mercoledì 17 dicembre 2008

Meno male che Silvio c'è..



Ascoltando questo penoso video ho pensato di modificare i testi per renderli più coerenti con la realtà. Il risultato è questo:


C’è un grande sogno
Che vive in noi
Ripristinare
La legalità
Presidente solo perché
Dici balle su Mediaset

Siamo la gente
Che non ti crede
Che cambia canale
Se c’è Emilio Fede
Presidente è grazie a te
Se non va sul satellite

Siamo la gente
Che mai non si arrende
Che continua a dire
Che sei un delinquente
Presidente lo sai che c’è
Licio Gelli che crede in te

Viva l’Italia
Ma è proprio per questo
Che chi governa
Dev’essere onesto
Presidente chi è come te
Dovrebb'essere in carcere

Presidente solo perché
Cosa Nostra appoggiava te

Menti così
Dai tuoi canali
Che hai solamente
Per una tangente
Presidente è uno schifo che
Mondadori appartenga a te

Presidente solo perché
Chi ci informa è tuo complice

Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di credere meno
Alle balle di un nano
Presidente tu ignori che
Chi capisce in Italia c’è

Viva l’Italia
L’Italia di Biagi
Quella di Saviano
Non certo la tua
Presidente ricorda che
Il tuo Mangano eroe non è

Viva l’Italia
Quella di chi è retto
Non di chi è ministro
Per un servizietto
Presidente lo ha fatto a te
Perché lo fai pagare a me

Presidente questo è per te
Devi andare dal giudice

giovedì 4 dicembre 2008

Sky: è stato così bravo con le cose sue..

Inizio il post proprio con questa frase perché è quella che molti "testimonial" ancora oggi ripetono (nonostante tutto, verrebbe da dire) per certificare, a modo loro, l'abilità del Berlusconi "statista".
Naturalmente si tratta di una fesseria, il fatto che uno sia abile con le cose sue non significa che utilizzi questa abilità per fare gli interessi degli altri, mentre il fatto che abbia le mani praticamente ovunque garantisce una serie infinita di conflitti di interessi.

Ora: uno così abile (con le cose sue) come di comporta di fronte ad un conflitto di interessi? Semplice: dimostra ancora una volta la sua abilità (con le cose sue), anche se a discapito degli altri. Ovvio eppure in molti non lo hanno ancora capito, anche grazie ai suddetti testimonial.

Naturalmente è vero quello che dicono i Berluscones: non si può sempre accusare Berlusconi di conflitto di interessi perché con tutto il suo impero è logico che, da una parte o dall'altra, guadagni qualsiasi cosa faccia, ma è proprio per questo che, secondo la legge, uno così non sarebbe eleggibile; si troverebbe costantemente a dover scegliere tra i suoi interessi di imprenditore e quelli dello Stato. E infatti..

Non volevo parlare del "caso Sky" perchè, tutto sommato, ci sono problemi ben peggiori, ma mi rendo conto che è un ottimo esempio per mostrare in pratica il discorso appena fatto, ovvero: come si comporta Berlusconi di fronte ad un conflitto di interessi.

Scopro dall'Espresso che la famigerata IVA agevolata per le TV a pagamento è frutto dell'ennesimo favore che i governi hanno fatto a Berlusconi, prima che iniziasse a poterseli fare da solo. Allora gli faceva comodo per Telepiù e ha dimostrato di essere bravissimo con le cose sue facendosi fare una leggina su misura nel 1991, durante il governo Andreotti. Tra l'altro, si ipotizzò al tempo, dietro un tentativo di corruzione.. conoscendo il soggetto la cosa non sorprende.

Dal 1991 al 1995 Telepiù (e quindi Berlusconi) ha beneficiato di un'aliquota non del 20% ne del 10%, ma del 4%. Quando poi nel 1995 il governo Dini alzò l'aliquota al 10% la società di Berlusconi lamentò una campagna volta a mettere in difficoltà le pay-TV; si disse che l'aumento contravveniva le direttive europee e rappresentava una discriminazione rispetto alla televisione pubblica (come se fossero sullo stesso piano). Insomma: a quei tempi Berlusconi faceva i suoi interessi dimostrando l'abilità e l'intraprendenza (con le cose sue) che tutti gli riconoscono.

Questa stessa abilità è quella che i filosofi della teoria descritta nel titolo si aspettavano di ritrovare nel Berlusconi "statista". Eppure quando non ci sono più i suoi interessi di mezzo niente leggi su misura, niente decreti che aggirano le direttive europee, niente crociate nel parlamento europeo ne demonizzazioni a mezzo stampa ne piagnistei dei suoi tirapiedi nei vari Porta a Porta. Insomma: nessuna traccia dell'abilità e dell'intraprendenza che è solito mostrare quando è coinvolto direttamente. Ora che non ha più le mani sulle TV a pagamento Berlusconi non è che un povero capo di governo impotente di fronte ad una direttiva europea che, casualmente, favorisce anche il maggiore concorrente di Sky, cioè lui medesimo. A questo punto è più che lecito chiedersi: "ma se ci fosse ancora Telepiù Berlusconi avrebbe reagito allo stesso modo?". Questo è in sintesi il concetto di "conflitto di interessi": una lista infinita di domande come questa, tutte senza risposta.

Eppure sappiamo che in situazioni analoghe, come quella che riguarda Europa7, Berlusconi si è comportato in ben'altro modo: ha lottato con grinta, ha assoldato il parlamento per fare ogni genere di legge su misura, è riuscito a mantenere Rete4 abusiva dal 2001 contro ogni corte che si sia espressa in materia. L'unione Europea ha già inflitto al nostro paese una multa (che tanto pagheremo noi) eppure il nostro premier non si sogna di cedere.. quando ci sono di mezzo i suoi interessi non è più un povero, impotente capo di governo. Ecco che appare tutta la sua abilità nel mischiare le carte per volgere le cose a suo favore. Suo però, non nostro..

domenica 30 novembre 2008

Barbareschi: c'era proprio bisogno di un altro berlusclone?

Oggi voglio parlare di Luca Barbareschi:
lo avevo lasciato come attore/comico/presentatore di discreto successo (mi piaceva "il grande bluff") ed era da un po' che non ne sentivo parlare, ma ecco che qualche giorno fa accade l'inaspettato: me lo trovo ad Annozero sotto forma di esponente del PdL (che non è una bestemmia con in più l'aggettivo "ladro", ma "Popolo delle Libertà") a parlare di baronie nelle università. La sensazione è stata simile a quella che provai quando qualcuno mi disse che Bud Spencer era di Forza Italia, penso fosse la stessa che provò Gandalf nello scoprire che Saruman era passato al nemico o che provarono i radicali quando Capezzone.. beh no.. a quello non ci ha mai creduto nessuno.

