea: almeno cento persone sono morte. Le autorità sovietiche negano ma dopo il 25 ottobre, e per una settimana almeno, il quotidiano russo ha pubblicato una decina di necrologi ogni numero (Per un resoconto più dettagliato di questo incidente vedi «Panorama» de 30/11/1976, p. 145.).
  • 1977 Bulgaria. Nella centrale di Klozodiy, a causa di un terremoto, salta la strumentazione di controllo del reattore. Grazie ai tecnici che sono riusciti a fermare la reazione, l’Europa ha evitato conseguenze gravissime.
  • 1977 Aprile, El Ferrol (Spagna). Fuga radioattiva. Più di 100 persone contaminate.
  • 1978 Maggio, Caorso (Italia). Il giorno del collegamento della centrale con la rete elettrica (26 maggio '78) si sono avute fughe limitate nel reparto turbine. Ci sono valvole che non tengono, strutture portanti, come i tiranti che sostengono i tubi del gas radioattivo, mal progettati con calcoli sbagliati.
  • 1979 Three Mile Island, Harrisburgh, Usa. Il surriscaldamento del reattore provocò la parziale fusione del nucleo rilasciando nell'atmosfera gas radioattivi pari a 15000 terabequerel (TBq). In quella occasione vennero evacuate 3.500 persone.
  • 1979, 7 agosto. Tennessee (USA). La fuoriuscita di uranio arricchito da una installazione nucleare segreta provoca la contaminazione di oltre 1.000 persone. Vengono registrati nella popolazione valori di radioattività fino a cinque volte superiori alla norma.
  • 1979, agosto. Erwin (USA). Oltre 1.000 persone vengono contaminate a seguito di una fuga radioattiva in un centro di ricerca nucleare, fino ad allora rimasto segreto, a Erwin, negli Stati Uniti.
  • 1982 USA. Nella centrale di Giuna, uno dei tubi del sistema refrigerante sì fessura e scarica acqua bollente radioattiva.
  • 1982 USA. Dopo l’incidente di Giuna si scoprono in altre sette centrali oggetti di metallo dimenticati nelle condotti. Molti impianti sono così fermati perché ritenuti poco sicuri.
  • 1981, marzo. Tsuruga (Giappone). 280 persone vengono contaminate a causa di una fuga di residui radioattivi nella centrale di Tsuruga, in Giappone. Un mese dopo le autorità comunicano che 45 operai sono stati esposti a radioattività nel corso delle operazioni per la riparazione della centrale.
  • 1983, novembre. Sellafield (Gran Bretagna). Lo scarico di liquidi radioattivi nel Mare d’Irlanda provoca la reazione di cittadini ed ecologisti, che sollecitano la chiusura della centrale nucleare di Sellafield, in Gran Bretagna.
  • 1985, 10 agosto. URSS. Un’esplosione devasta il sottomarino atomico sovietico Shkotovo-22: muoiono dieci membri dell’equipaggio esposti alle radiazioni.
  • 1986, 6 gennaio. Oklahoma (USA). Un operaio muore e altri 100 restano contaminati a seguito di un incidente che si sviluppa in una centrale atomica in Oklahoma, negli Stati Uniti.
  • 1986, fine aprile. Chernobyl, Unione Sovietica. L'incidente nucleare in assoluto più grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provocò la fusione del nucleo del reattore e l'esplosione del vapore radioattivo. Si levò al cielo una nube pari a 12.000.000 di TBq di materiale radioattivo disperso nell'aria (per avere un'entità del disastro confrontate questo valore con i 15.000 Tbq del precedente incidente nucleare registrato nel 1979 a Three Mile Island negli Usa). Circa 30 persone morirono immediatamente, altre 2.500 nel periodo successivo per malattie e cause tumorali. L'intera Europa fu esposta alla nube radioattiva e per milioni di cittadini europei aumentò il rischio di contrarre tumori e leucemia. Non esistono dati ufficiali sui decessi complessivi ricollegabili a Chernobyl dal 1986 ad oggi.
  • 1986, 4 maggio (una settimana dopo il disastro di Chernobyl). Hamm-Uentrop, Germania Ovest. Un esperimento in un impianto da 300 megawatt THRT-300 PBMR (reattore a letto di sfere) nella Germania Ovest ha causato la fuoriuscita di materiale radioattivo dopo che uno dei letti di sfere è stato immesso nel condotto utilizzato per portare carburante al reattore. Il tentativo di rimuovere l’ostruzione creatasi ha danneggiato il condotto e causato il rilascio di radionuclidi. Radiazioni sono state misurate per circa due kilometri intorno al reattore.
  • 1986, 6 ottobre. Oceano Atlantico. Il sottomarino K-219 affonda nell’Atlantico con 34 testate nucleari a bordo.
  • 1989 Finlandia. Avaria nel sistema di controllo nella stazione di Olkiluoto.
  • 1990 Germania. Infiltrazione di tritio nella stazione nucleare di Kruemmel.
  • 1991 Finlandia. Spegnimento manuale dovuto ad un incendio nella stazione di Olkiluoto.
  • 1991 Germania. Incidente durante il rifornimento di carburante nella stazione di Wuergassen.
  • 1991, febbraio. Mihama (Giappone). La centrale riversa in mare 20 tonnellate di acqua altamente radioattiva
  • 1992, 24 marzo. San Pietroburgo (Russia). A seguito della perdita di pressione nell’impianto di Sosnovy Bor nei pressi di San Pietroburgo, fuoriescono e si disperdono in atmosfera iodio e gas radioattivi.
