giovedì 31 dicembre 2009

Premiata lavanderia Italia

Come ormai si minacciava da tempo (perché più che di "minacce", per ogni italiano onesto, non si poteva trattare) è stata "finalmente" dedicata una via a Bettino Craxi. Che dire? Ovviamente quando si vota un partito di disonesti quelli poi portano avanti i loro modelli, non c'è neanche da stupirsi più di tanto e non è neanche la porcata peggiore che hanno fatto. Di certo però è una delle più "simboliche".

Il revisionismo su Craxi, portato avanti dall'operazione di "marketing" dei figli, era in atto da tempo e questo non è che il raggiungimento del suo obiettivo primario: rimettere in discussione la figura dell'uomo in modo da mettere tutto in pasto al solito carrozzone degli opinionisti e cerchiobottisti più o meno prezzolati che si occuperanno del resto dell'opera. Intanto dedicare una via al noto latitante senza che la gente inizi a scagliare monetine sulla targa è già un segno di cambiamento..

In questo paese è così: la morte è come una lavatrice, sbianca che più bianco non si può, lascia solo capi immacolati, a prescindere da quanto potessero essere sporchi di fango. Naturalmente questa operazione permette ai disonesti di oggi di girare ancora di più a testa alta, con un così illustre precursore finalmente accettato, come merita, nella regal famiglia dei principi dei ladri.

Non dimentichiamo che questo è il paese dove tolgono le targhe a Peppino Impastato e dove si vuole equiparare il movimento Partigiano ai Fascisti di Salò. Effettivamente di cosa ci si sorprende?

sabato 28 novembre 2009

Se questo è un mafioso.. non si deve sapere

Già da quando sono state riaperte, le indagini sulle stragi di mafia del '93 avevano causato non pochi mal di pancia all'interno del PdL. Invece di auspicare che i magistrati facessero finalmente il loro lavoro fino in fondo hanno reagito come di fronte ad una scocciatura: mettendo subito le mani avanti, ponendo paletti, sobillando che però si devono seguire alcune piste ed altre no ecc.. tutto molto strano, per un governo che in teoria dovrebbe combattere la mafia, o no?

In realtà si tratta dell'ennesima anomalia italiana: un presidente del consiglio che, da una parte deve mostrare di combattere la mafia e dall'altra deve fare i conti con un passato dove i rapporti con la mafia sono tanto inquitetanti quanto imbarazzanti. Questo delicato equilibrio può essere rispettato solo se l'unica a diffondere informazioni sull'argomento è la politica, che è ben oliata e sa quali tasti è meglio non toccare, mentre questa "intromissione" della magistratura rischia di riportare alla luce dell'opinione pubblica fatti che si vorrebbe tenere nel dimenticatoio.

Fatti che i politici del PdL assumono come noti e stranoti agli italiani, tanto che cercano di zittire chiunque voglia ricordarli (sicuramente per evitare di annoiare le persone), ma che restano comunque di primo rilievo finché qualcuno non si deciderà a dare delle risposte.

Così si spiega il fatto che, ancor prima di sapere dove la scoperta del papello avrebbe portato, i giornali berlusconiani hanno iniziato preventivamente a guaire in difesa del padrone, ben consci dei rapporti che aveva con la mafia in quel periodo. Rapporti che sono già stati accertati con la condanna del suo braccio destro Dell'Utri e che, hanno previsto, porteranno inesorabilmente le indagini a intrecciarsi con la sua storia personale.. e ovviamente per loro il problema non è questo, ma il fatto che ci si indaghi sopra. Questione di punti di vista, si dirà, ma certi punti di vista sono paurosamente troppo simili a quelli dei mafiosi stessi.

La cosa divertente è che questa volta i magistrati hanno dichiarato che Berlusconi non è tra gli indagati. Divertente perché in un paese normale ti comunicano quando sei indagato, per mafia, e non quando non lo sei.

Niente paura però, Napolitano ha garantito che se il governo è forte nulla può farlo cadere. Una bella ammissione del primato della democrazia, sulla legalità. Meno male che Nixon e Clinton non sono stati eletti nella "democratica" Italia, ma nella troglodita America..

Infine ecco cosa dicevano i "comunisti" della Lega, quando ancora non spartiva la torta con Berlusconi:

venerdì 13 novembre 2009

Il ricatto della giustizia

Dopo la bocciatura del lodo Alfano ci si doveva aspettare una contromossa. Non era realistico pensare che un personaggio come Berlusconi, che ha avuto la faccia tosta di proporre il lodo, si fermasse di fronte al no della consulta.

Ed ecco che lentamente si svela la strategia degli azzeccagarbugli al soldo del premier (metaforicamente al soldo perché molti li paghiamo pure noi), quella strategia annunciata velatamente dichiarando che si sarebbe agito in altro modo.

Il decreto del "Processo Breve" (ma si dovrebbe chiamare del "Processo Tagliato") è la risposta del nostro plurinputato primo ministro: un provvedimento talmente devastante da scassare quel poco che resta del nostro già malandato sistema giudiziario.

Ovviamente il motivo è il solito: poiché egli non vuole finire in galera si deve fare una legge che lo impedisca e se non può essere una legge ad-personam, che sarebbe sicuramente meno dannosa per il paese, allora sarà una legge che vale per tutti, con le conseguenze che si possono immaginare.

Lui ovviamente preferirebbe il lodo Alfano, che non è affatto uscito di scena, ma sa bene che non potrà avere l'appoggio del parlamento senza un ricatto di questo tipo. Naturalmente ci guadagnerà in ogni caso perché scamperà le condanne e, se anche per farlo dovesse davvero far avere l'impunità a tutti quanti, sarà facile convincere quei babbioni dei suoi elettori che la colpa è dei comunisti, degli immigrati, della crisi, dell'11 settembre o dei Meganoidi. Gli hanno creduto fin'ora, non si vede perché dovrebbero aprire gli occhi proprio adesso.

Manco a dirlo l'opposizione non sa che pesci prendere: Casini, che ha subito capito dove si vuole arrivare, ha già detto che appoggia il lodo Alfano (a dimostrazione che il punto è proprio Berlusconi), il PD tergiversa, ma alla fine cederà al ricatto sperando nell'inciucio e prenderà l'ennesima inc..ata (come sempre). Insomma: pare proprio che questa volta i loschi piani di Berlusconi saranno realizzati.

In un paese normale un'opposizione degna di questo nome non accetterebbe MAI un ricatto di questa gravità e denuncerebbe con tutti i mezzi possibili quello che Berlusconi sta cercando di fare. Gli lascerebbe fare questa porcata da solo e poi farebbe vedere agli italiani le conseguenze. Non tratterebbe con questa gente, neanche per cercare di risparmiare all'italia la prospettiva peggiore. D'altra parte se Berlusconi può fare questi ricatti è perché gli italiani lo hanno votato. E' giusto che paghino la loro dabbenaggine.

Purtroppo però siamo in italia, l'opposizione quì è solo "diversamente concorde" e non ci vorrà molto per siglare l'ennesima porcata trasversale ai danni del paese. Viva l'italia.

martedì 27 ottobre 2009

Allarme pandemia di stupidità

Allarme pandemia! Un uomo che aveva contratto l'influenza A è morto dopo essere stato messo sotto da un treno. Tra poco sentiremo anche questa, al ritmo con cui continuano a rimbalzare notizie di persone con un piede nella fossa, morte per tutt'altri motivi, ma che avevano pure l'influenza. Persone che sembrano tante perché sono *sempre* tante, ma non finirebbero mai sul TG se non in un periodo di fobia collettiva come questo. Prima spaventano i polli con questo bombardamento mediatico, poi cercano di tranquillizzarli con delle ridicole pubblicità con Topo Gigio che ci parla come se fossimo bambini di 10 anni. Ecco come ci considerano.

venerdì 23 ottobre 2009

Uccidiamo Berlusconi?

Stiamo toccando il fondo. Prima ci lamentavamo del fatto che i nostri politici non sapevano niente di internet, ora che stanno iniziando a occuparsene viene da rimpiangere quei tempi.

Dalla tentazione frenetica di censurare tutto, alla totale ignoranza riguardo l'open source e le filosofie che si sono sviluppate nella rete, all'apriti cielo per il fatto che, si sa, sulla rete il linguaggio è molto più simile a quello parlato, con le stesse "licenze": si avvicinano a questo mondo con anni di ritardo, giudicando quello che vedono con parametri inadeguati e una grande arretratezza culturale.

Ecco che allora, vedendo le cose in questo modo, un gruppo su Facebook di nome "Uccidiamo Berlusconi", dove gli iscritti sfogano la propria impotenza suggerendo goliardicamente dei modi fantasiosi (e spesso molto ironici) per uccidere il premier, diventa una pericolosa cellula di Al Queda.

E' grottesco vedere ministri e politici considerare una cosa del genere come un ritrovo di terroristi, una rediviva BR con la reale intenzione di assassinare qualcuno, tanto da minacciare denunce e pretendere la chiusura del gruppo come se si trattasse di nazisti.

A niente sono valse le repliche degli iscritti, che ovviamente hanno spiegato di cosa si trattava. Con loro la linea dura dello stato. Chi si credono di essere per scherzare e poi dire che stavano scherzando? Berlusconi? Almeno lui, anche se dice così, non scherza affatto quando dice le cose.