Comunque naturalmente ho iniziato a cercare informazioni per capire come mai uno che non è certo uno sprovveduto avesse potuto, in buona fede, entrare in politica da quella parte: ed è proprio durante questa ricerca che ho purtroppo trovato le dichiarazioni, degne del più fedele berluscones, che allego di seguito:



Quest'uomo ha calunniato spudoratamente un uomo morto (Enzo Biagi che non può replicare) ricalcando la posizione falsa, smentita dai fatti, di Berlusconi secondo cui Biagi andò via da solo per avidità, perché chiedeva troppi soldi. Questa posizione, per fortuna della verità, fu espressa anche quando il giornalista era in vita (da Agostino Saccà, allora direttore generale RAI) dando così al grande giornalista la possibilità di replicare. E Biagi replicò con una lettera resa pubblica che rappresenta ancora oggi un esempio di eleganza e di dignità:

Caro direttore, ti ringrazio della lettera e dei pensieri affettuosi che contraccambio, ma devo rinnovarti il senso del mio disagio.
Da 41 anni faccio il giornalista in Rai: ho cominciato come direttore del Tg e ho continuato con programmi annuali; l’ultimo - il Fatto - è stato trasmesso per 8 stagioni di seguito.
Confermo che mi sento legato profondamente alla Rai, anche per motivi di gratitudine, ma sempre nel rispetto della mi dignità professionale ed umana. L’ultima edizione del fatto, dati incontrovertibili, su 168 puntate per 111 sere è stato il programma più visto delle tre reti.
Riconosco al direttore di Rai1 il diritto di cambiare palinsesto con l’intenzione di battere Striscia la Notizia, ma in quell’incontro – che ormai è diventato famoso- mi fu prospettato il proposito aziendale di una trasmissione unica e omogenea che avrebbe riempito lo spazio tra Tg1 e prima serata.
Mi risulta invece che ieri sera sono andati in onda ben 4 spezzoni diversi.
Ho letto che Rai3 è disponibile a programmare "Il fatto", ma si opporrebbero problemi economici.
Glieli risolvo subito: io sono pronto a rinunciare alle clausole finanziarie del mio contratto, che non risulta certo tra i più onerosi (anche nel mio settore) e desidero che diate anche a me il compenso che tocca all’ultimo giornalista assunto (senza raccomandazioni), da spedire però ogni mese a don Giacomo Stagni, parroco di Vidiciatico (Bo), che in un istituto ricovera i vecchi delle mie parti che non hanno nessuno.
Sono a disposizione se il mio lavoro può ancora servire. Auguri e molti cordiali saluti da Enzo Biagi

Nonostante questo e nonostante l'apparente apertura dei dirigenti RAI, non sarà contattato per un bel pezzo, a dimostrazione che il problema era politico e non certo economico.

Non pago di averlo calunniato, Barbareschi ha continuato criticando il modo che aveva Biagi di scrivere: "articoli di una noia mortale e di una pochezza veramente imbarazzante". In pratica a sentir lui non si capisce come mai gli ascolti del "Fatto" non furono neanche sfiorati dai vari "Max e Tux" messi li dai censori a tamponare il vuoto che avevano creato..

Insomma: per chi ha seguito quella vicenda sembra di risentire gli stessi slogan che ripetevano i dirigenti Rai e gli esponenti di Forza Italia (spesso sono la stessa cosa) in quel periodo. Argomenti smontati ormai sia dai fatti sia dalle sentenze che intanto hanno stabilito la non liceità di quelle epurazioni. Eppure dopo tanti anni fanno evidentemente parte del libro di storia (revisionista) da cui studiano le nuove leve del berlusconismo.

Argomenti come il sostenere che la satira non sia quello che è sempre stata, ma il semplice "sfottò bonario" (quello di Striscia per intenderci), più utile a rendere simpatici i politici che a prendere in giro il potere, sono fesserie volute da chi vuole ucciderla sostituendola con qualcosa di inoffensivo per il potere.

Per fortuna della verità c'è ancora qualcuno che la ricorda.

sabato 15 novembre 2008

Capezzone "casca" bene

Ieri sera chi ha visto la puntata di "Otto e mezzo" (ora che non c'è più Ferrara riesco a guardarlo anch'io) ha potuto assistere alla "spettacolare" performance di Daniele Capezzone contro (è la parola giusta) Marco Travaglio in un dibattito sull'anti-Berlusconismo.

In linea con la tradizione radicale anche Capezzone ha "finalmente" superato la fase della "metamorfosi": come il bruco che diventa farfalla, ma in senso inverso.. Infatti passare da un partito che, seppure talvolta in maniera sguaiata, si impegna per i diritti civili ad uno che.. beh a Forza Italia, non è certo mettere le ali, ma semmai cadere in basso.

Lui, che è "cascato" bene nel carro del vincitore, ha subito voluto dar prova al padrone di aver fatto un buon affare: "caschi male", diceva a Travaglio che semplicemente cercava di parlare, "perchè hai trovato uno che ti risponde". "Trovo uno che mi parla sopra semmai" è stata la risposta, ma è chiaro che Capezzone non capiva la differenza.

Purtroppo è così: i Berluscones non capiscono la differenza tra dare del delinquente a uno condannato e rispondere dando del "coglione" a chi lo ha detto. La prima non è un'offesa gratuita, la seconda si. Per loro è naturale dare del criminale ad uno (Di Pietro) che di fronte ad un'accusa si fa processare e viene assolto e del perseguitato a chi (Berlusconi) nella stessa situazione va in parlamento (invece che in tribunale) a farsi le leggi per intralciare la giustizia.

E' il solito discorso della "forma" e della "sostanza".. vedono i toni incisivi di Travaglio e cercano di emularli, ma solo nella forma e malamente, con i risultati che chiunque può vedere:



Si è trattato di uno spettacolo penoso e mi dispiace che i conduttori, tra cui Lilli Gruber che stimo, non abbiano saputo gestire la strabordanza dell'ex radicale, giunto in trasmissione con la chiara intenzione di fare caciara, arrivando anche all'insulto.

Anche Travaglio secondo me ha fatto degli errori: sarebbe dovuto restare fermo sui suoi argomenti come altre volte l'ho visto fare in situazioni simili, quello era il suo terreno e li era chiaramente in vantaggio. Magari avrebbe parlato meno, ma sarebbe stata netta la superiorità intellettuale. Invece troppe volte si è fatto trascinare nella baruffa, terreno di chi argomenti non ne ha, facendo il gioco di Capezzone che ha così potuto coprire la debolezza delle sue tesi, almeno agli occhi del telespettatore occasionale. Missione compiuta per lui. Un consiglio per Marco: "Meglio non parlare con un imbecille. Qualcuno potrebbe non notare la differenza".

lunedì 3 novembre 2008

Il posto della cultura

L'ultima finanziaria Tremonti in primis e la riforma Gelmini sulla scuola in secundis hanno "finalmente" mostrato il ruolo che la cultura deve avere in questo paese secondo questo governo: molto marginale.