  • 1992, novembre. Forbach (Francia). Un grave incidente nucleare causa la contaminazione radioattiva di tre operai. I dirigenti dell’impianto vengono accusati l’anno successivo di non aver approntato le misure di sicurezza previste.
  • 1992 Germania. Avaria nel sistema di raffreddamento nella centrale di Brunsbuttel.
  • 1993, 13 febbraio. Sellafield (Gran Bretagna). Fuga radioattiva nell’impianto di riprocessamento di Sellafield. La densità massima di radionuclidi dello iodio consentita viene superata di oltre tre volte.
  • 1993, 17 febbraio. Barsebaeck (Danimarca). Uno dei reattori della centrale di Barsebaeck viene temporaneamente fermato a causa della fuoriuscita accidentale di vapore radioattivo.
  • 1993, aprile. Siberia (Russia). Un incendio nel complesso chimico di Tomsk-7 colpisce un serbatoio di uranio. Risultano contaminati circa 1.000 ettari di terreno. La nube radioattiva si dirige verso zone disabitate.
  • 1994, 23 marzo. Biblis (Germania). Centrale nucleare di Biblis: una falla nel circuito primario di un reattore fa uscire liquido altamente contaminato.
  • 1994, 28 giugno. Petropavlosk (Russia). Fuga di materiale radioattivo nella baia di Seldevaia a causa della rottura di un deposito a Petropavlosk. Settembre 1995 – Kola (Mare di Barents). L’energia elettrica della centrale di Kola viene staccata per morosità e vanno fuori uso i sistemi di raffreddamento. Incidente solo sfiorato, grazie all’intervento del comandante della base.
  • 1995 Germania. L'Alta Corte tedesca decide che la licenza di attività concessa alla stazione di Mülheim-Kärlich è illegale, a causa della mancata considerazione, in fase di concessione, del rischio di terremoto nella zona.
  • 1995, novembre. Cernobyl (Ucraina). Un’avaria al sistema di raffreddamento del reattore n.1 di Cernobyl causa un incidente nel quale la radioattività si disperde e contamina gli operai impegnati nella manutenzione.
  • 1995, 8 dicembre. Monju (Giappone). Due tonnellate di sodio liquido e altro materiale radioattivo fuoriescono dal reattore nucleare prototipo di Monju nella prefettura di Fukui a causa di un malfunzionamento al sistema di raffreddamento. L’impianto è costituito da un reattore autofertilizzante a neutroni veloci FBR.
  • 1996, febbraio. Dimitrovgrad (Federazione Russa). Un addetto causa la rottura della valvola di sicurezza di uno dei reattori del centro di ricerche atomiche di Dimitrovgrad. Fuoriesce una nube radioattiva contenente soprattutto radionuclidi di manganese.
  • 1996 Germania. Un programma della TV tedesca, Monitor, svela che la Siemens ha compiuto numerosi errori durante la costruzione della stazione di Kruemmel.
  • 1997 Germania. 20.000 dimostranti si affollano presso il deposito di scorie radioattive di Gorleben per manifestare contro il trasporto di scorie nucleari.
  • 1997 Germania. Un treno trasportante liquido nucleare deraglia di fronte alla stazione di Kruemmel.
  • 1997, marzo. Tokaimura (Giappone). Un incendio e un’esplosione nel reattore nucleare nell’impianto di ritrattamento nucleare di Tokaimura contamina almeno 35 operai.
  • 1997, giugno. Arzamas (Russia). Un incidente nel centro ricerche di Arzamas porta i materiali radioattivi sull’orlo di una reazione a catena. Si sviluppa una nube radioattiva a seguito della quale muore il responsabile dell’esperimento.
  • 1997, luglio. La Hague (Francia). Il comune di Amburgo denuncia presenza di radioattività nell’acqua scaricata nella Manica dall’impianto di trattamento francese di La Hague. La Francia smentisce, ma il presidente della Commissione di controllo si dimette.
  • 1997, settembre. Urali (Russia). Sugli Urali si scontrano un trattore e un camion che trasporta isotopi radioattivi. Da due container fuoriesce liquido pericoloso contenente iridio 192 e cobalto 60. Nell’area la radioattività sviluppata è 25 volte superiore al limite consentito.
  • 1998, 1 maggio. Catena delle Alpi. Le autorità di controllo francesi scoprono elevati livelli di contaminazione da cesio 137 sulle Alpi, causati dal passaggio di rottami ferrosi provenienti dall’Europa dell’Est.
  • 1999, 8 Gennaio, Francia. Centrale di Cruas Meysse, 65 persone evacuate dopo che si sono accese le luci d’allarme radioattivo.
  • 1999, 11 Marzo, Francia. Centrale del Tricastin, un contaminato.
  • 1999, 16 Giugno, Russia. Centrale di Seversk, 2 contaminati per fuga radioattiva.
  • 1999, 23 Giugno, Ucraina. Centrale di Rivno, principio incendio.1999, 4 Luglio, Ucraina. Centrale di Zaporozhie (Ucraina), bloccato un reattore per precauzione.
  • 1999, 12 Luglio, Giappone. Centrale Tsuruga, bloccato reattore per una perdita acqua.
  • 1999, 17 Luglio, Ucraina. Centrale di Cernobyl, 3 operai contaminati.
  • 1999, 30 settembre. Tokaimura, Giappone. Un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare attivò la reazione a catena incontrollata. Tre persone morirono all'istante mentre altre 450 furono esposte alle radiazioni (119 in modo grave).
    La mattina di giovedì le autorità rivelano che, a causa di una fuoriuscita d’uranio, si è innescata una fissione incontrollata nel nocciolo del reattore.