Concludo con l'impagabile articolo de "Il Giornale", che come sempre coglie alla perfezione il senso delle cose..

PS: Il gruppo ha cambiato nome, unica cosa imposta da Facebook agli autori del gruppo nonostante le richieste dei nostri politici che sono state evidentemente considerate per i ragli d'asino che sono. Consiglio a tutti di iscriversi, se non altro per solidarietà.

sabato 17 ottobre 2009

Il calzino turchese e la camicia nera

Era stato annunciato ("Su questo giudice se ne sentiranno delle belle") ed è stato fatto. Anche se poi, con tutta la buona volontà dei cani sciolti del padrone, queste "belle" non si sono trovate. "Che fare allora per mantenere le promesse del capo?" si saranno chiesti gli zelanti tirapiedi che hanno recentemente pedinato il magistrato Raimondo Mesiano, alla ricerca di qualche pretesto per screditarlo.

Forse pensavano che, come il loro principale, chiunque avesse il proprio giro di droga e prostitute, se non altro come "utilizzatore finale", ma hanno dovuto fare i conti con il fatto che il concetto tanto caro al premier: "tutti criminali, nessun criminale" è solo una distorsione della realtà, inventata dai peggiori, per poter continuare a fare quello che vogliono continuando a sentirsi delle brave persone.

Purtroppo per loro, nella realtà, una persona normale si comporta in modo normale; al massimo mette i calzini del colore che gli pare. "Meglio di niente", avranno pensato gli sgherri, ed ecco che, regredendo mentalmente, sono tornati ai tempi delle scuole medie, dove si poteva ancora denigrare qualcuno perché si vestiva in un modo piuttosto che in un altro (ricordo che io venivo preso in giro per un maglione color verde muschio). Peccato che il presupposto perché la cosa funzioni è che tutti gli interessati abbiano al massimo 12 anni, ma si sa.. per Berlusconi i suoi elettori sono come i bambini, si vede chiaramente dai programmi che gli propina, specialmente al mattino.

Ed è proprio in questi programmi che si effettua il "lavoro sporco" dell'indottrinamento, quello che neanche Emilio Fede riesce a fare. I telegiornali infatti, per quanto spazzatura, sono maggiormente controllati e non si può esagerare troppo, mentre le trasmissioni per casalinghe della mattina hanno il duplice vantaggio di essere seguite dalle fasce meno attrezzate culturalmente della popolazione (massaie, anziani, ecc..) e di non essere sottoposte a particolari controlli, quindi si possono fare le peggiori porcate. Ecco perché si è scelto di presentare lo "scoop" in uno di questi contenitori piuttosto che in un normale TG, luogo naturale nel caso di una notizia che avesse qualche rilievo, ma inadeguato per questa operazione di screditamento.

Ecco allora che, durante "Mattino 5", si scopre che Raimondo Mesiano, il magistrato che ha condannato Fininvest a pagare una grossa multa nel processo civile per il Lodo Mondadori fuma, va dal barbiere e, udite udite, indossa dei calzini turchesi. Chiaro segno di instabilità mentale, meno male che non ha pestato una cacca, altrimenti chissà cosa avrebbero detto. Chiaramente uno così, con quei calzini turchesi, non può condannare l'azienda di Berlusconi, anche perchè il nano ci ha messo tanto a far credere che non è mai stato condannato e se poi gli fanno pagare una multa anche il più grullo dei suoi elettori capisce che qualcosa non quadra. Una questione d'onore, insomma.

Nonostante si possa ridere di queste patetiche ritorsioni, questo episodio e l'inquietante segno del modus operandi di questo premier che troppo spesso tende a farci tornare in mente metodi tipici di un passato che vorremmo dimenticare. L'intimidazione dei magistrati, la cui indipendenza dalla politica è una garanzia per i cittadini (e non per i magistrati), è un fatto gravissimo che giustifica la sacrosanta indignazione suscitata, anche tra i dipendenti di Mediaset.

Altri dipendenti come quelli del Giornale, abituati a non tirarsi indietro neanche nelle situazioni più torbide, vanno avanti invocando il diritto di cronaca o facendo improbabili paragoni tra il pedinamento e le intercettazioni su Berlusconi. Dimenticano un paio di cose, i signori, ovvero che pedinare un tizio che cammina per strada, a sua insaputa e senza che abbia fatto niente, ma sperando che faccia qualcosa solo per sputtanarlo in tv non è "diritto di cronaca", ma un comportamento da gestapo. Inoltre il signor Mesiano non è stato eletto, non ricopre un ruolo che richiede un'elezione (nonostante le stupidaggini di qualche politico che non ha capito che certe cose si fanno in bagno e non davanti ai microfoni), ne che giustifica di essere sottoposto al giudizio degli elettori. Tutte cose che non valgono per un primo ministro.

Un presidente del consiglio, a differenza di un magistrato, ha il dovere di comportarsi, anche privatamente, in modo da non causare disonore al paese che rappresenta. Cosa che il nostro premier spesso dimentica.

domenica 16 agosto 2009

Riflessioni sull'omosessualità

L'omosessualità è presente in natura eppure per alcuni non è "naturale", è sempre esistita eppure per alcuni è segno della decadenza di questi tempi.

Perché sui gusti sessuali si pongono tutti questi problemi mentre non si pongono, ad esempio, su quelli alimentari? Ci siamo mai chiesti che infanzia hanno avuto quelli che preferiscono il pesce piuttosto che la carne? O quelli che preferiscono il mare piuttosto che la montagna?

Eppure probabilmente anche questi gusti avranno un motivo psicologico, se andiamo ad indagare con la stessa tenacia di quelli che lo fanno per la sessualità. Solo che questo nessuno se lo chiede perché nessuno ha per principio l'idea che, ad esempio, preferire la montagna al mare vada contro natura..

Invece quando si parla di gusti sessuali, poiché certa gente parte con l'idea che l'omosessualità sia sbagliata, ecco che si va a guardare qualsiasi cosa: si tira in ballo la psicologia, la naturalità, ecc.. Tutto per cercare di dimostrare un'idea che in realtà si aveva, irrazionalmente, dall'inizio. La scienza, che troppo spesso si tira in ballo, non segue questa logica, ma più umilmente si pone delle domande e cerca delle risposte.

Non sarà che i veri problemi li hanno quelli che non sono capaci di accettare che qualcuno possa essere diverso da loro senza per questo essere "malato" ne "imperfetto" ne altro?

martedì 28 luglio 2009

Lo stato siamo noi o è "Cosa Nostra"?

Le ultime dichiarazioni di Totò Riina fanno tornare indietro nel tempo di 17 anni, alle stragi di mafia prima della cosiddetta "Pax Mafiosa", quando Cosa Nostra ancora sparava e metteva le bombe e i due principali magistrati del pool antimafia, Falcone e Borsellino, venivano fatti saltare in aria con interi pezzi di autostrada.

Naturalmente le parole dell'ex capo dei capi sono da prendere con le pinze, tuttavia non sono neanche da scartare a priori come molti politici, forse troppo frettolosamente (e forse non a caso) hanno fatto. Questo perché tali dichiarazioni, da parte di qualcuno che sicuramente conosce come sono andate davvero le cose, trovano riscontro in fatti che altrimenti sarebbero difficilmente spiegabili e che infatti da tempo avevano fatto ritenere che un accordo tra la mafia e lo stato effettivamente esistesse.

Uno di questi elementi è certamente il fatto che, in seguito alla cattura del boss, fu dato immediatamente ordine di fermare la squadra che avrebbe dovuto perquisire il covo ancora "caldo" e di sospendere ogni attività di sorveglianza. Quello che successe è che naturalmente a perquisire il covo ci pensò Cosa Nostra, ripulendo tutto e arrivando persino a ridipingere le pareti.

Questo, secondo alcuni, per impedire che si rinvenissero tracce del "Papello", ovvero la lista di richieste che, secondo alcuni pentiti e testimoni, la mafia aveva fatto allo stato (attraverso l'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino) in cambio del cessate il fuoco.

Naturalmente i dettagli non sono certi, anche se è ormai appurato che un accordo ci sia stato, ma qualunque sia la verità c'è da dire che effettivamente la mafia da allora ha smesso di sparare.

Ora che le indagini sulla strage Borsellino si sono riaperte pare che il figlio di Vito Ciancimino, Massimo, abbia consegnato il famoso Papello, ereditato dal padre, ai magistrati.

La verità è ancora lontana, ma quello che è certo è che dietro queste stragi potrebbero celarsi persone insospettabili.

lunedì 15 giugno 2009

CVD (Come Volevasi Dimostrare)

Non è neanche stato approvato definitivamente e già il nuovo sedicente "Decreto Sicurezza" (non nostra, beninteso) inizia a generare quelle aberrazioni che chiunque dotato di cervello aveva ampiamente previsto.

I nostri governanti sembrano degli inguaribili ottimisti, sono come le pecore che si infilano ogni volta nella tana del lupo convinti che ormai i tempi siano cambiati, che si debba essere ottimisti, che non si debbano ascoltare le sirene dei disfattisti, del popolo del "no". E puntualmente sbagliano, senza neppure avere quel barlume di intelligenza che serve per imparare dai propri errori.