I paesi civili ci insegnano che nei momenti di crisi si deve investire maggiormente sulla cultura in modo da favorire la nascita di nuove idee (in campo scientifico, ma anche filosofico e di pensiero) capaci di rilanciare l'economia e la società. In questi paesi si è capita l'importanza di mettere tutti in possesso di strumenti culturali utili per capire la realtà e trovare risposte ai problemi che via via si presentano; si è capita inoltre l'importanza della cultura come vaccino contro la paura e quindi l'intolleranza, il razzismo, la Lega, Borgezio, il populismo, Berlusconi, ecc..

In Italia si è ancora lontani dal capire e infatti abbiamo i politici che abbiamo, ma abbiamo anche il popolo che abbiamo (che vota quei politici). Questo perché l'effetto "collaterale" di avere un paese colto è che poi si accorge di essere intellettualmente superiore ai suoi rappresentanti e inizia a votare persone diverse: magari incensurate perché capisce che non si può mandare al potere un delinquente e poi lamentarsi se mancano i soldi, magari di cultura perché capisce che non si può mandare al potere un somaro e poi lamentarsi se non fa niente per la scuola, magari con senso dello stato, rettitudine morale e senso del dovere perché non si può votare un piazzista e poi lamentarsi se non fa quello che aveva promesso. Insomma questi omini che oggi hanno il potere sarebbero finalmente rimessi al loro posto nella società senza troppi complimenti.

Un altro effetto della lotta all'ignoranza sarebbe la fine di tante paure: la xenofobia, l'omofobia che non potrebbero più essere strumentalizzate per motivi politici, anche la religione perderebbe molto seguito. Insomma: un paese di persone coscienti inizierebbe a pretendere una vera democrazia e non c'è quindi da stupirsi se la nostra classe politica è ben propensa a favorire la regressione culturale attualmente in atto.

Segno di questo atteggiamento è la crescente insofferenza dei nostri rappresentanti nei confronti dell'istruzione (ovviamente parlo di quella pubblica) e della ricerca. Il messaggio che mandano è che non sono importanti, che sono un lusso, che sono la prima cosa da tagliare in momenti di crisi, che gli italiani devono pensare a bere, a mangiare e a fare figli, devono guardare le cretinate in televisione e pensare che tutto va bene.. questo è quello che pensano quando dicono che "il paese ha bisogno di ottimismo". Poi quello che succede nella realtà, fuori dalla loro finestra, non li deve riguardare. Certo.. una massa di caproni si controlla più facilmente con la carota e con il bastone.

L'unica istruzione cui questi signori sembrano pensare è quella privata. Ci riempiono la testa di balle a reti unificate dicendoci che con la loro "ricetta" tutti se la potranno permettere quando è ovvio che resterà sempre una cosa per ricchi e che gli altri (al loro risveglio dalle suddette balle) si ritroveranno un'istruzione pubblica sempre più impoverita e incapace di svolgere la sua funzione.

Allo stesso modo l'unica ricerca di cui si preoccupano è quella finanziata dalle imprese. Una ricerca che sarà ovviamente vincolata ai profitti degli investitori e quindi non prenderà in considerazione la ricerca di base, quella che più di tutte origina benefici "democratici" cioè per tutti. Questo tipo di ricerca non ha un obiettivo prefisso nel breve periodo: si studia una particella, un gene o una proprietà fisica per sapere come funzionano e non si possono prevedere e le opportunità che i risultati porteranno negli anni successivi; eppure tante cose che abbiamo oggi non sarebbero state possibili senza i risultati di ricerche simili fatte nei decenni scorsi. Si può ben immaginare che chi finanzia i ricercatori preferirà che lavorino in campi più "sicuri", con esiti prevedibili in tempi stimabili, abbandonando tutto ciò che prima si faceva solo in nome della scienza.

A coprire tutto questo abbiamo gli specchietti per le allodole del voto in condotta, del grembiule e del maestro unico. Così mentre a "Porta a Porta" si discute se il grembiule è meglio o peggio la cultura e la ricerca vengono trucidate nel silenzio generale.

Chi ha cultura non si fa prendere per fame come questi signori sono abituati a fare con chi non ha alternativa. Credevano di poter trattare il personale di Alitalia come gli operai della Fiat. Non hanno ancora imparato la lezione e ci riprovano con le università. I ricercatori però non hanno bisogno di lavorare in Italia a qualunque costo.. piuttosto vanno all'estero a favorire altri paesi che a differenza di noi capiscono il loro valore. Poi ovviamente ci faranno concorrenza grazie ai nostri ragazzi. Però non fa niente, noi siamo campioni del mondo..

martedì 30 settembre 2008

Lodo Alfano nuovo atto

Com'era naturale supporre, al momento della sua prima applicazione ovvero durante il processo Berlusconi-Mills (anche questo era naturale supporlo), è stato chiesto il parere della Consulta sui forti dubbi di incostituzionalità del neonato lodo Alfano, il nuovo gioiello della giurisprudenza che tutto il mondo ci invidia, partorito dagli avvocati del nostro sempre innocente premier.

Se infatti è vero che è stato modificato (bontà loro) rispetto alla precedente versione Schifani (non è un insulto, si chiamava proprio così) rimangono diversi punti sui quali i nostri eroi hanno fatto orecchie da mercante salvo poi pretendere questa volta la "promozione" della Consulta per l'impegno, piuttosto che per i risultati. Come un bambino delle medie un po' somaro che alla fine si lascia passare comunque con la sufficienza.

Mentre in televisione ci fanno sentire solo le ragioni di lorsignori, in un paese serio si cercherebbe di sentire anche l'altra campana.. anzi, le si darebbe più spazio perchè non di parte come invece sono gli avvocati dell'imputato nonchè autori di fatto della legge. Ma quì siamo in Italia e chi ha mai detto che i telegiornali servono per informare quando sono degli eccellenti strumenti di condizionamento?

Intanto, proprio per dimostrare che questa volta il lodo rispetta la Costituzione, Berlusconi ha già minacciato la Consulta dicendo che se non lo faranno passare (come se fosse a loro discrezione) si farà una profonda riflessione su tutto il sistema giudiziario.. come dire: "o tradite la Costituzione che dovreste garantire o vi rovino la vita". Una minaccia che ci riporta a periodi della nostra storia che avremmo voluto dimenticare. Confidiamo nella schiena dritta della nostra Corte Costituzionale.

giovedì 11 settembre 2008

Scrivete: criticare il papa = attentato alla religione

Da www.lastampa.it

Sembra che Sabina Guzzanti sarà indagata per le presunte "offese" al papa pronunciate l'8 Agosto in piazza Navona durante il No Cav Day.