    · Alle 10:30 scatta l’allarme, alcuni operai sono stati contaminati in modo molto grave.
    · Alle 12:41 la polizia crea un “cordone” intorno alla centrale, si capisce che l’incidente sta diventando più grave del previsto.
    · Alle 15:18 alcune famiglie residenti nei pressi della centrale vengono evacuate.
    · Alle 21:00 si tiene una riunione di emergenza e il governo comprende a questo punto la gravità dell’incidente; oltre 300000 persone invitate a stare in casa.
    · Alle 24:00 la radioattività attorno e dentro all’impianto raggiunge livelli tra le 10 e le 20 mila volte superiore alla norma.
    · Alle 2:30 del giorno seguente 18 tecnici operi nell’impianto accettano una missione da veri “kamikaze”, devono entrare nell’impianto per fermare la reazione a catena, ben consapevoli che, terminata la missione, non sarebbero più stati gli stessi.
    · Alle 6:00 le autorità affermano che la radioattività è scesa a zero.
    Dopo si accerterà che è stato un errore umano, i tecnici stavano infatti trasportando, all’interno dell’edificio dove si tratta l’uranio usato come combustibile nella vicina centrale nucleare, due barili di miscela di uranio- acido nitrico(che venivano miscelati a mano, con un rudimentale imbuto, di 30 kg ognuno: questi sono involontariamente caduti terra e, essendosi miscelati, hanno innescato la reazione. I tecnici che hanno fermato la reazione sono all’ospedale in gravissime condizioni.
  • 1999, 2 Ottobre, Ucraina. Centrale di Khmelitskaya, blocco del reattore per malfunzionamento.
  • 1999, 4 Ottobre, Corea del sud. Centrale di Wolsong, una fuoriuscita di acqua pesante durante lavori di manutenzione causa l’esposizione alle radiazioni di 22 operai impiegati presso l’impianto.
  • 1999, 5 Ottobre, Finlandia. Centrale Loviisa, perdita di idrogeno. Secondo i tecnici della centrale c’è stato un pericolo di incendio e perdite.
  • 1999, 8 Ottobre, Giappone. Deposito di scorie a Rokkasho, fuoriuscita radiazioni. Le radiazioni provengono da due fusti arrivati dalla centrale nucleare di Ekushima.
  • 1999, 20 Ottobre, Francia. Superphenix, un incidente arresta lo scarico di materiale radioattivo.
  • 1999, 27 ottobre, USA. "I bambini statunitensi residenti vicino le centrali nucleari di New York, New Jersey e Florida hanno nei denti un "radioisotopo" (lo stronzio 90) che li espone ad un rischio tumore molto alto". Così Ernest Sternglass, professore di radiologia all'università di Pittsburgh ha esordito nell'ultima conferenza stampa del progetto no-profit di "radioprotezione e salute pubblica". Lo sconcertante risultato è stato ottenuto dai ricercatori statunitensi che hanno analizzato 515 bambini residenti negli Stati di New York, New Jersey e Florida. I livelli di radioattività rilevata nei campioni, raccolti dal 1979 al 1992, erano molto vicini a quelli osservati a metà degli anni '50 quando Stati Uniti e Unione Sovietica, in piena guerra fredda, si dilettavano negli esperimenti con le armi invisibili. Secondo i responsabili del progetto i livelli di radioattività dovevano invece essere scesi intorno allo zero. "Se gli esperimenti nucleari sia di superficie, sia sotterranei sono effettivamente terminati, i primi sospetti cadono sui reattori nucleari e sui relativi incidenti", ha detto Sternglass, che ha aggiunto: "II mondo è troppo piccolo per gli incidenti nucleari". I responsabili del progetto attribuiscono parte di questa radioattività al disastro avvenuto nel 1979 a Three Mile Island e a quello di Chernobyl nel 1986. Ci sono documenti federali che testimoniano la fuga nucleare dal reattore di Suffolk (New York) nei primi anni '80.
  • 1999, 18 Novembre, Scozia. Centrale di Torness, un aereo tornado precipita a meno di 800 metri dall’impianto.
  • 1999, 13 Dicembre, Russia. Centrale Zaporozhe, fermato reattore.
  • 2000, 5 Gennaio, Francia. Centrale di Blayais, una tempesta costringe a fermare 2 reattori per allagamento.
  • 2000, 27 gennaio. Giappone. Un incidente a una installazione per il riprocessamento dell’uranio in Giappone provoca livelli di radiazione 15 volte superiori alla norma in un raggio di circa 1,2 miglia. Funzionari locali segnalano che almeno 21 persone sono state esposte alle radiazioni.
  • 2000, 15 Febbraio, USA. Reattore Indian Point 2, fuga vapore radioattivo.
  • 2000, 16 giugno. Germania. Gradualmente, ma senza esitazioni, la Germania metterà al bando l'energia nucleare. Una dopo l'altra, nell'arco di 32 anni, le 19 centrali nucleari tuttora attive sul suolo tedesco saranno chiuse. Sui tempi dello smantellamento si è raggiunto un compromesso: il governo chiedeva 30 anni, gli industriali 35, se ne impiegheranno 32 per ogni stabilimento. Il primo che chiuderà sarà il più vecchio: la centrale di Obrigheim, aperta nel 1968, si spegnerà nel 2001. L'ultima, invece, nel 2021, sarà quella di Neckarwestheim-II, nel Baden-Wuerttemberg, che produce 1.269 Megawatt. Inoltre entro il luglio 2005 sarà proibito il trattamento delle scorie nucleari. Al momento le centrali nucleari tedesche producono il 33,5 per cento del fabbisogno energetico nazionale.