Dico "sembrano" perché questa versione può andare bene per un ingenuo Berluscones, non certo per chi conosce i suoi polli. La realtà è che conoscono benissimo le conseguenze dei loro provvedimenti, semplicemente sanno anche che tanto ad entrare nella tana del lupo siamo solo noi, loro in realtà fanno parte dei lupi.

Ed ecco che a farci rimpiangere le ronde padane arrivano le "ronde nere" (al peggio non c'è limite) sponsorizzate MSI, ovvero fascisti fieri di esserlo, con tanto di saluti romani, aquile, divisa stile SS e tutto il resto. Hanno anche un bellissimo simbolo, il "sole nero" che sembra ottenuto dalla rotazione di una svastica con al centro una bella croce celtica. Tanto per far capire bene il concetto.

Ovviamente dicono di essere apolitici e i nostri governanti dicono che non potranno operare perché il decreto dice che non si possono creare gruppi paramilitari, ma ormai lo spiraglio è aperto e sarà facile sfondare la porta poco a poco.

Come ciliegina sulla torta spunta anche, come ispiratore di questa "Guardia Nazionale", il nome di Gaetano Saya, una vecchia conoscenza: sedicente 007, massone, razzista, fascista, amico di Gelli, Pollari e compagnia bella, già indagato per aver creato una polizia parallela di nome "Nuova Gladio" e ora tornato in azione grazie a questi cialtroni cui abbiamo dato il potere di armeggiare con le nostre leggi. Volevate la sicurezza? Ecco le "rassicuranti" squadracce fasciste. Io mi sento già più tranquillo, specie se penso a come è iniziato il fascismo..





Resta la magistratura (ultimo baluardo, come sempre) che indaga per violazione della legge Scelba. Ebbene si: purtroppo in questo paese, che il fascismo non deve tornare, c'è stato bisogno di imporlo con una legge..

E' chiara la direzione che stiamo prendendo. A questo punto la domanda è: vogliamo stare fermi a guardare?

mercoledì 20 maggio 2009

Tranquilli, tutto calcolato..

Mills è stato condannato per essere stato corrotto da Berlusconi.. e dove sta il problema, dico io? Non è successa la stessa cosa per il lodo Mondadori? E in quel caso i giudici (solite "toghe rosse") sono riusciti a non condannare il mandante, nonchè beneficiario della corruzione pur avendo condannato l'esecutore. Perché non potrebbero farlo anche ora? D'altra parte sono questi i casi che fanno giurisprudenza..

Se è vero, come dice Berlusconi (d'ora in poi chiamato "beneficiario"), che i giudici sono contro di lui, beh.. non sembrano così svegli da essere la causa di tutti i mali che gli vengono attribuiti, altrimenti c'è da concludere che si tratta della solita scenetta per piangere e fottere, per dirla alla napoletana.

Basti guardare la rapida degenerazione dei titoli del "Giornale" che, a differenza del nome, ha smesso di essere tale il 12 gennaio 1994 diventando quella specie di carta igienica troppo dura, troppo costosa e in fogli troppo grandi che tutti conosciamo.

Comunque il beneficiario ha già dichiarato che da questi giudici non si farà processare. Dev'essere che questa volta non è riuscito a corromperli.

Ma niente paura, il lodo Alfano giunge in soccorso con tempismo perfetto. E ovviamente non è un caso..

sabato 25 aprile 2009

Ma si, ricordiamo tutti..

Secondo il nostro brillante premier, nel giorno del 25 aprile, Festa della Liberazione dal Nazi-Fascismo, dovremmo ricordare anche quelli che del Nazi-Fascismo erano a favore. Cioè quelli da cui ci siamo liberati. Fantastico, veramente.. mi piace come ragiona quest'uomo!

A questo punto ricordiamo pure i Nazisti, perché fare discriminazioni? Anche loro si sono sacrificati per una causa in cui credevano, chi se ne frega se prevedeva la conquista del mondo!

Ma non fermiamoci al nostro paese, idee così rivoluzionarie devono essere esportate!

Proponiamo agli Americani, per il 4 Luglio, di ricordare pure gli inglesi, saranno sicuramente contenti!

Proponiamo ai Francesi, per il 14 Luglio, di ricordare pure il re e l'aristocrazia, anche loro acconsentiranno con gioia!

Tra qualche anno ci diranno che i veri eroi della patria erano i Repubblichini.. e non lo dico a caso visto che già preparano il campo facendo strisciare una legge che li equipara ai partigiani. Tanto per dare l'ennesima pugnalata alla storia con questo infame revisionismo.

domenica 29 marzo 2009

Marco Travaglio sulle intercettazioni

Girando per YouTube ho trovato questo intervento (che allego) di Marco Travaglio sulle intercettazioni, nella puntata di Iceberg (Telelombardia) del 16/6/2008. Lo considero un'ottima esposizione di cosa sta avvenendo nonchè l'ennesima occasione per vedere come i rappresentanti del PdL cerchino pateticamente di preservare il loro piatto di minestra mentendo e insultando a vantaggio del padrone.











Cosa direbbe l'uomo di destra



Questo monologo del grande Ascanio Celestini spiega secondo me in modo impeccabile la differenza tra il pensiero di destra (alias sinistra "moderata"..) e quello di sinistra (chiamata "sinistra radicale" dalla sinistra "moderata" perchè se fosse chiamata semplicemente "sinistra" si vedrebbe troppo che i "moderati", di sinistra, non hanno niente. Quindi meglio traslare tutto..).

L'esempio del rubinetto che perde è geniale nella sua semplicità, quindi comprensibile anche per chi è di destra; loro sono "uomini del fare", non capiscono bene i discorsi complessi.. (peccato che il mondo *sia* complesso).

Purtroppo le analogie con la situazione attuale sono fin troppo visibili.

lunedì 9 marzo 2009

"Io non sono razzista, però.."

Inizio questo post con la tipica frase che sento sempre usare prima di fare un'affermazione razzista. Quasi a vergognarsi di ammetterlo, come fosse un virus che agisce nel subconscio verso il quale si cerca di limitare i danni mettendo le mani avanti, con frasi evasive come a voler dire: "non sto dicendo quello che sto dicendo".

Nonostante chi dovrebbe segnalare l'emergenza continui allegramente a sguazzare nel sangue delle ragazzine violentate (dagli extracomunitari ovviamente, anzi dai Romeni, le altre non fanno notizia) fregandosene del clima che contribuiscono a creare e sostenendo che gli Italiani non sono razzisti succede che, come era ovvio prevedere, gli italiani lo stanno diventando, razzisti. O forse lo sono sempre stati e sta solo venendo fuori, solleticato da un certo modo di dare le notizie che vuole la provenienza del criminale di turno sottolineata di continuo come a voler stampare l'associazione nella testa della gente.

E infatti ci stanno riuscendo, anche perché la stessa frase: "gli Italiani non sono razzisti" non ha alcun senso se ci si ragiona un attimo. L'uomo medio, si sa, è facilmente plasmabile: gli italiani sono stati fascisti, i tedeschi nazisti, eppure non è che fossero geneticamente diversi da oggi. Semplicemente c'erano delle condizioni diverse che li influenzavano in un certo modo. Non bisogna pensare che queste cose non potrebbero più succedere, non ci sono principi assoluti; l'essere umano è sempre quello e le uniche difese che abbiamo per non ricadere in questi fenomeni sono la conoscenza reciproca e il dibatto. E' grazie a questi che l'uomo si può elevare dal fango dell'ignoranza, raggiungere un grado più alto di comprensione, sviluppare l'empatia, la comprensione dell'altro, e controllare gli istinti più bassi provenienti dalla propria origine animale.

Fare invece eccessivo affidamento su principi assoluti ("l'Italiano non è razzista" - per definizione) è il miglior modo per abbassare la guardia (o convincere le persone a farlo), smettere di costruire e lentamente ricadere verso i livelli di esistenza più bassi, nei quali gli istinti riprendono ad avere influenza.

E' questo che sta avvenendo. Colpa di chi ha la responsabilità di informare e ne abusa per pilotare l'opinione pubblica, dando una percezione della realtà da "allarme invasione" che poi si traduce puntualmente in manifestazioni di paura e quindi aggressività nei confronti di persone che non hanno colpa.

La recente aggressione all'inviato delle Iene che chiedeva una sigaretta travestito da Romeno mostra bene il concetto. Le persone meno evolute trasformano la paura nei confronti di questi eventi in odio verso un'intera popolazione invece che in richiesta di interventi contro la criminalità ad ogni livello. Si sentono invase, accerchiate e senza difesa, entrano in gioco istinti ancestrali di difesa del territorio, al punto di decidere di farsi giustizia da sole (ovviamente in sei contro uno col povero cristo che con gli stupri non c'entra niente, se no ci vuole troppo coraggio).

Ma gli Italiani non soro razzisti.. Neanche quello che mi dice che stupro le ragazzine perché vengo dallo stesso paese (circa 22 milioni di persone) di uno che lo ha fatto. Sono brava gente, gli Italiani. Ragionando allo stesso modo noi saremmo tutti mafiosi, ladri.. o imbecilli come il tizio del video. Eppure noi italiani il razzismo lo abbiamo subito.. possibile che non abbiamo imparato niente?



