giovedì 17 gennaio 2008

Da quando la contestazione è censura?

E' noto come certe persone facciano della manipolazione un'arte, ma quì siamo al totale capovolgimento.. un po' come quando De Magistris indagava su Mastella, Mastella cercò di bloccarlo (e nessuno sottolineò il palese conflitto di interessi) e come conseguenza De Magistris venne effettivamente allontanato dalle sue indagini perchè siccome Mastella aveva cercato di bloccarlo allora De Magistris ce l'aveva con Mastella e quindi era lui ad essere in conflitto di interessi.. Se non fosse chè è successo davvero ci sarebbe da piegarsi dal ridere..

Ma veniamo al punto..

1) Il Papa viene invitato dal rettore all'apertura dell'anno accademico dell'università "La Sapienza" di Roma.

2) Un gruppo di studenti e di insegnanti esprime legittimamente il suo dissenso. Notare che il punto non è se le loro ragioni fossero condivisibili o no. Il punto è che avevano il sacrosanto diritto di esprimerle (visto che le esprimevano pacificamente), qualunque esse fossero. Precisato questo si può aggiungere che, oltretutto, non avevano neppure tutti i torti visto che all'apertura dell'anno accademico in genere si definiscono i punti su cui concentrare il lavoro di ricerca di tutto l'anno e il fatto che un'università si faccia dare "l'imprinting" dal papa che, ricordiamo, ha ricondannato Galileo ed è apertamente contro Darwin è quantomeno fuori luogo.

3) Il papa sceglie di non andare. Magari si è reso conto di quanto fosse fuori luogo, magari non gli piaceva andare in un posto dove non fossero tutti papa-boys acclamanti.. Qualunque sia il motivo è un suo problema ed una sua responsabilità.

4) Parte il linciaggio mediatico. Ora quei contestatori hanno addirittura censurato il papa (poverino, non ha proprio spazi per farsi sentire). Giornalisti di vario genere, ma tutti di bassa lega, si sperticano in sproloqui sulla libertà del papa di parlare (quando nessuno glielo ha impedito), sulla censura, sul fatto che l'università l'ha fondata un papa (come se per questo tutti i papi dovessero avere riconoscenza eterna), ecc..

Morale della favola:

Il papa si è sottratto al confronto con delle persone che stavano legittimanente manifestando il loro dissenso per la sua venuta, ma per i media (e quindi per l'opinione pubblica) sono quelle persone ad essersi sottratte al confronto.. Sono state calunniate a tal punto da essere loro le vere vittime.

Infatti a questo punto la domanda non è: "il papa può parlare?" (è ovvio che può e con le sue gaffe ha dimostrato di saper abusare abbondantemente di questa facoltà), ma dovrebbe essere: "è possibile in questo paese contestare il papa senza essere accusati di lesa maestà?"

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