  • 2001 Germania. Esplosione di una parte dell'impianto di Brunsbuettel.
  • 2003, aprile. Paks (Ungheria). L’unità numero 2 del sito nucleare di Paks (costituito da quattro reattori è l’unico in Ungheria a 115 chilometri da Budapest) subisce il surriscaldamento e la distruzione di trenta barre di combustibile altamente radioattive. Solo un complesso intervento di raffreddamento scongiura il pericolo di un’esplosione nucleare, limitata ma incontrollata con gravi conseguenze per l’area intorno a Paks.
  • 2003, 17 ottobre. Arcipelago de La Maddalena (Italia). Sfiorato incidente nucleare: il sottomarino americano Hartford s’incaglia nella Secca dei Monaci a poche miglia dalla base di La Maddalena dove solo l’abilità del comandante riesce a portare in porto il mezzo avariato. Il licenziamento di alcuni militari induce a pensare che il rischio corso non sia stato risibile.
  • 2004, 9 agosto, Giappone. Nel reattore numero 3 nell’impianto di Mihama, 350 chilometri a ovest di Tokyo, una fuoriuscita di vapore ad alta pressione, con una temperatura superiore ai 200 gradi, è costata la vita a quattro operai. Altri sette operai sono in condizioni molto gravi. Si è trattato del più tragico incidente nella storia dello sfruttamento dell'energia nucleare a fini civili in Giappone. L’azienda Kansai Electric Power, che gestisce la centrale, si è affrettata a comunicare che non c’è stata contaminazione radioattiva.
  • 2004, 9 agosto, Giappone. altra centrale non precisata. A quanto ha riferito l'agenzia Kyodo, le fiamme sono divampate nel settore dove vengono smaltite le scorie, adiacente al reattore numero 2, in un impianto situato nella prefettura di Shimane. Anche in questo caso non c’è stata alcuna fuga radioattiva.
  • 2004, 9 agosto, Giappone. Incidente nella centrale nucleare della Tokyo Electric Power Company (Tepco), la più grande impresa produttrice di energia in Giappone. La società ha comunicato che il generatore dell’impianto di Fukushima-Daini è stato fermato per una perdita di acqua.
  • 2005, aprile, Gran Bretagna. Sellafield. Viene denunciata la fuoriuscita di oltre 83mila litri di liquido radioattivo in 10 mesi a causa di una crepatura nelle condotte e di una serie di errori tecnici.
  • 2006, maggio. Laboratori Enea della Casaccia (Italia). Fuoriuscita di plutonio, ammessa solo quattro mesi dopo, che ha contaminato sei persone addette allo smantellamento degli impianti.
  • 2006, maggio. Mihama (Giappone). Ennesimo incidente con fuga di 400 litri di acqua radioattiva nella ex centrale nucleare di Mihama.
  • 2006, 26 luglio. Oskarshamn (Svezia). Corto circuito nell’impianto elettrico della centrale a 250 chilometri a sud di Stoccolma per cui due dei quattro generatori di riserva non sono stati in grado di accendersi. Vengono testate tutte le centrali nucleari del Paese e quella di Forsmark viene spenta.
  • 2006, 7 ottobre. Kozlodui (Bulgaria). Viene intercettato un livello di radioattività venti volte superiore ai limiti consentiti e le verifiche portano a scoprire una falla in una tubazione ad alta pressione. La centrale, che sorge nei pressi del Danubio, scampa a una gravissima avaria. Secondo la stampa locale la direzione cerca di nascondere l’accaduto e di minimizzarlo nel rapporto all’Agenzia nazionale dell’Energia Atomica.
  • 2007, 28 giugno. Kruemmel (Germania). Scoppia un incendio nella centrale nucleare di Krummel, nel nord della Germania vicino ad Amburgo. Le fiamme raggiungono la struttura che ospita il reattore e si rende necessario fermare l’attività dell’impianto. In pochi mesi si verificano avarie anche nelle centrali di Forsmark, Ringhals e Brunsbuttel.
    Secondo il rapporto 2006 del ministero federale dell’Ambiente, l’impianto di Kruemmel è il più soggetto a piccoli incidenti tra le 17 centrali. Stando ai piani di uscita dal nucleare, fissati in una legge del 2002, il reattore dovrebbe essere spento al più tardi nel 2015.
  • 2007, 16 luglio. Kashiwazaki (Giappone). La centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo che fornisce elettricità a 20 milioni di abitanti, viene chiusa in seguito ai danneggiamenti provocati dal terremoto. L’Agenzia di controllo delle attività nucleari giapponesi ammette una serie di fughe radioattive dall’impianto, ma precisa che si tratta di iodio fuoriuscito dal una valvola di scarico. Il direttore generale dell’AIEA, Mohammed El Baradei, dice che il sisma: “è stato più forte di quello per cui la centrale era stata progettata”. Il terremoto provoca un grosso incendio in un trasformatore elettrico, la fuoriuscita di 1.200 litri di acqua radioattiva che si riversano nel Mar del Giappone e una cinquantina di altri incidenti. Si teme che la faglia sismica attiva passi proprio sotto la centrale.
La lista termina qui, ma non gli incidenti. Ecco ad esempio un incidente avvenuto in Francia nel 2008.