C'era davvero bisogno delle Iene per farci vedere come stanno le cose? I nostri sedicenti giornalisti dove sono? Forse sono troppo impegnati a dimostrare che gli Italiani "non sono razzisti, però..", concludo io, "anche i Romeni non devono essere Romeni". Quello che è giusto è giusto..

venerdì 6 marzo 2009

Primo post da cellulare



Giocherellando col cellulare (tra l'altro dopo mesi che non funzionava) ho scoperto questa funzione e non potevo non provare subito! Voglio godermi il momento prima di scoprire quanto mi ha succhiato dal credito :)

mercoledì 25 febbraio 2009

Una scoria Italiana..

E' di oggi la notizia che il nostro baldo presidente ha siglato un importante accordo con Sarkozy per dotare anche l'Italia di centrali nucleari in barba al popolo italiano che si era già espresso nel 1987 contro questa soluzione. Ora: da un populista come lui che vorrebbe basare tutto sulle elezioni (ora che ha imparato come pilotarle) non è un po' strano? Non sarebbe stato più corretto fare come minimo un altro referendum? Se gli italiani sono d'accordo con lui come dice, allora che problema c'era a fare le cose per bene? Mi sorge un dubbio: non è che nonostante tutta la propaganda sulle reti RAISet questa volta la gente non si è fatta prendere in giro?

Già perché i motivi per rifiutare il nucleare sono di vario genere: non solo la naturale repulsione verso qualcosa che esplodendo potrebbe devastare l'intero paese e che produce scorie tossiche che non sappiamo smaltire. Certo, ci dicono che tanto siamo comunque circondati e quindi un incidente in Francia coinvolgerebbe anche noi però ci sono un paio di punti da considerare:
  • Le centrali nucleari sono una soluzione di 50 anni fa e noi che affrontiamo oggi il problema dovremmo guardare alle tecnologie attuali invece di mandare via i premi Nobel come Rubbia. Se non altro perché quando finiremo di costruirle saranno passati come minimo altri 15 anni.
  • Le centrali nucleari che ci sono in Francia sono gestite dai Francesi e non dagli Italiani. Noi siamo quelli degli appalti dati alla mafia, delle opere incompiute, iniziate per prendere i finanziamenti e poi lasciate li, delle cose fatte con materiali scadenti che 10 anni dopo già cadono in pezzi, degli imprenditori che nascondono i rifiuti tossici sotto il tappeto, nei campi con un po' di calce sopra.

    Se una strada nuova dopo 2 anni è piena di buche è un conto. Se una scuola appena ristrutturata crolla uccidendo una classe di bambini è già più grave, ma una centrale nucleare è una centrale nucleare.
Ma non si tratta solo di questo. Con la consapevolezza di oggi ci sono motivi concreti per pensare che il nucleare non sia quella brillante soluzione che appariva 50 anni fa. La maggior parte delle nuove centrali sono realizzate in paesi in via di sviluppo, mentre in Europa paesi come la Germania hanno riconvertito il loro sistema di produzione energetica basandolo su fonti rinnovabili e hanno definito un piano per lo smantellamento graduale delle centrali nucleari solo da poco rimesso in discussione a causa della crisi. Questo fanno i paesi moderni. Noi invece facciamo come l'Iran, l'India, il Pakistan, la Cina e la Corea del Sud: inseguiamo l'Europa con decenni di ritardo e iniziamo oggi a costruire centrali (che saranno pronte tra 15 anni) quando già oggi molti paesi stanno volgendo lo sguardo verso tecnologie alternative, pulite e sicure.

Se fosse veramente l'unica soluzione non ci sarebbe da discutere, ma non è così.

Ecco cosa ne pensa il premo Nobel Carlo Rubbia

Ecco cosa ne pensa il neo-Presidente USA Obama

Cito dal sito www.lifegate.it un decalogo di motivi per cui il nucleare non può essere considerato una soluzione ai nostri problemi di energia.
  • Il nucleare è economicamente sconveniente e non competitivo rispetto ad investimenti in efficienza energetica e alle moderne fonti rinnovabili. Gli investitori privati sui mercati liberi non stanno generalmente investendo in energia nucleare oggi, perché tale scelta aumenta i rischi di business ed ha redditività inferiore rispetto alle alternative possibili.
  • È una fonte esauribile, per cui si posticipa il problema senza risolverlo, e se ne creano altri: oggi i 443 reattori operativi forniscono meno del 4% di tutta l'energia globale. Aumentare tale percentuale farebbe salire i prezzi e ridurrebbe la disponibilità di un combustibile non rinnovabile e in esaurimento.
  • Non è risolta la questione dello stoccaggio delle scorie, che deve garantire totale sicurezza per 100-200.000 anni, e della radioattività da estrazione, movimentazione, utilizzo.
  • Le centrali vecchie non sono sicure: si stima che Chernobyl abbia causato ad oggi tra i 9000 e i 250.000 morti, a seconda delle modalità di conteggio (che dipendono essenzialmente da orizzonte temporale e geografico).
  • Rischio terrorismo. Le centrali nucleari e i luoghi di stoccaggio delle scorie sono tra i target a più 'alto potenziale' per gli obiettivi dei terroristi.
  • Trend d'investimento in declino: chi non ha centrali non ne sta costruendo, chi ce le ha non ne costruisce più o le dismette (eccezioni: una nuova centrale in Finlandia in costruzione, la Cina, la Turchia, l'Iran). La centrale media al mondo ha oltre 21 anni, quindi è già prossima alla dismissione o oltre la soglia di uso sicuro. Oggi sono in costruzione 27 nuove centrali, la maggior parte in Cina: il bilancio tra centrali nuove costruite e centrali dismesse dovrebbe risultare negativo, a condizione che vengano chiuse le centrali 'esaurite.' La Svezia, uno trai paesi più competitivi e avanzati al mondo, sta gradualmente dismettendo il nucleare per passare alle fonti rinnovabili. Le risorse per la necessaria innovazione nel settore sono in sistematico declino.
  • Trascurabili i vantaggi in termini di riduzione delle emissioni di CO2 in ottica di Life Cycle Assessment, ovvero le emissioni per tutto quello che serve per estrarre, trasportare e raffinare il combustibile, costruire, far funzionare e smantellare una centrale nucleare e stoccare le scorie.
  • Tempi lunghi dalle decisioni all'operatività, nell'ordine dei decenni.
  • Difficoltà in regimi democratici nell'individuare luoghi adatti per nuove centrali.
  • Il nucleare viola tutte le 4 System Condition di sostenibilità di The Natural Step in quanto contribuisce 1) all'aumento sistematico di concentrazioni di sostanze estratte dalla crosta terrestre 2) all'aumento sistematico di concentrazioni di sostanze prodotte dalla società, 3) alla sistematica distruzione della natura e 4) alla sistematica compromissione della capacita' delle persone di soddisfare i propri bisogni. 15 anni di esperienza indicano che ciascuna di queste violazioni porta ad un sistematico ed inevitabile aumento dei costi e dei rischi dell'attività svolta.
Di tutti questi punti nessuno parla mai. i TG ci fanno vedere le centrali come la soluzione idilliaca a tutti i nostri problemi, ci parlano di Chernobyl come di una cosa avvenuta nella preistoria, ci dicono che oggi le centrali sono sicure. Mi dispiace deludere lorsignori, ma non esistono centrali sicure perché l'errore umano è sempre possibile, l'evento naturale è sempre possibile e la congiunzione delle due cose più una buona dose di sfiga non è mai da escludere. La percentuale è bassa, è vero, ma deve essere moltiplicata per il numero di centrali e per il tempo che si intende tenerle in funzione. Qui non si scherza, non è come un ponte che crolla o un aereo che cade dove al massimo si fanno un centinaio di morti. Qui si parla di 60 milioni di italiani, di danni per generazioni.