Su queste manifestazioni la "politica" ufficiale, di destra come di sinistra, si è già pronunciata con ogni genere di condanna. Temono la deriva anti-politica senza capire che la vera anti-politica sono loro; quella di piazza Navona è vera politica, ma loro non sanno più riconoscerla neanche quando ce l'hanno davanti. Anche Di Pietro, unico finora ad averlo capito, è stato pesantemente attaccato persino dai suoi stessi (ormai ex) alleati del PD. Siamo alla frutta, ma questo lo sapevamo già.

Quello che c'è di nuovo è che apriamo procedimenti giudiziari nei confronti di chi esprime la sua opinione tra l'altro sul capo di uno stato straniero. Come ai bei vecchi tempi del medio evo, quando c'era la condanna per eresia.

Ma cosa può aver detto Sabina Guzzanti di tanto grave per meritare un simile provvedimento? Già perchè mentre tutti ripetono fino alla nausea (nostra naturalmente) che ha offeso questo è quello nessun TG si azzarda a trasmettere il video dell'intervento e il motivo è semplice: così si capirebbe che è un'enorme bufala mediatica fatta con lo scopo di screditare la politica a vantaggio dell'anti-politica (quella della casta) . Quelli che non hanno sentito l'intervento della Guzzanti penseranno che ci sono state davvero delle offese e naturalmente perderanno interesse verso tutta la manifestazione.

Questa è esattamente la stessa cosa che è stata fatta nei confronti di RaiOt chiusa, tra l'altro, per delle inesistenti (ma più volte richiamate, ad es. da Giuliano Ferrara) offese alla "razza ebraica". E' così che si monta un caso, lo sappiamo, non facciamoci prendere in giro.

Ecco allora l'intervento di Sabina Guzzanti in modo che ognuno si possa fare la sua opinione.



Le prostitute e la Carfagna, o più brevemente..

E' di oggi la notizia che è passato il ddl sulla prostituzione promosso dal nostro ottimo ministro per le pari opportunità (di cosa è meglio non dirlo) Mara Carfagna che, come direbbe Travaglio, non è un'omonima di quella che conduceva "La domenica del villaggio" con Mengacci e "Piazza Grande" con Magalli, è proprio lei.

Prima di passare ai dettagli del ddl è doveroso soffermarsi sulla persona.. come si può vedere su wikipedia ha avuto una vita nella quale l'impegno politico è stato talmente predominante da giustificare pienamente il suo incarico di ministro, d'altra parte nel Polipo delle libertà mica candidano cani e porci, al massimo cani e porche..

Di fronte ad una così brillante carriera politica, coronata come giusta ricompensa dal prestigioso incarico, trova scarso rilievo il pettegolezzo delle solite malelingue sulla sua presunta liaison col premier Berlusconi.. Una donna di tale spessore politico è chiaramente al di sopra di ogni sospetto e, con l'incarico che ricopre, rappresenta un fulgido esempio per tutte le donne che vogliono affermarsi con "pari opportunità" (appunto) rispetto all'uomo.

Se queste malelingue invidiose avessero, dico per assurdo, ragione significherebbe che a tutelare tali donne ci sarebbe invece una che, se non fosse passata per la braghetta del primo ministro, sarebbe ancora a condurre trasmissioni per massaie in mezzo a salumi e caciotte.. insomma, una che avrebbe bisogno essa stessa di essere tutelata da questo punto di vista, avendo barattato la sua dignità di donna per una poltrona. Questo non è chiaramente possibile, il suo curriculum di brillante statista giustifica qualunque incarico senza dover per forza dover pensare malignità..

Eppure questi invidiosi che non accettano la reatà si ostinano a dire che ci sono delle intercettazioni, che si sente Berlusconi che parla con la Carfagna di un presunto rapporto orale, ricordano le dichiarazioni di Berlusconi che le disse pubblicamente: "Se non fossi già sposato la sposerei immediatamente", frase che causò la reazione indignata della moglie Veronica Lario che rispose con una lettera aperta. Insomma, le solite congetture comuniste architettate per infangare il meritato incarico di questa santa donna. Come dice Berlusconi le intercettazioni si possono spiegare in mille modi:


Certo se avesse, chessò, fatto la soubrette tutta la vita si potrebbero anche collegare le due cose e qualche dubbio verrebbe, ma per fortuna in questo caso il suo curriculum politico ci assicura che solo di merito si tratta, possiamo stare tranquilli! (...)

Ma veniamo al ddl: quello che accade è che dopo 50 anni si modifica la regolamentazione sulla prostituzione; nei luoghi pubblici diventerà reato e anche i clienti potranno essere perseguiti. Inizia insomma una dura repressione nei confronti di un "fenomeno vergognoso" (parole della santa donna) e in molti già si chiedono se quando il polverone moralista della "tolleranza zero", già visto mille volte, si sarà abbassato le cose torneranno come prima o saranno addirittura peggio..

Tutto questo zelo contro la prostituzione è nobile e riprova la capacità del nostro ministro. E pensare che certe malelingue direbbero che è solo per spazzare via la concorrenza..


martedì 19 agosto 2008

La giustizia secondo il Popolo della Libertà (Parte 2)

Controllo della magistratura
Rappresenta la seconda parte del piano per scardinare la giustizia a favore dei "soliti noti". Con la legge sulle intercettazioni si sono messi al riparo dalle indagini future (segno che non hanno certo intenzione di smettere), ma naturalmente resta il problema delle indagini già in corso, spesso basate su ben'altro che intercettazioni, come il processo Mills che vede imputato Berlusconi per corruzione di un testimone chiave in un processo (ecco perchè, prescrizione a parte, a volte lo assolvono).

Quando gettare fango sui giudici (come lo scolaro asino che si giustifica delle note dicendo: "il prof. mi odia") non basta più, si passa a metodi più incisivi come i tagli ai finanziamenti (tanto per sfiancare il morale) o come il Lodo Alfano che con un tratto di penna riporta l'Italia verso il regime. Beninteso non perchè gettare fango non fosse efficace, anzi.. il nazismo insegna che mettere l'opinione pubblica contro chi si vuole colpire permette di isolarlo in vista dei "veri" procedimenti, quelli impossibili da attuare finchè gode del supporto popolare. Ora che sono riusciti a criminalizzare la magistratura possono colpirla senza che l'opinione pubblica si agiti troppo. E ci siamo arrivati.