Forse sarebbe il caso di smettere di parlare di "centrali sicure" (nessuna assicurazione gli farebbe una polizza), di smettere di giocare col fuoco e di iniziare a progettare un piano energetico moderno, sicuro e sostenibile. Negli anni 60 molte cose non si sapevano, oggi non ci sono scuse.

lunedì 9 febbraio 2009

Cappellacci non copia, si ispira..

Da www.unita.it

Si scopre che Ugo Cappellacci ha copiato il suo programma elettorale, come già fece Pili a suo tempo. Non mi soprende, visto di chi stiamo parlando. Vogliamo davvero fidarci di uno che non sa neanche dire quello che vuole fare?

Ecco il link al blog www.bad-info.blogspot.com di chi ha scoperto la notizia.



Ovviamente i collaboratori di Cappellacci, in tutta fretta, si sono mossi per nascondere tutto. Purtroppo per loro la rete non perdona e si può ancora trovare in giro la versione originale.

Forza Soru!

Eluana Englaro è morta. Ora ripigliatevi

Eluana è morta. "Eluana chi?" avremmo detto qualche tempo fa, ora non c'è neanche bisogno di pronunciarne il cognome. Merito del bombardamento mediatico degli ultimi tempi su un caso umano che avrebbe meritato più rispetto e più difesa dalle ingerenze dei soliti stregoni, convinti di avere la verità infusa.

Non c'è posto dove non ne parlino.. sembra che sia morto un martire. Mai visti fare così contro la pena di morte o negli altri casi in cui davvero le persone vengono ammazzate.

A mio avviso, ma io sono uno malizioso, stanno semplicemente sfruttando la situazione per farsi propaganda.. o per sviare l'attenzione dalle porcate che stanno facendo col decreto sicurezza (di cui infatti nessuno già parla più anche se è molto più grave visto che Eluana se n'è andata, mentre noi restiamo)

Francamente non so se fosse cosciente o no e, con tutto il rispetto, non mi interessa. Welby era cosciente ed è stato giusto lo stesso. Erano persone che non volevano stare in quella situazione e quindi, coscienti o no, dovevamo rispettare la loro volontà.

Io voglio vivere in un mondo in cui i miei desideri sono rispettati anche quando non ho più la possibilità di esprimerli, invece che diventare un giocattolo nelle mani di chi, solo perché non posso parlare, mi attribuisce le proprie credenze.

Può anche darsi che abbiano fatto qualcosa per farla morire prima. Hanno sempre cercato di fare le cose seguendo la legge, ma capisco che di fronte a chi gioca sporco si debba anche reagire per non rischiare di essere fermati dall'ennesimo cavillo.

venerdì 6 febbraio 2009

Il governo degli umori



Oggi mi devo sfogare..
Si perché, a vederlo ultimamente, questo governo assomiglia tanto a quelle commedie napoletane piene di gente che urla, si straccia le vesti, i capelli e gesticola in modo vistoso. Tutti in preda agli umori del momento, passando dal riso al pianto in un attimo, amplificando le emozioni in modo teatrale per convincere chi guarda che loro sono "davvero" felici, "davvero" tristi, "davvero" arrabbiati, "davvero" indignati e così via.. Esagerando la forma per sopperire all'assenza di sostanza, come se fossero tutti in un grande programma di Maria de Filippi.


Maroni e la "cattiverìa"
Voglio iniziare dalle esternazioni indecenti di Maroni sulla "cattiveria contro gli immigrati", salvo poi indignarsi quando qualche cretino segue il consiglio e dà fuoco a un povero cristo sentendosi pure dalla parte della ragione.

Ma Maroni non sa di essere un ministro della Repubblica? Suona assurdo anche a me, lo so, ma purtroppo è successo e dovremmo tutti prenderne atto.. lui per primo. Non si può, mentre si è nell'esercizio delle proprie funzioni, parlare come se si fosse al bar con gli amici perché così, volontariamente o per superficialità, si finisce per fare l'occhiolino a quella parte di popolazione che non vede l'ora di rispolverare bastoni (ideologici e non) che erano rimasti nell'armadio dai tempi del fascismo. Magari con tricolore annesso, come si è visto da poco.

Poi non ci si può scandalizzare o fare imbarazzate (e imbarazzanti) dichiarazioni per prendere le distanze quando questi, come era prevedibile per chiunque (salvo Maroni), si sentono spalleggiati dall'autorità e, forti di questo, ritrovano la spavalderia per agire tranquillamente alla luce del sole. Quanta gente, dopo la vittoria di Berlusconi, ho sentito dire: "ora che abbiamo vinto noi vedrete..", con tono minaccioso. E infatti stiamo vedendo.


"Caso" Englaro
Su questo si era già arrivati al ridicolo con l'infinita serie di ricorsi alle sentenze, fino a quella di Cassazione, con cui la politica ha cercato di sostituirsi alla magistratura, in nome di cosa e a che titolo non si capisce.

Non so come chiamarlo il punto a cui siamo ora..
Sembra di essere in un istituto di recupero per pazzi esagitati: gente che sbatte i piedi, che si infervora, dichiarazioni fuori da ogni decenza, esternazioni spinte più da paure incomprensibili che non dall'uso corretto del cervello. Ne della lingua, che a volte farebbe meglio a stare al chiuso..