Spesso si sente parlare solo di Chernobyl.. ecco una lista, sicuramente non esaustiva (si vede dal fatto che è molto più dettagliata negli anni più recenti), di tutto il resto. Anche quello chè è accaduto in Italia, anche dopo il famoso referendum.
  • 1952 Chalk River (Canada). L'errore di un tecnico provocò una reazione che portò alla semi distruzione del nocciolo del reattore.
  • 1952 Usa. Un incidente con reattore Argon. 4 morti accertati.
  • 1955, febbraio, Atlantico. La nave appoggio Fori-Rosalie della Royal Navy affonda nell'Atlantico 1500 recipienti contenenti ciascuno una tonnellata di residui atomici a 1.600 Km dalle coste inglesi e a 2.000 metri di profondità
  • 1956, 10 marzo. Mar Mediterraneo. Un bombardiere B-47 precipita nel Mediterraneo con a bordo due capsule di materiale fissile per la realizzazione di bombe nucleari.
  • 1956, 27 luglio. Gran Bretagna. Un bombardiere B-47 in Gran Bretagna slitta sulla pista e va a colpire un deposito contenente sei bombe nucleari.
  • 1957, ottobre. Windscale (GB). Fusione del nocciolo (l'incidente più grave che possa accadere in una centrale). Il reattore viene inondato. Fuga di radioattività pari al 1/10 della bomba atomica di Hiroshima. La nube radioattiva arriva fino in Danimarca. La radioattività su Londra si eleva 20 volte oltre il valore naturale (Londra dista da Windscale 500 km). Il consumo di latte è vietato in un raggio di 50 km (ogni giorno vengono gettati 600.000 litri di latte).
  • 1957, 7 ottobre. Sellafield (Gran Bretagna). Un incendio nel reattore dove si produceva plutonio per scopi militari generò una nube radioattiva imponente. La nube attraversò l'intera Europa. Sono stati ufficializzati soltanto 300 morti per cause ricondotte all'incidente (malattie, leucemie, tumori) ma il dato potrebbe essere sottostimato.
  • 1957 Kyshtym (Unione Sovietica). Un bidone di rifiuti radioattivi prese fuoco ed esplose contaminando migliaia di Kmq di terreno. Furono esposte alle radiazioni circa 270.000 persone.
  • 1958 Usa. Un incidente a Oak Ridge: 12 persone investite dalle radiazioni.
  • 1958 zona Urali (Urss). Catastrofe nucleare a causa dell'esplosione di un deposito di scorie radioattive. Centinaia di morti. Decine di migliaia di contaminati. Migliaia di km ancora oggi recintati.
  • 1961, 3 gennaio. Idaho (Usa). Esplosione del reattore: 3 morti. Non si sono contati gli intossicati dentro e fuori l'impianto. Il grado di contaminazione dei corpi dei deceduti risultò così alto che le teste e le mani furono tagliate e sepolte in un deposito di scorie radioattive. L'impianto è stato definitivamente chiuso.
  • 1961, 4 luglio. URSS. La fuoriuscita di radiazioni per un guasto al sistema di controllo di uno dei due reattori di un sommergibile atomico sovietico provoca la morte del capitano e di sette membri dell’equipaggio.
  • 1964 Usa. Incidente al reattore Wood River: un morto.
  • 1964 Garigliano (Italia). Guasto al sistema di spegnimento di emergenza del reattore. Si è andati vicino alla catastrofe.
  • 1965, 5 dicembre. Isole Ryukyu (Giappone). Un jet militare americano A-4E con a bordo una bomba all’idrogeno B-43 scivola in mare da una portaerei statunitense vicino alle isole giapponesi Ryukyu.
  • 1966 Belgio. Il fisico Ferdinand Janssen intossicato viene portato all'ospedale Curie di Parigi.
  • 1966, 17 gennaio. Palomares (Spagna). Un B-52 statunitense con quattro bombe all’idrogeno B-28 entra in collisione con un aereo cisterna durante il rifornimento in volo. I due aerei precipitano e tre bombe a idrogeno (bombe H) cadono nei pressi di Palomares, mentre la quarta cade in mare. L’esplosivo di due delle tre bombe, a contatto col suolo, detona spargendo su una vasta area plutonio e altro materiale radioattivo. In tre mesi vengono raccolte 1.400 tonnellate di terra e vegetazione radioattiva che vengono portate negli Stati Uniti. Mentre i militari statunitensi sono forniti di tute protettive, gli spagnoli continuano a vivere tranquillamente e a coltivare i terreni. Un monitoraggio effettuato nel 1988 su 714 abitanti ha rivelato in 124 di loro una concentrazione di plutonio nelle urine di gran lunga superiore ai livelli normali.
  • 1966 Ottobre, Lagoona Beach (Usa). Alcune piastre di protezione si staccano e bloccano il circuito di raffreddamento del reattore autofertilizzante Enrico Fermi (61 Mw) per cui si ha surriscaldamento; il dispositivo di arresto automatico non funziona; il reattore riprende la sua attività soltanto nel 1970; e nel 1972 viene fermato definitivamente.
  • 1967 Trino Vercellese (Italia). Fessurazione di una guaina d'acciaio di una barra di combustibile con conseguente chiusura della centrale per 3 anni. Per buona parte di questo tempo la centrale ha scaricato nelle acque del Po trizio radioattivo.
  • 1967 Francia. Fusione di elementi combustibili nel cuore del reattore di Siloe (Grenoble). Ciò provoca la liberazione di Iodio 131 e Cesio 137 nell'acqua di raffreddamento del reattore. Si liberano gas radioattivi nell'aria.
  • 1968 Den Haag (Olanda). Per un «errore tecnico» si libera nella centrale Up 2 del materiale radioattivo. La radioattività nell'aria della città supera di 100 volte i limiti «accettabili».
  • 1968 Gennaio, Chooz (Belgio). Grave incidente nel reattore ad acqua leggera. La riparazione è durata 2 anni e 2 mesi. Nel 1970 il reattore è guasto di nuovo.
  • 1968, 10 marzo. Oceano Pacifico. Il sottomarino K-219 affonda nel Pacifico. A bordo ha tre missili nucleari e due siluri a testata nucleare.
  • 1968, 27 maggio. Oceano Atlantico. Un sottomarino statunitense con a bordo due siluri a testata nucleare affonda nell’Atlantico.
  • 1968, 21 agosto. Groenlandia. Un B-52 statunitense precipita in Groenlandia. Tre bombe all’idrogeno che si trovavano a bordo esplodono e 400 grammi di plutonio-239 si disperdono nell’ambiente. L’area viene successivamente bonificata da oltre 500 uomini inviati dalla Danimarca e da 200 militari statunitensi. Nei venti anni successivi, 100 dei danesi che avevano partecipato all’intervento si ammalano di cancro, altri di gravi malattie tra cui la sterilità.
  • 1968 Agosto, Brenìllis (Spagna). La centrale si blocca completamente. La riparazione è durata 3 anni.
  • 1968 Francia. Il reattore di Monts Arreé si arresta per un incidente. Periodo di riparazione: 3 mesi.
  • 1969 Garigliano (Italia). Sette arresti alla centrale per guasti.
  • 1969, febbraio. Latina (Italia). Arresto alla centrale di Latina per mancanza di alimentazione alla strumentazione (a marzo si avrà ancora un grosso guasto alla stessa centrale).
  • 1969, gennaio. Lucens (Svizzera). Dopo sole 7 ore di funzionamento si ha surriscaldamento con rottura di guaine ed infiltrazione di acqua contaminata nel sotterraneo. La grotta contenente la centrale è stata murata definitivamente.
  • 1969 Germania. Per fessurazioni molteplici delle turbine il reattore Gundremmingen sul Danubio viene chiuso per 3 anni.
  • 1969 Usa. Incendio nel reattore di Rocky-Flats. Durante l'incendio si perde plutonio.
  • 1969 Francia. Parecchi chilogrammi di uranio vanno persi durante un incidente a Saint Laurent des Eaux. Le riparazioni durano parecchi mesi.
  • 1970 Belgio. Altro incidente nel cuore del reattore di Chooz.
  • 1970 Chicago (Usa). L'impianto Edison perde 200.000 litri di acqua contaminata.
  • 1970 Usa. Il reattore da 600 Mw Dresden 2 sfugge completamente al controllo per 2 ore per un guasto ad una apparecchiatura di controllo.
  • 1970, 12 aprile. Oceano Atlantico. Il sottomarino sovietico K-8 affonda nell’Atlantico con a bordo due reattori e due siluri a testata nucleare.
  • 1971 Den Haag (Olanda). Rottura di un tubo per il convoglia-mento di acqua radioattiva.
  • 1971 Kansas. Si scopre che la miniera di sale scelta per lo stoccaggio delle scorie radioattive, al riparo dell'acqua, è piena di buchi e l'Aec (Ente americano per l'energia nucleare) è costretto a improvvisare dei piani di stoccaggio in superficie.
  • 1971 Francia. Fournier rivela in «Charlie Hebdo» n. 14 che un tecnico del centro nucleare di Saclay ha tentato, due anni prima, di suicidarsi dando fuoco al laboratorio in cui lavorava.
  • 1972 Francia. Due militanti del gruppo ecologico «Survivre et vivre» scoprono che più di 500 fusti di residui radioattivi su 18.000 conservati all'aperto al centro di ricerche nucleari di Saclay, hanno larghe fenditure che lasciano così sfuggire la radioattività.
  • 1972 Francia. Un operaio portoghese che non conosce i segnali di pericolo lavora parecchie ore in una sala irradiata del centro di Saclay.
