giovedì 4 dicembre 2008

Sky: è stato così bravo con le cose sue..

Inizio il post proprio con questa frase perché è quella che molti "testimonial" ancora oggi ripetono (nonostante tutto, verrebbe da dire) per certificare, a modo loro, l'abilità del Berlusconi "statista".
Naturalmente si tratta di una fesseria, il fatto che uno sia abile con le cose sue non significa che utilizzi questa abilità per fare gli interessi degli altri, mentre il fatto che abbia le mani praticamente ovunque garantisce una serie infinita di conflitti di interessi.

Ora: uno così abile (con le cose sue) come di comporta di fronte ad un conflitto di interessi? Semplice: dimostra ancora una volta la sua abilità (con le cose sue), anche se a discapito degli altri. Ovvio eppure in molti non lo hanno ancora capito, anche grazie ai suddetti testimonial.

Naturalmente è vero quello che dicono i Berluscones: non si può sempre accusare Berlusconi di conflitto di interessi perché con tutto il suo impero è logico che, da una parte o dall'altra, guadagni qualsiasi cosa faccia, ma è proprio per questo che, secondo la legge, uno così non sarebbe eleggibile; si troverebbe costantemente a dover scegliere tra i suoi interessi di imprenditore e quelli dello Stato. E infatti..

Non volevo parlare del "caso Sky" perchè, tutto sommato, ci sono problemi ben peggiori, ma mi rendo conto che è un ottimo esempio per mostrare in pratica il discorso appena fatto, ovvero: come si comporta Berlusconi di fronte ad un conflitto di interessi.

Scopro dall'Espresso che la famigerata IVA agevolata per le TV a pagamento è frutto dell'ennesimo favore che i governi hanno fatto a Berlusconi, prima che iniziasse a poterseli fare da solo. Allora gli faceva comodo per Telepiù e ha dimostrato di essere bravissimo con le cose sue facendosi fare una leggina su misura nel 1991, durante il governo Andreotti. Tra l'altro, si ipotizzò al tempo, dietro un tentativo di corruzione.. conoscendo il soggetto la cosa non sorprende.

Dal 1991 al 1995 Telepiù (e quindi Berlusconi) ha beneficiato di un'aliquota non del 20% ne del 10%, ma del 4%. Quando poi nel 1995 il governo Dini alzò l'aliquota al 10% la società di Berlusconi lamentò una campagna volta a mettere in difficoltà le pay-TV; si disse che l'aumento contravveniva le direttive europee e rappresentava una discriminazione rispetto alla televisione pubblica (come se fossero sullo stesso piano). Insomma: a quei tempi Berlusconi faceva i suoi interessi dimostrando l'abilità e l'intraprendenza (con le cose sue) che tutti gli riconoscono.

Questa stessa abilità è quella che i filosofi della teoria descritta nel titolo si aspettavano di ritrovare nel Berlusconi "statista". Eppure quando non ci sono più i suoi interessi di mezzo niente leggi su misura, niente decreti che aggirano le direttive europee, niente crociate nel parlamento europeo ne demonizzazioni a mezzo stampa ne piagnistei dei suoi tirapiedi nei vari Porta a Porta. Insomma: nessuna traccia dell'abilità e dell'intraprendenza che è solito mostrare quando è coinvolto direttamente. Ora che non ha più le mani sulle TV a pagamento Berlusconi non è che un povero capo di governo impotente di fronte ad una direttiva europea che, casualmente, favorisce anche il maggiore concorrente di Sky, cioè lui medesimo. A questo punto è più che lecito chiedersi: "ma se ci fosse ancora Telepiù Berlusconi avrebbe reagito allo stesso modo?". Questo è in sintesi il concetto di "conflitto di interessi": una lista infinita di domande come questa, tutte senza risposta.

Eppure sappiamo che in situazioni analoghe, come quella che riguarda Europa7, Berlusconi si è comportato in ben'altro modo: ha lottato con grinta, ha assoldato il parlamento per fare ogni genere di legge su misura, è riuscito a mantenere Rete4 abusiva dal 2001 contro ogni corte che si sia espressa in materia. L'unione Europea ha già inflitto al nostro paese una multa (che tanto pagheremo noi) eppure il nostro premier non si sogna di cedere.. quando ci sono di mezzo i suoi interessi non è più un povero, impotente capo di governo. Ecco che appare tutta la sua abilità nel mischiare le carte per volgere le cose a suo favore. Suo però, non nostro..

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