Gente che usa espressioni come "mandare a morte" o urla "viva! viva!" come se si trattasse di una esecuzione, la chiesa che parla di omicidio e lancia anatemi con un impeto che non si è mai visto quando, ad esempio, si è parlato di pena di morte (eppure in quel caso la gente viene davvero ammazzata).

Proprio stasera a Matrix, Socci (il famoso tuttologo) diceva: "..eppure vediamo che respira, tossisce, ha il ciclo mestruale..". Cosa vorresti dire, Socci? Se è per questo le cresceranno pure le unghie e i capelli, ma sono funzioni riflesse, come votare per Berlusconi, non significa che una sia cerebralmente viva.

Eppure questa gente forse la immagina legata ad un letto, cosciente, con qualcuno che le rifiuta crudelmente un piatto di minestra. Mi rendo conto che questi discorsi siano troppo complessi per chi associa la presenza della vita al cuore che batte, ma è proprio per questo che qualcuno dovrebbe togliere loro lo scettro con cui pretendono di fare leggi sulla vita e la morte degli altri. Non ne hanno la competenza, figuriamoci il diritto.

D'altra parte sono gli stessi per cui due cellule sono come un essere umano fatto e finito, i cui diritti si possono bellamente anteporre a quelli dell'"organismo ospitante" (troppo rispettoso chiamarlo "donna") che essendosi a quel punto riprodotto ha, dal loro punto di vista, svolto la sua funzione nel mondo ed è quindi sacrificabile.

Ora l'ultima buffonata è che stanno ergendo l'ennesima barricata con un decreto ad hoc fatto in quattro e quattr'otto (e pensare che per le leggi che servono al paese ci mettono minimo due legislature) attaccandosi a qualsiasi cavillo, fino al più improbabile, con la solerzia delle grandi occasioni; cose che non si vedevano dai tempi dell'indulto.. Ora, a parte le considerazioni sulla crudeltà di questo atteggiamento.. è mai possibile fare in tre giorni un decreto su una materia così delicata? Hanno totalmente perso la testa.

C'è da dire che questa volta, a gran sorpresa, Napolitano ha annunciato che si rifiuterà di firmare per dubbi di incostituzionalità.. "ben svegliato!", verrebbe da dire, peccato che si tratti della stessa persona che ha firmato il lodo Alfano senza batter ciglio.. Eh si.. chi se ne frega se quattro persone (tra cui lui e il Presidente del Consiglio più inquisito al mondo) diventano immuni alla legge contro i più elementari principio di diritto.. di queste sciocchezze si occupi la Corte Costituzionale, perbacco! Un po come se in una partita di calcio la difesa se ne stesse impalata perché tanto c'è il portiere..

Ci voleva Eluana Englaro perché si ricordasse il suo ruolo nei confronti della Costituzione. E ci voleva sempre Eluana Englaro perché finalmente facesse qualcosa di concreto contro questo governo, come si era sperato, ma invano, per cose molto più gravi. Questione di scala di valori.

Se non altro almeno ora lo scontro tra poteri c'è stato. Vedremo se tutti quei benpensanti che da settimane gettavano fango su Di Pietro rispetteranno il Capo dello Stato come fino a due giorni fa pretendevano facesse lui. Vedremo, ci sarà da ridere..


Pacchetto (in)sicurezza
Un florilegio di procedimenti inutili, pura propaganda e razzismo in un pacchetto che sembra avere come unico obiettivo la "sicurezza", ma per Berlusconi e i suoi simili, di continuare nei loro sporchi affari senza che si possa più sapere niente.

Cosa c'è a difesa del cittadino nell'impedire le intercettazioni per reati gravissimi come lo stupro, il furto, il sequestro e ovviamente tutti i reati finanziari? Siamo tutti meno sicuri perché i magistrati avranno uno strumento in meno per indagare, ma in compenso nessun furbetto potrà più essere intercettato. E' sempre una questione di punti di vista, quando si parla di sicurezza siamo noi che sbagliamo a pensare automaticamente che si tratti della nostra.

Ghedini, ieri ad Annozero, ha gentilmente sottolineato che per i reati connessi alla mafia e al terrorismo si potrà intercettare come prima. Fantastico, mi sento già in una botte di ferro! Ma i criminali mica sono tutti mafiosi o terroristi e poi come fa il magistrato a sapere se uno lo è, prima di intercettarlo? Spesso questi collegamenti si scoprono proprio grazie alle intercettazioni. Inoltre molti reati "di strada" come lo stupro, il furto o l'aggressione in genere non sono commessi da mafiosi ne da terroristi, ma da delinquenti comuni. E i reati finanziari, allo stesso modo, in genere sono commessi da imprenditori o amministratori più o meno corrotti, furbetti ecc.. tutta gente che potrà agire indisturbata con noi cittadini che subiremo le scorribande dei primi per garantire la "sicurezza" (da quì il nome) sei secondi di non finire al fresco ne sui giornali. Ecco il vero scopo di questo provvedimento.

Continuano a dirci che non cambierà niente, che è per il nostro bene come se io, persona comune, rischiassi davvero di essere intercettato quando parlo con i miei amici.. Anche fosse non ho niente da nascondere, e comunque nessuno avrebbe interesse nel pubblicare sui giornali quello che ho detto ieri parlando del kebab che ho mangiato.. E' ovvio che si tratta di un problema che riguarda i personaggi pubblici quando parlano con indagati, mafiosi, ecc.. basti pensare al perchè si è iniziato a voler limitare le intercettazioni.. perchè ultimamente grazie ad esse ne hanno beccati molti (e nessuno di questi "innocenti per definizione" parlava del kebab del giorno prima, evidentemente). Semplicemente funzionano troppo e questo non va bene, altrimenti rischiamo di diventare un paese normale e poi questi si devono trovare un lavoro onesto.