  • 1972 Francia. Ancora al centro di Saclay sfuggono dieci metri cubi di liquidi radioattivi.
  • 1972 Usa. Due lavoratori nell'impianto di Surry muoiono per l'esplosione dei tubi di un sistema di sicurezza mentre ispezionano tubi già difettosi.
  • 1973 Marzo, Chinon (Francia). Arresto definitivo della centrale nucleare di Chinon I, dopo soli 11 anni di funzionamento. Di fatto la centrale ha mosso le turbine per 43.000 ore, ossia per 5 anni.
  • 1973, aprile. Isole Hawaii (USA). Fuga radioattiva nel sottomarino statunitense Guardfish alle Hawaii. Cinque marinai dell’equipaggio vengono contaminati dalle radiazioni
  • 1973 Hanford (Usa). La Aec ammette che nei 15 anni precedenti si sono verificati 15 incidenti in cui si sono liberati liquidi radioattivi per un totale di 1.600.000 litri.
  • 1973 Settembre, La Hague (Francia). Fuga di gas radioattivo. 35 lavoratori sono contaminati di cui 7 gravemente.
  • 1973 Settembre, Windscale (GB). Nell'officina di ritrattamento si ha un rigetto di radioattività. 40 lavoratori sono contaminati.
  • 1973 Novembre, Hanford (Usa). Si ha la diciassettesima fuga di liquidi radioattivi. Gli accumuli di plutonio in una fossa vicino alla città sono così grandi da rendere possibile una reazione a catena.
  • 1973 Dicembre, Usa. Di 39 reattori, negli Usa, 13 sono fuori servizio. Brown's Ferry lavora al 10%, Peach Botton al 2%, Connec 2 al 20%.
  • 1973 Den Haag (Olanda). 35 addetti agli impianti sono intossicati (7 in modo molto grave). Nubi di gas radioattivo si diffondono per 15 minuti sulla campagna.
  • 1974 Usa. Da un'inchiesta risulta che più di 3.700 persone che avevano accesso ad armi atomiche hanno dovuto essere licenziate. Motivi: demenza, decadimento intellettuale, alcolismo.
  • 1974 Sevcenko (Urss). Reazione tra il sodio (usato come liquido refrigerante) e l'acqua con generazione di idrogeno e soda caustica (che a sua volta corrode il circuito di trasporto del fluido). Il risultato è una grossa esplosione.
  • 1974 Aprile, Austria. Qualcuno contamina volontariamente il treno Vienna-Linz con Iodio 131 e Iodio 113. Dodici persone vengono ricoverate. Gli autori dell'attentato non sono mai scoperti.
  • 1974 Maggio, Casaccia (Italia). Si spacca un recipiente contenente plutonio. Non si sa altro.
  • 1974 Maggio, Usa. L'Usaec comunica che 861 anomalie si sono prodotte nel 1973 nei 42 reattori in funzione; che 371 avrebbero potuto essere serie e che 18 lo furono realmente (di cui 12 con fuga di radioattività).
  • 1974 Usa. Una nube radioattiva di trizio si forma per una fuga di gas da un condotto della centrale di Savannah Mirex, in Carolina. La nube va lentamente alla deriva ad una altezza di 70 metri.
  • 1974 Francia. A 60 anni dall'avvio di una fabbrica di radio, nonostante il suo smantellamento, si libera ancora una radioattività significativa. L'acquirente del terreno di Gyf-sur-Yvette sul quale la fabbrica è situata scopre in vari punti fonti radioattive che superano 50 volte la dose massima consentita.
  • 1974 Belgio. L'acqua della condotta Visé, captata nel Pletron, contiene da 2 a 3 volte più radon 22 (gas radioattivo) del massimo ammesso per una popolazione adulta vicina ad una centrale.
  • 1974/75. Leningrado (URSS). Una serie di incidenti viene segnalata nell’inverno tra il 1974 e il 1975 presso la centrale nucleare di Leningrado, in Unione Sovietica. Tre morti accertati.
  • 1975 Gennaio, Usa. Viene ordinata la chiusura di 23 reattori per guasti nel sistema di raffreddamento, vibrazioni anormali e piccole fughe di gas radioattivo.
  • 1975, 19 novembre. Germania. Muoiono 2 operai nel reattore di Gundremmingen. I due dovevano riparare una valvola. Escono 4 litri di vapore radioattivo ad una pressione di 60 atmosfere e ad una temperatura di 270°C.
  • 1975, 22 novembre, Italia. Due navi americane, la portaerei J.F.Kennedy e l'incrociatore Belknap, a bordo della quale vi erano armi nucleari, (come testimonia l'allarme in codice "broken arrow" che fu lanciato dal comandante della sesta flotta americana e che indica appunto un incidente che vede coinvolte armi nucleari) si scontrano al largo della Sicilia. La Belknap prese fuoco e fu gravemente danneggiata, ma l'incendio venne fermato a pochi metri dal magazzino che conteneva le armi atomiche.
  • 1975 Marzo, Brown's Ferry (Usa). Per cercare correnti d'aria nella cabina di comando della centrale viene usata una candela che appicca il fuoco a tutti i cavi elettrici bloccando tutti i sistemi di sicurezza. Si riesce a rimediare fortunosamente (per un resoconto più dettagliato di questo grave incidente vedi il «Corriere della sera» del 2/7/1977, p. 3.). Secondo il calcolo delle probabilità questo incidente può verifi-carsi in un caso su mille miliardi!
  • 1975, 7 dicembre. Lubmin (Repubblica Democratica Tedesca). Un cortocircuito nell’impianto della Centrale di Lubmin, sul litorale baltico nella Germania Orientale, provoca una parziale fusione del nucleo del reattore.
  • 1976 Gennaio, Germania. Sempre a Gundremmingen la neve caduta in abbondanza spezza le linee elettriche che convogliano l'energia prodotta nel reattore. Questo, spento con la procedura d'emergenza, fu soggetto ad una tale pressione interna che le valvole di sicurezza si aprirono e liberarono vapore radioattivo.
  • 1976 Windscale (GB). Il reattore contamina di Iodio 131 centinaia di miglia di territorio.
  • Ottobre 1976 Tallin (Urss). Salta in aria una centrale atomica sotterranea: almeno cento persone sono morte. Le autorità sovietiche negano ma dopo il 25 ottobre, e per una settimana almeno, il quotidiano russo ha pubblicato una decina di necrologi ogni numero (Per un resoconto più dettagliato di questo incidente vedi «Panorama» de 30/11/1976, p. 145.).
  • 1977 Bulgaria. Nella centrale di Klozodiy, a causa di un terremoto, salta la strumentazione di controllo del reattore. Grazie ai tecnici che sono riusciti a fermare la reazione, l’Europa ha evitato conseguenze gravissime.
  • 1977 Aprile, El Ferrol (Spagna). Fuga radioattiva. Più di 100 persone contaminate.
  • 1978 Maggio, Caorso (Italia). Il giorno del collegamento della centrale con la rete elettrica (26 maggio '78) si sono avute fughe limitate nel reparto turbine. Ci sono valvole che non tengono, strutture portanti, come i tiranti che sostengono i tubi del gas radioattivo, mal progettati con calcoli sbagliati.
  • 1979 Three Mile Island, Harrisburgh, Usa. Il surriscaldamento del reattore provocò la parziale fusione del nucleo rilasciando nell'atmosfera gas radioattivi pari a 15000 terabequerel (TBq). In quella occasione vennero evacuate 3.500 persone.
  • 1979, 7 agosto. Tennessee (USA). La fuoriuscita di uranio arricchito da una installazione nucleare segreta provoca la contaminazione di oltre 1.000 persone. Vengono registrati nella popolazione valori di radioattività fino a cinque volte superiori alla norma.
  • 1979, agosto. Erwin (USA). Oltre 1.000 persone vengono contaminate a seguito di una fuga radioattiva in un centro di ricerca nucleare, fino ad allora rimasto segreto, a Erwin, negli Stati Uniti.
  • 1982 USA. Nella centrale di Giuna, uno dei tubi del sistema refrigerante sì fessura e scarica acqua bollente radioattiva.
  • 1982 USA. Dopo l’incidente di Giuna si scoprono in altre sette centrali oggetti di metallo dimenticati nelle condotti. Molti impianti sono così fermati perché ritenuti poco sicuri.
  • 1981, marzo. Tsuruga (Giappone). 280 persone vengono contaminate a causa di una fuga di residui radioattivi nella centrale di Tsuruga, in Giappone. Un mese dopo le autorità comunicano che 45 operai sono stati esposti a radioattività nel corso delle operazioni per la riparazione della centrale.
  • 1983, novembre. Sellafield (Gran Bretagna). Lo scarico di liquidi radioattivi nel Mare d’Irlanda provoca la reazione di cittadini ed ecologisti, che sollecitano la chiusura della centrale nucleare di Sellafield, in Gran Bretagna.
  • 1985, 10 agosto. URSS. Un’esplosione devasta il sottomarino atomico sovietico Shkotovo-22: muoiono dieci membri dell’equipaggio esposti alle radiazioni.
  • 1986, 6 gennaio. Oklahoma (USA). Un operaio muore e altri 100 restano contaminati a seguito di un incidente che si sviluppa in una centrale atomica in Oklahoma, negli Stati Uniti.