Con la solita manipolazione dell'informazione ci hanno convinto che la magistratura è politicizzata, che spreca soldi pubblici (e ce lo dice la casta..), che dovrebbe occuparsi di quello che interessa alla gente (e loro sanno cosa interessa alla gente perchè glielo inculcano con la televisione), che è faziosa, "geneticamente modificata", ecc.. Siamo spettatori della continua lapidazione di uno degli ultimi baluardi di democrazia (nel senso di uguaglianza, almeno di fronte alla legge) rimasti in questo paese e nessuno alza un dito in sua difesa. Vediamo ministri che nell'esercizio delle loro funzioni vomitano menzogne di fronte a giornalisti-servi che non osano controbattere pur conoscendo la verità, sentenze spiegate in modo fazioso, dando la parola solo all'imputato (specie se eccellente) per screditare i magistrati e dare all'opinione pubblica l'impressione che la giurisprudenza sia l'opinione di un giudice che quel giorno si è svegliato con la luna storta.. Menzogne che sulla parte meno attrezzata culturalmente di questo paese (la maggioranza) hanno avuto e hanno un'effetto devastante.

Ovviamente se ci fosse un'opposizione non ci sarebbe bisogno di dire queste cose. Ma da quel lato c'è da stendere un velo pietoso e quindi siamo tutti costretti ad arrangiarci per conto nostro..

Ora che il nemico è isolato inizia il vero attacco: il tentativo di sottoporre il potere giudiziario al potere politico (cosa che avviene solo nei regimi) come prospettato nel "vero" programma di Forza Italia (o PDL che sia) ovvero il Piano di rinascita democratica della loggia P2. Questo si stà concretamente realizzando con le recenti proposte di introdurre nomine politiche fin dentro l'Anm. Come sempre ci dicono che da più garanzie (in base alle menzogne con cui hanno preparato il terreno), che nel resto d'Europa fanno così (come per il nucleare, come per il Lodo Alfano, come per tutto.. tanto nessuno controlla e chi controlla comunque si guarda bene dal dirlo dove la gente possa sentirlo), come sempre bollano chi ricorda i gravi rischi che questo comporta come un comunista anti-progresso (e quindi fuori moda), come sempre hanno fatto.. ancora ci stupiamo? Basta terrorizzare i polli battendo le mani per farli andare dove si vuole. Solo che i polli siamo noi..


Lodo Alfano
Ma ecco che dalla casta arriva un'ulteriore "perla": un lodo (già rigettato come incostituzionale durante il precedente governo di lorsignori) che quasi senza modifiche riprova a sancire la non uguaglianza di fronte alla legge per quattro persone:
  • Presidente della Repubblica (Giorgio Napolitano)
  • Presidente del Consiglio (Silvio Berlusconi)
  • Presidente del Senato (Renato Schifani, già promotore della precedente versione della porcata)
  • Presidente della Camera (Gianfranco Fini)
Per la durata del loro mandato (comprese eventuali riconferme durante la stessa legislatura) questi cittadini "più uguali degli altri" vedono sospesi i processi a loro carico (per qualsiasi reato), anche per fatti antecedenti l'assunzione della carica. Inoltre l'immunità è automatica, solo l'imputato può eventualmente rinunciarvi e ovviamente possiamo immaginare in quanti lo faranno..

Non serve dire chi sia l'unico a beneficiare di tale provvedimento (chiesto a gran voce, come tutti gli altri, dai cittadini..), ma la solita RaiSet ci convince della sua urgenza con i già citati soliti argomenti. In particolare in questo caso tutti sono concordi nel dire che "siamo l'unico paese in cui non c'è" e che "fu un errore toglierla quando c'era".

Riguardo la prima motivazione semplicemente è falsa; nessuno in Europa ha una legge così sbilanciata e senza garanzie come quella di cui si è dotato il nostro paese. Il motivo, come si vedrà, è che in Italia si vuole rispondere ad altre esigenze.

In Gran Bretagna l'unica a godere di imunità assoluta è la regina. I membri del governo possono essere chiamati a rispondere civilmente e penalmente dei loro reati e gli unici ad avere una garanzia sono i parlamentari per i quali, comunque, la protezione non è totale. C'è inoltre da dire che le camere stesse hanno potere sanzionatorio nei confronti dei parlamentari e ne fanno uso.. in Italia per sbattere fuori Previti c'è voluto Beppe Grillo.

In Francia c'è l'immunità per i parlamentari solo per reati inerenti il loro incarico. Sono escluse le dichiarazioni fatte sui giornali o comunque fuori dalle sedi istituzionali e la magistratura può procedere contro un parlamentare senza chiedere autorizzazioni. Solo il presidente della repubblica è totalmente immune (cosa comunque in via di modifica) mentre per i ministri non c'è alcuna protezione.

In Germania c'è l'immunità per i parlamentari, ma solo per quanto riguarda la loro attività istituzionale. Un presidente del consiglio che compra un testimone per salvarsi da un processo non rientrerebbe nella categoria neppure quì.

Con le leggi di questi paesi i nostri politici non avrebbero nessuna immunità riguardo i loro reati e non c'è mandato popolare che tenga perchè, come ricorda Luttazzi, gli elettori non sono giudici. Negli altri paesi la legge sull'immunità serve per riparare l'opposizione che compie azioni dimostrative (uno sciopero, un'occupazione, ecc..) dalle rappresaglie del governo e in questo senso tutte le leggi esaminate sono valide. Il nostro è l'unico paese dove il potere si ripara dalla giustizia in nome di una volontà popolare ottenuta con l'inganno e il condizionamento mediatico. Questa è l'immagine che diamo a quei paesi che diciamo di voler emulare con questa legge.

Questa è una legge incostituzionale che offende la (già poca) dignità di questo paese, ridotto alla Las Vegas del potere.

mercoledì 18 giugno 2008

La giustizia secondo il Popolo della Libertà (Parte 1)

Come chiunque dotato di cervello si poteva aspettare ecco immancabili i nuovi segnali di regime nella società italiana. Chi ancora avesse le fette di prosciutto sugli occhi può stare certo che il nostro baldo presidente del consiglio si adopera per lui, affinchè il prezioso salume resti al suo posto o meglio, cresca e si moltiplichi copioso..

Ma veniamo a cosa stà succedendo nella più totale disinformazione e nel più totale silenzio dell'opposizione (meglio che la gente continui a dormire, se no ci passano pure loro).


Legge sulle intercettazioni
Questo è un esempio lampante di come Berlusconi sia abile nell'usare i suoi mezzi di informazione per ipnotizzare l'opinione pubblica con falsi problemi in modo da sviarla dai problemi veri e da avere la legittimazione popolare per fare i suoi interessi.

Continuiamo a sentire che questa è una legge voluta dagli italiani, ma quale italiano "comune" ha mai avuto problemi di intercettazioni? Che interesse ha un giornale di pubblicare le intercettazioni di Pinco Pallino se non perchè quello che viene fuori dalle intercettazioni rappresenta uno scandalo per la funzione (magari pubblica) che ricopre?