Se però qualcuno si azzarda a farlo presente ecco che rispondono: "eh ma è stato uno scandalo che hanno pubblicato quello che diceva la Falchi al marito, erano cose personali che non c'entravano niente". Benissimo, sono d'accordo. Ma per limitare il gossip non bastava fare un decreto che impedisse la pubblicazione di intercettazioni riguardanti persone non indagate che parlano di fatti non inerenti l'indagine? No, ovviamente, perché il motivo non è mica quello, quella è solo una scusa.

Inoltre, proprio per sottolineare che il vero motivo per cui lo fanno non è certo la privacy della Falchi, hanno messo due postille bellissime:
  1. Ora il magistrato non potrà più avviare un'indagine a partire da un'intercettazione, quindi se sente Pippo (indagato) che dice a Pluto: "Topolino lo ammazzo domani perché oggi tu devi ammazzare Paperino" non potrà intercettare Pluto ne indagarlo. Ovviamente a danno del povero Paperino (perché Topolino magari riescono a salvarlo in tempo) che magari aveva pure votato Berlusconi ed è un sostenitore del pacchetto (in)sicurezza.. Un deficiente in meno, in quel caso, ma purtroppo non saranno solo loro (che se lo meriterebbero anche) a pagare le conseguenze delle loro scelte.

    Cos'è questa se non una norma a difesa del politico che immancabilmente salta fuori ogni volta che si intercetta un furbetto, un bancarottiere o un mafioso? Già perché (come ricorda Ghedini) per i mafiosi si può ancora intercettare e quindi vuoi non fare qualcosa per i "poveri" politici che parlano al telefono con i mafiosi, magari in cerca di voti? Altrimenti, almeno quelli, li beccherebbero e non è mica carino.

  2. Ora il magistrato non potrà più avviare un'indagine a partire da un articolo di giornale. In pratica si mette un limite all'irrinunciabilità dell'azione penale, un principio sacrosanto per cui se si scopre un reato si deve intervenire a prescindere da qualsiasi cosa. Ora se un giornalista pubblicherà notizie su di reato non si potrà fare niente, anzi secondo come le ha ottenute, sarà lui a passare dei guai.

    Sembra proprio che secondo questi signori l'importante non debba essere scoprire più reati possibile (obiettivo alla base di tutti questi principi per loro "bolscevichi"), ma il non disturbare troppo i criminali, specie se eccellenti. Sarebbe scortese.. Un'altra grande garanzia di (in)sicurezza nei confronti dei cittadini, insomma.

Ma veniamo ad un esempio attuale..
Da poco hanno arrestato i responsabili dello stupro di Guidonia. Arrestati grazie alle intercettazioni che con il nuovo pacchetto non si potranno più fare. E cosa hanno detto i nostri politici alla luce di questo, invece che vergognarsi di fargli questo favore proprio mentre l'opinione pubblica è così turbata? Hanno sviato l'attenzione puntando il dito sul fatto che il giudice ha messo agli arresti domiciliari due sospetti complici in attesa del processo.

Una cosa in realtà normalissima, il giudice non può farsi influenzare dai sentimenti del popolo assetato di vendetta, altrimenti buttiamo all'aria la volontà di applicare delle leggi uguali per tutti e torniamo al far west con i processi sommari, le sentenze emesse a furor di popolo e gli accusati impiccati al primo albero senza troppi complimenti. Siamo sicuri di volere questo? Perché questi sono i rischi del populismo becero cui ci stanno portando questi somari. Stiamo giocando davvero con il fuoco..

Per come stanno le cose ora, per fortuna, il giudice applica ancora la legge; se così non fosse ci sarebbe davvero quell'intromissione della magistratura nella politica che gli stessi paventano quando gli fa comodo. Se non fossero così ignoranti saprebbero che questi arresti domiciliari non sono un anticipo di pena, visto che non c'è stato ancora il processo, ma la cosiddetta "custodia cautelare", un provvedimento che non serve a punire l'imputato, ma a proteggere il processo che si dovrà celebrare.

Questo perché, secondo la nostra legge, per l'imputato (anche se Rumeno, mi dispiace per loro) vale la stessa presunzione di innocenza che i nostri politici e giornalisti ricordano sempre quando si parla dei reati di Berlusconi (stranamente ora se ne sono dimenticati). La legge fissa quindi dei precisi vincoli per limitare l'uso della custodia ai casi in cui sia indispensabile per svolgere il processo (che deve essere anch'esso tutelato). E' da questo equilibrio che nascono i tre casi previsti dalla legge:
  • Fondato pericolo di reiterazione del reato
  • Fondato pericolo di inquinamento delle prove
  • Fondato pericolo di fuga dell'imputato
Questo, se vogliamo, proprio per essere il più garantisti possibile e non sbattere in galera nessuno senza un giusto processo. Proprio quello che dicono i nostri politici quando si parla dei loro amici. Evidentemente vorrebbero poter scegliere tra garantismo e giustizialismo a seconda dell'imputato.. Ridurre tutto ad un "pollice su, pollice giù" in base alle richieste della folla come si faceva 2000 anni fa nel Colosseo, con la magistratura ridotta a semplice notaio. Tutto in barba alla suddivisione dei poteri su cui si dovrebbe basare ogni democrazia.