  • 1986, fine aprile. Chernobyl, Unione Sovietica. L'incidente nucleare in assoluto più grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provocò la fusione del nucleo del reattore e l'esplosione del vapore radioattivo. Si levò al cielo una nube pari a 12.000.000 di TBq di materiale radioattivo disperso nell'aria (per avere un'entità del disastro confrontate questo valore con i 15.000 Tbq del precedente incidente nucleare registrato nel 1979 a Three Mile Island negli Usa). Circa 30 persone morirono immediatamente, altre 2.500 nel periodo successivo per malattie e cause tumorali. L'intera Europa fu esposta alla nube radioattiva e per milioni di cittadini europei aumentò il rischio di contrarre tumori e leucemia. Non esistono dati ufficiali sui decessi complessivi ricollegabili a Chernobyl dal 1986 ad oggi.
  • 1986, 4 maggio (una settimana dopo il disastro di Chernobyl). Hamm-Uentrop, Germania Ovest. Un esperimento in un impianto da 300 megawatt THRT-300 PBMR (reattore a letto di sfere) nella Germania Ovest ha causato la fuoriuscita di materiale radioattivo dopo che uno dei letti di sfere è stato immesso nel condotto utilizzato per portare carburante al reattore. Il tentativo di rimuovere l’ostruzione creatasi ha danneggiato il condotto e causato il rilascio di radionuclidi. Radiazioni sono state misurate per circa due kilometri intorno al reattore.
  • 1986, 6 ottobre. Oceano Atlantico. Il sottomarino K-219 affonda nell’Atlantico con 34 testate nucleari a bordo.
  • 1989 Finlandia. Avaria nel sistema di controllo nella stazione di Olkiluoto.
  • 1990 Germania. Infiltrazione di tritio nella stazione nucleare di Kruemmel.
  • 1991 Finlandia. Spegnimento manuale dovuto ad un incendio nella stazione di Olkiluoto.
  • 1991 Germania. Incidente durante il rifornimento di carburante nella stazione di Wuergassen.
  • 1991, febbraio. Mihama (Giappone). La centrale riversa in mare 20 tonnellate di acqua altamente radioattiva
  • 1992, 24 marzo. San Pietroburgo (Russia). A seguito della perdita di pressione nell’impianto di Sosnovy Bor nei pressi di San Pietroburgo, fuoriescono e si disperdono in atmosfera iodio e gas radioattivi.
  • 1992, novembre. Forbach (Francia). Un grave incidente nucleare causa la contaminazione radioattiva di tre operai. I dirigenti dell’impianto vengono accusati l’anno successivo di non aver approntato le misure di sicurezza previste.
  • 1992 Germania. Avaria nel sistema di raffreddamento nella centrale di Brunsbuttel.
  • 1993, 13 febbraio. Sellafield (Gran Bretagna). Fuga radioattiva nell’impianto di riprocessamento di Sellafield. La densità massima di radionuclidi dello iodio consentita viene superata di oltre tre volte.
  • 1993, 17 febbraio. Barsebaeck (Danimarca). Uno dei reattori della centrale di Barsebaeck viene temporaneamente fermato a causa della fuoriuscita accidentale di vapore radioattivo.
  • 1993, aprile. Siberia (Russia). Un incendio nel complesso chimico di Tomsk-7 colpisce un serbatoio di uranio. Risultano contaminati circa 1.000 ettari di terreno. La nube radioattiva si dirige verso zone disabitate.
  • 1994, 23 marzo. Biblis (Germania). Centrale nucleare di Biblis: una falla nel circuito primario di un reattore fa uscire liquido altamente contaminato.
  • 1994, 28 giugno. Petropavlosk (Russia). Fuga di materiale radioattivo nella baia di Seldevaia a causa della rottura di un deposito a Petropavlosk. Settembre 1995 – Kola (Mare di Barents). L’energia elettrica della centrale di Kola viene staccata per morosità e vanno fuori uso i sistemi di raffreddamento. Incidente solo sfiorato, grazie all’intervento del comandante della base.
  • 1995 Germania. L'Alta Corte tedesca decide che la licenza di attività concessa alla stazione di Mülheim-Kärlich è illegale, a causa della mancata considerazione, in fase di concessione, del rischio di terremoto nella zona.
  • 1995, novembre. Cernobyl (Ucraina). Un’avaria al sistema di raffreddamento del reattore n.1 di Cernobyl causa un incidente nel quale la radioattività si disperde e contamina gli operai impegnati nella manutenzione.
  • 1995, 8 dicembre. Monju (Giappone). Due tonnellate di sodio liquido e altro materiale radioattivo fuoriescono dal reattore nucleare prototipo di Monju nella prefettura di Fukui a causa di un malfunzionamento al sistema di raffreddamento. L’impianto è costituito da un reattore autofertilizzante a neutroni veloci FBR.
  • 1996, febbraio. Dimitrovgrad (Federazione Russa). Un addetto causa la rottura della valvola di sicurezza di uno dei reattori del centro di ricerche atomiche di Dimitrovgrad. Fuoriesce una nube radioattiva contenente soprattutto radionuclidi di manganese.
  • 1996 Germania. Un programma della TV tedesca, Monitor, svela che la Siemens ha compiuto numerosi errori durante la costruzione della stazione di Kruemmel.
  • 1997 Germania. 20.000 dimostranti si affollano presso il deposito di scorie radioattive di Gorleben per manifestare contro il trasporto di scorie nucleari.
  • 1997 Germania. Un treno trasportante liquido nucleare deraglia di fronte alla stazione di Kruemmel.
  • 1997, marzo. Tokaimura (Giappone). Un incendio e un’esplosione nel reattore nucleare nell’impianto di ritrattamento nucleare di Tokaimura contamina almeno 35 operai.
  • 1997, giugno. Arzamas (Russia). Un incidente nel centro ricerche di Arzamas porta i materiali radioattivi sull’orlo di una reazione a catena. Si sviluppa una nube radioattiva a seguito della quale muore il responsabile dell’esperimento.
  • 1997, luglio. La Hague (Francia). Il comune di Amburgo denuncia presenza di radioattività nell’acqua scaricata nella Manica dall’impianto di trattamento francese di La Hague. La Francia smentisce, ma il presidente della Commissione di controllo si dimette.
  • 1997, settembre. Urali (Russia). Sugli Urali si scontrano un trattore e un camion che trasporta isotopi radioattivi. Da due container fuoriesce liquido pericoloso contenente iridio 192 e cobalto 60. Nell’area la radioattività sviluppata è 25 volte superiore al limite consentito.
  • 1998, 1 maggio. Catena delle Alpi. Le autorità di controllo francesi scoprono elevati livelli di contaminazione da cesio 137 sulle Alpi, causati dal passaggio di rottami ferrosi provenienti dall’Europa dell’Est.
  • 1999, 8 Gennaio, Francia. Centrale di Cruas Meysse, 65 persone evacuate dopo che si sono accese le luci d’allarme radioattivo.
  • 1999, 11 Marzo, Francia. Centrale del Tricastin, un contaminato.
  • 1999, 16 Giugno, Russia. Centrale di Seversk, 2 contaminati per fuga radioattiva.
  • 1999, 23 Giugno, Ucraina. Centrale di Rivno, principio incendio.1999, 4 Luglio, Ucraina. Centrale di Zaporozhie (Ucraina), bloccato un reattore per precauzione.
  • 1999, 12 Luglio, Giappone. Centrale Tsuruga, bloccato reattore per una perdita acqua.
  • 1999, 17 Luglio, Ucraina. Centrale di Cernobyl, 3 operai contaminati.
  • 1999, 30 settembre. Tokaimura, Giappone. Un incidente in una fabbrica di combustibile nucleare attivò la reazione a catena incontrollata. Tre persone morirono all'istante mentre altre 450 furono esposte alle radiazioni (119 in modo grave).
    La mattina di giovedì le autorità rivelano che, a causa di una fuoriuscita d’uranio, si è innescata una fissione incontrollata nel nocciolo del reattore.
    · Alle 10:30 scatta l’allarme, alcuni operai sono stati contaminati in modo molto grave.
    · Alle 12:41 la polizia crea un “cordone” intorno alla centrale, si capisce che l’incidente sta diventando più grave del previsto.
    · Alle 15:18 alcune famiglie residenti nei pressi della centrale vengono evacuate.
    · Alle 21:00 si tiene una riunione di emergenza e il governo comprende a questo punto la gravità dell’incidente; oltre 300000 persone invitate a stare in casa.
    · Alle 24:00 la radioattività attorno e dentro all’impianto raggiunge livelli tra le 10 e le 20 mila volte superiore alla norma.
    · Alle 2:30 del giorno seguente 18 tecnici operi nell’impianto accettano una missione da veri “kamikaze”, devono entrare nell’impianto per fermare la reazione a catena, ben consapevoli che, terminata la missione, non sarebbero più stati gli stessi.
    · Alle 6:00 le autorità affermano che la radioattività è scesa a zero.
    Dopo si accerterà che è stato un errore umano, i tecnici stavano infatti trasportando, all’interno dell’edificio dove si tratta l’uranio usato come combustibile nella vicina centrale nucleare, due barili di miscela di uranio- acido nitrico(che venivano miscelati a mano, con un rudimentale imbuto, di 30 kg ognuno: questi sono involontariamente caduti terra e, essendosi miscelati, hanno innescato la reazione. I tecnici che hanno fermato la reazione sono all’ospedale in gravissime condizioni.
  • 1999, 2 Ottobre, Ucraina. Centrale di Khmelitskaya, blocco del reattore per malfunzionamento.
  • 1999, 4 Ottobre, Corea del sud. Centrale di Wolsong, una fuoriuscita di acqua pesante durante lavori di manutenzione causa l’esposizione alle radiazioni di 22 operai impiegati presso l’impianto.