Le uniche intercettazioni di persone comuni che sono state diffuse (a volte allestendo le vere "gogne mediatiche") riguardano i vari fatti di cronaca nera come Cogne, Garlasco, ecc.. Peccato che chi più ha lucrato dallo sguazzare nel sangue delle vittime propinandoci a reti unificate tutti i particolari più scabrosi senza un minimo di senso della decenza sono gli stessi che ora si indignano per un'intercettazione su questo o quel politico. Avessero fatto lo stesso numero di puntate di Porta a Porta sui processi di Andreotti e di Berlusconi (cose che toccano gli italiani molto più da vicino) avrebbero fatto qualcosa di simile a quello che sarebbe avvenuto in qualsiasi paese civile di quell'occidente di cui tanto si riempiono la bocca.

In un paese normale ci si sarebbe indignati per come questi fatti di cronaca nera siano stati ripetuti alla nausea, spesso scadendo nel gossip più maniacale e, se proprio si doveva fare, si sarebbe magari fatta una legge per impedire questo. Ma quì non si è lamentato nessuno, anzi.. poichè contribuiva a fomentare la psicosi della sicurezza, cui la destra si sarebbe poi presentata come cura, avanti tutta!

E allora, visto una legge è in fase di preparazione, chi è ad essere colpito? In che modo questa legge "chiesta a gran voce" da tutti gli italiani dovrebbe tutelarli? Vediamo subito..

Con questa legge non sarà più possibile usare lo strumento delle intercettazioni (non è che non si potranno pubblicare, non si potranno proprio fare) per reati puniti con meno di 10 anni di pena come furto, rapina, estorsione, rapimento non finalizzato all'estorsione, scippi, sfruttamento della prostituzione, ecc.. Per gli stessi reati non sarà possibile neppure usare altri strumenti di indagine come microspie, telecamere, microfoni, ecc..

In pratica, per tutti questi reati che colpiscono il cittadino comune, questa legge "sulla sicurezza" metterà ancora di più i bastoni tra le ruote alla giustizia. Possibile che sia questo che "hanno chiesto tutti gli italiani"? No ovviamente.. ma la colpa è degli italiani che sbagliano a pensare che quando si parla di "sicurezza" si parli della loro..

E Infatti ora arriva la parte da cui si capisce perchè la legge serviva tanto urgentemente: il "bello" è che gli stessi strumenti di indagine non si potranno usare (ripeto: usare, non c'entra la pubblicazione degli esiti sui giornali) neanche per i reati finanziari (per cui le intercettazioni sono spesso determinanti) con la conseguente depenalizzazione. Ora si capisce meglio chi riguardava questa "emergenza sicurezza", no?

Con questo giochetto infatti non sarebbe stato possibile scoprire niente sul crak Parmalat, su quello della Cirio, sullo scandalo di Antonveneta/Fazio/Fiorani, su quello di Unipol, su quello di Calciopoli/Moggi, su quello di Vallettopoli/slot machines truccate (in cui era coinvolto anche Vittorio Emanuele di Savoia), su quello della Clinica (degli orrori) Santa Rita.. per non parlare dei processi di Berlusconi (es: scandalo RAI, processo Mills).. oggi non si sarebbe potuto intercettare niente e comunque non si sarebbe potuto pubblicare a tutto vantaggio di questi farabutti e a tutto svantaggio degli italiani (quelli che "hanno chiesto la legge"..) che avrebbero continuato per anni a investire i loro soldi in autentiche truffe o a mandare i loro cari in una clinica di macellai senza poter sapere cosa si architettava a loro danno.


Tirando le somme se rubano in casa mia (italiano che "ho chiesto questa legge") non si possono più usare una serie di strumenti di indagine per capire chi è stato. Se invece vogliono indagare su di me (Berlusconi che ho truccato un bilancio) per risarcire gli italiani imbrogliati (che "hanno chiesto questa legge") non si possono più usare le intercettazioni per incastrarmi. Fantastico!

Chi ha votato Berlusconi può proprio dire con fierezza di aver reso l'italia un paese più sicuro.. Per Berlusconi. Poi dicono che i polli non ridono.. quando questa destra ha vinto le elezioni ce n'erano tantissimi.. e molti ridono ancora oggi.. finchè non gli tireranno il collo.


martedì 20 maggio 2008

Passaparola

Passaparola è un'iniziativa del Blog di Beppe Grillo: ogni lunedì alle 14 Marco Travaglio tasmette un messaggio su un tema di attualità in un luogo finalmente libero dai legacci della censura televisiva. Un' ulteriore prova del fatto che la televisione del futuro è YouTube e non certo il Digitale Terrestre..

La ritengo un'ottima idea anche perchè, con la nuova aria che tira nel servizio pubblico, sempre meno pubblico in nome del fatto che è "pagato con i soldi di tutti" (ovvio no?), penso che Travaglio e Santoro abbiano le ore contate in RAI.

lunedì 21 aprile 2008

W la resistenza!

Il nuovo governo sedicente liberale inizia già a mostrare di che pasta è fatto. Come aveva già fatto capire Dell'Utri c'è l'interesse a rimuovere gli ideali della resistenza dalla cultura italiana. Questi fastidiosi concetti di libertà e giustizia sono infatti dannosi per il nuovo regime mediatico che si appresta ad essere instaurato e proteggono una fetta (evidentemente troppo significativa) di italiani dall'essere lobotomizzati con la "contro-cultura" del "consuma e zitto" che tanto farebbe comodo a certa gente..

Quindi tutti all'attacco dell'unico baluardo realmente liberale che resta nella cultura di questo paese, sarà dura, ma i frutti (speculativi) non mancheranno. Una volta sostituito dal finto liberismo del "io sono libero di fare quello che mi pare" sarà più semplice mettere tutti uno contro l'altro e comandare col manganello senza che mai le persone si coalizzino, magari unite dai pericolosi ideali della resistenza. Questo almeno secondo Dell'Utri che, in quanto condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, ha tutti i titoli per parlare di quali sono gli ideali giusti per la cultura di un paese.

Ma c'è di peggio.
Ad Alghero il sindaco ("liberale" secondo Forza Italia ovviamente) ha proibito alla banda comunale di cantare "Bella ciao" in occasione del 25 Aprile. Come dire che l'ignoranza deve prevalere sulla storia.. Una vergogna che spero venga affrontata dagli algheresi andando a cantarla a squarciagola sotto casa sua per tutto il giorno.

Se questo è il loro concetto di libertà allora si prospettano 5 anni da incubo.



Aggiornamento del 13/10/2008
Girando per Technorati ho scoperto una citazione a questo post nel blog di un certo Vegard, un berluscones che ha anche firmato la maggior parte dei commenti allo stesso (gli altri non si sono neanche firmati). Esorto a confrontare gli argomenti di entrambi i post, nonchè dei commenti.. Una volta individuato il suo pensiero tra gli insulti (nel suo blog si è ben sciacquato la bocca) e gli slogan saranno risate assicurate. Come volevasi dimostrare la situazione è grave.