Ora abbiamo una bella legge che mette in galera chi è accusato di stupro. Così se dopo due anni scopriamo che era innocente gli abbiamo rubato due anni di vita, con tutte le ripercussioni psicologiche dello stare in carcere trattato come un criminale. Dovremo aspettare che Berlusconi sia accusato di stupro perchè capiscano la gravità della cosa?

Ancora una volta si cavalcano le passioni a caldo della gente dimostrando di non avere affatto la temperanza che sarebbe richiesta a chi governa. Infatti l'uomo della strada non è tenuto a sapere come funziona un processo, ne a prevedere le ripercussioni che certe posizioni, per quanto suggerite dai sentimenti del momento, avrebbero a lungo termine. Chi governa ha la responsabilità di agire secondo principi di equilibrio, affrontando i problemi nella loro complessità e considerando tutte le sfaccettature. Non ci si può permettere di agire impulsivamente come farebbe un qualsiasi cittadino con il suo livello di cultura e di informazione.

Invece i nostri governanti dimostrano di non essere più competenti di una qualsiasi massaia. Sfornano provvedimenti senza alcun criterio, senza consultarsi prima con gli esperti in materia e finendo quindi per scriverli con i piedi. Ora, per dire, se uno stupra una donna lo sbatteranno in galera ancora prima del processo, mentre se l'ammazza potrà ancora avere gli arresti domiciliari. Se però, tornando al discorso di prima, si vuole intercettarlo per lo stesso reato si devono avere "gravi indizi di colpevolezza" per non violare la sua privacy. Siamo alla follia. Questo è ciò che avviene quando si agisce come farebbe un bambino, senza considerare le cose nel loro complesso.

Naturalmente anche l'informazione (spesso in mano ai partiti) è colpevole di solleticare questo interventismo invece che spiegare alla gente come stanno le cose. Per fare propaganda ai loro padroni vendono la loro credibilità e la loro responsabilità nei confronti dei lettori fomentando la rabbia, il razzismo e la sfiducia nella giustizia con le gravi conseguenze che stiamo vedendo. Quanto ci vorrà ancora prima che la gente, così tenuta nell'ignoranza, decida di farsi giustizia da sola? Come è possibilie che i crimini e gli stupri stiano sensibilmente diminuendo eppure tutti hanno la psicosi della sicurezza come se ci fosse un'ondata senza precedenti? Lo ripeto ancora una volta: stiamo giocando davvero con il fuoco..

Magistratura
Dulcis in fundo gli ennesimi attacchi alla magistratura. Secondo lor signori il PM non rappresenta lo stato (di cui loro, essendo loro al governo, giustamente non si fidano), ma bensì una parte come un'altra. "Vogliamo la parità tra accusa e difesa" dicono, però poi vogliono, ad esempio, impedire al PM di ricorrere in appello se l'imputato è stato assolto e fare tanti altri provvedimenti di simile levatura. Così intendono risolvere il problema della lunghezza dei processi: assolviamo tutti e basta. Sicuramente loro ci guadagnano, noi un po meno.

Ma sapendo come saremo caduti in basso, i nostri nonni avrebbero ancora dato la vita per questo paese? Io qualche dubbio ce l'ho..

mercoledì 4 febbraio 2009

Cappellacci chi?

Cade sempre più in basso il pupazzo che Berlusconi propone per le elezioni regionali della Sardegna. Nessuno lo conosce, tant'è che è dovuto scendere il padrone in persona per fare la campagna elettorale al posto suo (ma si può?) nella speranza di farlo brillare, se non altro, di luce riflessa.

Ma è proprio nei comizi di questa campagna che si è visto chi è l'uomo che Berlusconi ci propone come successore di Soru.. basti vedere come lo stesso lo introduceva dicendo: "ora di qualcosa tu, ma fai in fretta, che dobbiamo andare a mangiare" come si fa con i bambini o con chi, si sa già, meno parla e meglio è.

D'altra parte se il pupillo avesse avuto qualcosa da dire non ci sarebbe stato bisogno della presenza del paparino a rimarcare un'appartenenza politica che è poi l'unico argomento, insieme alle solite promesse campate per aria, con cui sperano di fare breccia nell'elettorato. Argomento comunque più che valido per l'intelligenza dei loro elettori che non fanno molte storie e votano mansueti chiunque il capo indichi. Speriamo nel buon senso degli altri..

Ma al di la dell'essere un signor nessuno, dell'avere quel nome non sardo che non lo rende simpatico neppure a prima vista e del suo palese ruolo di burattino nelle mani di Berlusconi ecco che Cappellacci ci mette anche del suo, confermando quanto superficiale sia la sua conoscenza della Sardegna e dei sardi. I suoi volantini elettorali, con i soliti slogan sulla difesa dell'identità che si possono fotocopiare uguali per tutte le regioni, basta solo cambiare il nome, riportavano grossolani errori come quello che situava la basilica di Saccargia (SS) in provincia di Oristano, tra l'altro proprio sotto lo slogan prestampato che recitava: "Fieri della nostra identità e della nostra cultura" (un ever-green).



Vorrei sapere come può Cappellacci andare fiero di qualcosa che non ha.. ma soprattutto.. questo Cappellacci.. chi è?

Ecco qualche video da www.byoblu.com per fare un po di chiarezza sul futuro (cosa potrebbe succedere in Sardegna) e sul passato (cosa è successo in Abruzzo). Lo schema è lo stesso.