  • 1999, 5 Ottobre, Finlandia. Centrale Loviisa, perdita di idrogeno. Secondo i tecnici della centrale c’è stato un pericolo di incendio e perdite.
  • 1999, 8 Ottobre, Giappone. Deposito di scorie a Rokkasho, fuoriuscita radiazioni. Le radiazioni provengono da due fusti arrivati dalla centrale nucleare di Ekushima.
  • 1999, 20 Ottobre, Francia. Superphenix, un incidente arresta lo scarico di materiale radioattivo.
  • 1999, 27 ottobre, USA. "I bambini statunitensi residenti vicino le centrali nucleari di New York, New Jersey e Florida hanno nei denti un "radioisotopo" (lo stronzio 90) che li espone ad un rischio tumore molto alto". Così Ernest Sternglass, professore di radiologia all'università di Pittsburgh ha esordito nell'ultima conferenza stampa del progetto no-profit di "radioprotezione e salute pubblica". Lo sconcertante risultato è stato ottenuto dai ricercatori statunitensi che hanno analizzato 515 bambini residenti negli Stati di New York, New Jersey e Florida. I livelli di radioattività rilevata nei campioni, raccolti dal 1979 al 1992, erano molto vicini a quelli osservati a metà degli anni '50 quando Stati Uniti e Unione Sovietica, in piena guerra fredda, si dilettavano negli esperimenti con le armi invisibili. Secondo i responsabili del progetto i livelli di radioattività dovevano invece essere scesi intorno allo zero. "Se gli esperimenti nucleari sia di superficie, sia sotterranei sono effettivamente terminati, i primi sospetti cadono sui reattori nucleari e sui relativi incidenti", ha detto Sternglass, che ha aggiunto: "II mondo è troppo piccolo per gli incidenti nucleari". I responsabili del progetto attribuiscono parte di questa radioattività al disastro avvenuto nel 1979 a Three Mile Island e a quello di Chernobyl nel 1986. Ci sono documenti federali che testimoniano la fuga nucleare dal reattore di Suffolk (New York) nei primi anni '80.
  • 1999, 18 Novembre, Scozia. Centrale di Torness, un aereo tornado precipita a meno di 800 metri dall’impianto.
  • 1999, 13 Dicembre, Russia. Centrale Zaporozhe, fermato reattore.
  • 2000, 5 Gennaio, Francia. Centrale di Blayais, una tempesta costringe a fermare 2 reattori per allagamento.
  • 2000, 27 gennaio. Giappone. Un incidente a una installazione per il riprocessamento dell’uranio in Giappone provoca livelli di radiazione 15 volte superiori alla norma in un raggio di circa 1,2 miglia. Funzionari locali segnalano che almeno 21 persone sono state esposte alle radiazioni.
  • 2000, 15 Febbraio, USA. Reattore Indian Point 2, fuga vapore radioattivo.
  • 2000, 16 giugno. Germania. Gradualmente, ma senza esitazioni, la Germania metterà al bando l'energia nucleare. Una dopo l'altra, nell'arco di 32 anni, le 19 centrali nucleari tuttora attive sul suolo tedesco saranno chiuse. Sui tempi dello smantellamento si è raggiunto un compromesso: il governo chiedeva 30 anni, gli industriali 35, se ne impiegheranno 32 per ogni stabilimento. Il primo che chiuderà sarà il più vecchio: la centrale di Obrigheim, aperta nel 1968, si spegnerà nel 2001. L'ultima, invece, nel 2021, sarà quella di Neckarwestheim-II, nel Baden-Wuerttemberg, che produce 1.269 Megawatt. Inoltre entro il luglio 2005 sarà proibito il trattamento delle scorie nucleari. Al momento le centrali nucleari tedesche producono il 33,5 per cento del fabbisogno energetico nazionale.
  • 2001 Germania. Esplosione di una parte dell'impianto di Brunsbuettel.
  • 2003, aprile. Paks (Ungheria). L’unità numero 2 del sito nucleare di Paks (costituito da quattro reattori è l’unico in Ungheria a 115 chilometri da Budapest) subisce il surriscaldamento e la distruzione di trenta barre di combustibile altamente radioattive. Solo un complesso intervento di raffreddamento scongiura il pericolo di un’esplosione nucleare, limitata ma incontrollata con gravi conseguenze per l’area intorno a Paks.
  • 2003, 17 ottobre. Arcipelago de La Maddalena (Italia). Sfiorato incidente nucleare: il sottomarino americano Hartford s’incaglia nella Secca dei Monaci a poche miglia dalla base di La Maddalena dove solo l’abilità del comandante riesce a portare in porto il mezzo avariato. Il licenziamento di alcuni militari induce a pensare che il rischio corso non sia stato risibile.
  • 2004, 9 agosto, Giappone. Nel reattore numero 3 nell’impianto di Mihama, 350 chilometri a ovest di Tokyo, una fuoriuscita di vapore ad alta pressione, con una temperatura superiore ai 200 gradi, è costata la vita a quattro operai. Altri sette operai sono in condizioni molto gravi. Si è trattato del più tragico incidente nella storia dello sfruttamento dell'energia nucleare a fini civili in Giappone. L’azienda Kansai Electric Power, che gestisce la centrale, si è affrettata a comunicare che non c’è stata contaminazione radioattiva.
  • 2004, 9 agosto, Giappone. altra centrale non precisata. A quanto ha riferito l'agenzia Kyodo, le fiamme sono divampate nel settore dove vengono smaltite le scorie, adiacente al reattore numero 2, in un impianto situato nella prefettura di Shimane. Anche in questo caso non c’è stata alcuna fuga radioattiva.
  • 2004, 9 agosto, Giappone. Incidente nella centrale nucleare della Tokyo Electric Power Company (Tepco), la più grande impresa produttrice di energia in Giappone. La società ha comunicato che il generatore dell’impianto di Fukushima-Daini è stato fermato per una perdita di acqua.
  • 2005, aprile, Gran Bretagna. Sellafield. Viene denunciata la fuoriuscita di oltre 83mila litri di liquido radioattivo in 10 mesi a causa di una crepatura nelle condotte e di una serie di errori tecnici.
  • 2006, maggio. Laboratori Enea della Casaccia (Italia). Fuoriuscita di plutonio, ammessa solo quattro mesi dopo, che ha contaminato sei persone addette allo smantellamento degli impianti.
  • 2006, maggio. Mihama (Giappone). Ennesimo incidente con fuga di 400 litri di acqua radioattiva nella ex centrale nucleare di Mihama.
  • 2006, 26 luglio. Oskarshamn (Svezia). Corto circuito nell’impianto elettrico della centrale a 250 chilometri a sud di Stoccolma per cui due dei quattro generatori di riserva non sono stati in grado di accendersi. Vengono testate tutte le centrali nucleari del Paese e quella di Forsmark viene spenta.
  • 2006, 7 ottobre. Kozlodui (Bulgaria). Viene intercettato un livello di radioattività venti volte superiore ai limiti consentiti e le verifiche portano a scoprire una falla in una tubazione ad alta pressione. La centrale, che sorge nei pressi del Danubio, scampa a una gravissima avaria. Secondo la stampa locale la direzione cerca di nascondere l’accaduto e di minimizzarlo nel rapporto all’Agenzia nazionale dell’Energia Atomica.
  • 2007, 28 giugno. Kruemmel (Germania). Scoppia un incendio nella centrale nucleare di Krummel, nel nord della Germania vicino ad Amburgo. Le fiamme raggiungono la struttura che ospita il reattore e si rende necessario fermare l’attività dell’impianto. In pochi mesi si verificano avarie anche nelle centrali di Forsmark, Ringhals e Brunsbuttel.
    Secondo il rapporto 2006 del ministero federale dell’Ambiente, l’impianto di Kruemmel è il più soggetto a piccoli incidenti tra le 17 centrali. Stando ai piani di uscita dal nucleare, fissati in una legge del 2002, il reattore dovrebbe essere spento al più tardi nel 2015.
  • 2007, 16 luglio. Kashiwazaki (Giappone). La centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo che fornisce elettricità a 20 milioni di abitanti, viene chiusa in seguito ai danneggiamenti provocati dal terremoto. L’Agenzia di controllo delle attività nucleari giapponesi ammette una serie di fughe radioattive dall’impianto, ma precisa che si tratta di iodio fuoriuscito dal una valvola di scarico. Il direttore generale dell’AIEA, Mohammed El Baradei, dice che il sisma: “è stato più forte di quello per cui la centrale era stata progettata”. Il terremoto provoca un grosso incendio in un trasformatore elettrico, la fuoriuscita di 1.200 litri di acqua radioattiva che si riversano nel Mar del Giappone e una cinquantina di altri incidenti. Si teme che la faglia sismica attiva passi proprio sotto la centrale.
La lista termina qui, ma non gli incidenti. Ecco ad esempio un incidente avvenuto in Francia nel 2008.

Forse sarebbe il caso di smettere di parlare di "centrali sicure" (nessuna assicurazione gli farebbe una polizza), di smettere di giocare col fuoco e di iniziare a progettare un piano energetico moderno, sicuro e sostenibile. Negli anni 60 molte cose non si sapevano, oggi non ci sono scuse.