“Non bisogna” il vecchio disse, “piangere per loro”.
“Non bisogna piangere?” disse Berta.
“No figliola. Non del sangue che oggi e’ sparso”.
“Non dell’offesa? Non del dolore?”
“Se piangiamo accettiamo. Non bisogna accettare”.
“Gli uomini sono uccisi e non bisogna piangere?”
“Certo che no! Che facciamo se piangiamo? Rendiamo inutile ogni cosa che e’ stata”.
[...]
“Ma che dobbiamo fare?”
“Oh!” il vecchio rispose “Dobbiamo imparare”.
“Imparare dai morti?”
“Si capisce. Da chi si puo’ imparare se non da loro? Loro soltanto insegnano”.
“Imparare che cosa?” chiese Berta. “Cos’e’ che insegnano?”.
“Quello per cui” il vecchio disse “sono morti”.

Elio Vittorini

giovedì 3 aprile 2008

Video sull'economia italiana

Ecco dei bei video che spiegano bene ed in modo semplice la situazione economica italiana. Sono realizzati da quattrogattiLSE, un gruppo di studenti master in economia, basandosi su dati ufficiali.

http://it.youtube.com/user/quattrogattiLSE

Al momento sono presenti due video che metto anche quì, consiglio di mettere la URL tra i preferiti nel caso dovessero esserne realizzati degli altri.

Questo è il loro sito



martedì 11 marzo 2008

Al "disastro" ci stà portando la chiesa

In Spagna è stato rieletto Zapatero nonostante gli anatemi della chiesa spagnola ("condurrà il paese al disastro", ecc..). Lui (a differenza di noi) se ne frega di quello che dice la chiesa e i fatti dimostrano che fa bene. Infatti invece del "disastro" c'è stato che la Spagna ha superato l'Italia (ormai l'ultima rimasta nel ruolo di "cattolicissima") come Pil pro capite e stà crescendo in linea con il resto d'Europa.

In Olanda stanno mettendo a punto una legge che permetterà di fare sesso nei parchi pubblici pur di rispettare certi orari e di stare lontani dalle aree adibite ai bambini. Mi domando come accoglierebbero in Italia una proposta del genere.. Le peculiarità di città come Amsterdam, col quartiere a luci rosse e il sesso libero e il fatto che, già dal 2001 nei Paesi Bassi si celebrino matrimoni tra omosessuali non avrebbe dovuto portare quel paese al "disastro"? Eppure anche loro (a differenza di noi) se ne fregano di quello che dice la chiesa e hanno un tenore di vita molto superiore al nostro.

In Europa i paesi che permettono il matrimonio tra omosessuali (o almeno i PACS) sono:
  • Danimarca (matrimonio - dal 1997)
  • Olanda (matrimonio con possibilità di adozione - dal 2001)
  • Belgio (matrimonio - dal 2002)
  • Croazia (matrimonio)
  • Francia (PACS)
  • Germania (matrimonio con possibilità di adozione)
  • Gran Bretagna (matrimonio - dal 2004)
  • Finlandia (matrimonio con possibilità di adozione - dal 2002)
  • Islanda (matrimonio con possibilità di adozione - dal 1996)
  • Lussemburgo (PACS)
  • Norvegia (PACS)
  • Portogallo (PACS)
  • Spagna (matrimonio con possibilità di adozione)
  • Svezia (matrimonio - dal 1994)
  • Svizzera (PACS)
  • Ungheria (matrimonio)
Quelli dove è consentito l'aborto sono tutti tranne l'Irlanda.

Quanti di questi paesi sono finiti al "disastro"? Loro (a differenza di noi) se ne fregano di quello che dice la chiesa e la maggior parte sono paesi dove si vive meglio e non peggio. Noi, nonostante il nostro comportamento "virtuoso" (non abbiamo neanche approvato i PACS e qualcuno parla ancora di moratorie sull'aborto), siamo fanalino di coda nella maggior parte delle classifiche europee. Siamo tanto bravi ad ascoltare il papa eppure al "disastro" ci stiamo finendo noi.. Come è possibile?

Le possibilità sono due:

1) Ha ragione la chiesa e dobbiamo aspettarci nei prossimi anni il "disastro" di praticamente tutta l'Europa da cui ci salveremo solo noi che abbiamo sempre abbassato le braghe ai suoi dettami.

2) Forse dovremmo piantarla di ascoltare le vaneggianti profezie di questi stregoni che fino ad ora non hanno fatto che tenerci ancorati al fondo impedendoci di evolverci come gli altri paesi. Magari (ovviamente senza impedirgli di parlare) dovremmo dare il giusto peso alle loro minacce di "disastri" o cataclismi vari.

Quanto poi a quelli che approfittano politicamente della situazione, invece di contribuire ad uscirne, come Giuliano Ferrara (sedicente laico, ma baciapile di fatto) sono persone che per guadagno personale si operano per mantenere l'Italia sotto il sedativo religioso ostacolando volontariamente quell'evoluzione culturale di cui questo paese avrebbe tanto bisogno. Questo atteggiamento, vista anche la loro visibilità mediatica, li rende doppiamente responsabili.

Chissa che prima o poi gli italiani non capiscano, speriamo prima di arrivare al vero "disastro".

giovedì 14 febbraio 2008

11 Settembre 2001 - Inganno Globale

Ecco un altro bel documentario sull'11 Settembre 2001 da luogocomune.net

Per chi ancora crede nella versione ufficiale, per chi vuole trovare dei validi argomenti per contestare i suddetti e per chi vuole rinfrescarsi la memoria (sempre bene farlo ogni tanto) sulla più grossa truffa ai danni dell'umanità mai concepita da mente umana.

mercoledì 30 gennaio 2008

Perchè critichiamo Berlusconi

Riguardo Berlusconi il discorso è questo: non è che chiunque rubi qualcosa dev'essere messo per forza allo stesso livello di Lupin.. C'è ladro e ladro, c'è criminale e criminale.

Quello che è stato detto subito, quando Berlusconi ha cercato di entrare in politica, era proprio che se già era grave un "normale" politico disonesto, lui era proprio inaccettabile. Perchè con tutto il potere che aveva, le televisioni, ecc.. se avesse fatto i suoi interessi come un "normale" politico (e come ci si poteva benissimo aspettare viste le circostanze in cui è entrato, le indagini stavano arrivando a lui e infatti ha fatto appena in tempo) avrebbe fatto 10 volte i danni di un "normale" politico.

Per questo in molti si sono opposti alla sua "discesa in campo".. solo che poi hanno dovuto cedere perchè pur essendo Berlusconi ineleggibile (avrebbe dovuto risolvere prima il conflitto di interessi, cosa che non ha mai fatto) sapevano che, se gli avessero impedito di entrare in politica, attraverso le sue televisioni avrebbe convinto gli italiani di essere un martire (martire dei suoi soldi..) e molti, purtroppo, gli avrebbero creduto. In pratica hanno pensato che sarebbe stato peggio anche se non penso che, col senno di poi, siano ancora di quell'opinione. Ma quello degli italiani creduloni è un altro discorso..

Berlusconi unisce nella stessa persona l'imprenditore disonesto e il politico corrotto realizzando il più grande conflitto di interesse del mondo tra imprenditoria, politica e mafia. Una cosa che va ben oltre la "normale" disonestà della politica (presente in tutti i paesi) e che ha causato all'Italia danni ben peggiori. Per questo all'estero ci chiamano "l'anomalia".

Quindi non ha senso dire: "ma anche gli altri sono corrotti". E' vero, ma non allo stesso modo. Questo a prescindere dalla loro effettiva disonestà (anche se quanto a disonestà, con quello che ha fatto, Berlusconi credo che sia superato solo da Andreotti). Il punto è che non avendo gli interessi ne il potere che ha lui gli altri non hanno materialmente l'opportunità ne la convenienza per fare tali e tanti danni. Questa è già una garanzia relativa e la legge sul conflitto di interessi (presente ovunque tranne che quì) serve proprio a tutelarla.

Un'altra caratteristica che rende Berlusconi più pericoloso degli altri è il suo polulismo irresponsabile, quasi da scontro civile, e la sua totale allergia alle regole e alle leggi. Questo modo di controllare le masse, ed esempio il modo con cui pur di salvarsi dai processi ha irresponsabilmente fomentato negli italiani la sfiducia nella magistratura, ha causato danni morali all'Italia ancora più insidiosi di quelli materiali. Nelle mani sbagliate (e le sue lo sono) un controllo del genere sulla massa è molto pericoloso.. può arrivare a scatenarla, ma, come si dice, quando il popolo parte lo fà a testa bassa come una mandria di buoi.. si può scatenarla, ma una volta che è partita non si pensi di riuscire a controllarla ne a fermarla.. Questi sono i presupposti perfetti per un colpo di stato, stiamo arrivando alla situazione che c'era prima di Mussolini.

Il discorso è ancora lungo, ma come introduzione penso basti.. Spero di aver illustrato, almeno a grandi linee, come il discorso sia molto più complesso di uno stupido gioco delle parti "destra = cattivo & sinistra = buono". Non stiamo parlando di squadre di calcio.. Se critichiamo Berlusconi ci sono dei motivi, anche se purtroppo non tutti li conoscono.. Anche questo fa parte del conflitto di interessi.. finchè è lui che ci informa con le sue televisioni e i suoi giornali ci farà vedere sempre il mondo come vuole lui. E lui vuole che noi vediamo un mondo dove lui è onesto e povera vittima dei giudici e dei comunisti, in modo che noi lottiamo per i suoi interessi. Ma, come ho detto, quello degli italiani creduloni è un altro discorso..

giovedì 24 gennaio 2008

Torna Travaglio con Annozero

In questa giornata di brutte notizie, con la caduta del governo per colpa di un farabutto irresponsabile che, da Ministro della Giustizia, insulta la magistratura nelle sedi istituzionali (plaudito da destra e sinistra) e preferisce far tornare Berlusconi pur di porre il suo squallido ricatto verso Prodi, almeno c'è una buona notizia..

Quando ero ormai sul punto di spegnere la tv ho sentito la musichetta di Annozero che mi ha ricordato che oggi è giovedì, che è ricominciato Annozero e, sopratutto, che torna Travaglio in televisione.

Ci voleva proprio! Di certo ci sono molti nuovi temi su cui fare chiarezza. Forza Marco!

giovedì 17 gennaio 2008

Da quando la contestazione è censura?

E' noto come certe persone facciano della manipolazione un'arte, ma quì siamo al totale capovolgimento.. un po' come quando De Magistris indagava su Mastella, Mastella cercò di bloccarlo (e nessuno sottolineò il palese conflitto di interessi) e come conseguenza De Magistris venne effettivamente allontanato dalle sue indagini perchè siccome Mastella aveva cercato di bloccarlo allora De Magistris ce l'aveva con Mastella e quindi era lui ad essere in conflitto di interessi.. Se non fosse chè è successo davvero ci sarebbe da piegarsi dal ridere..

Ma veniamo al punto..

1) Il Papa viene invitato dal rettore all'apertura dell'anno accademico dell'università "La Sapienza" di Roma.

2) Un gruppo di studenti e di insegnanti esprime legittimamente il suo dissenso. Notare che il punto non è se le loro ragioni fossero condivisibili o no. Il punto è che avevano il sacrosanto diritto di esprimerle (visto che le esprimevano pacificamente), qualunque esse fossero. Precisato questo si può aggiungere che, oltretutto, non avevano neppure tutti i torti visto che all'apertura dell'anno accademico in genere si definiscono i punti su cui concentrare il lavoro di ricerca di tutto l'anno e il fatto che un'università si faccia dare "l'imprinting" dal papa che, ricordiamo, ha ricondannato Galileo ed è apertamente contro Darwin è quantomeno fuori luogo.

3) Il papa sceglie di non andare. Magari si è reso conto di quanto fosse fuori luogo, magari non gli piaceva andare in un posto dove non fossero tutti papa-boys acclamanti.. Qualunque sia il motivo è un suo problema ed una sua responsabilità.

4) Parte il linciaggio mediatico. Ora quei contestatori hanno addirittura censurato il papa (poverino, non ha proprio spazi per farsi sentire). Giornalisti di vario genere, ma tutti di bassa lega, si sperticano in sproloqui sulla libertà del papa di parlare (quando nessuno glielo ha impedito), sulla censura, sul fatto che l'università l'ha fondata un papa (come se per questo tutti i papi dovessero avere riconoscenza eterna), ecc..

Morale della favola:

Il papa si è sottratto al confronto con delle persone che stavano legittimanente manifestando il loro dissenso per la sua venuta, ma per i media (e quindi per l'opinione pubblica) sono quelle persone ad essersi sottratte al confronto.. Sono state calunniate a tal punto da essere loro le vere vittime.

Infatti a questo punto la domanda non è: "il papa può parlare?" (è ovvio che può e con le sue gaffe ha dimostrato di saper abusare abbondantemente di questa facoltà), ma dovrebbe essere: "è possibile in questo paese contestare il papa senza essere accusati di lesa maestà?"

mercoledì 16 gennaio 2008

Mastella.. che altro dire?

Povero Mastella.. non ha ancora finito di bloccare un magistrato che già viene di nuovo chiamato in causa.. E' proprio vero quello che dice Travaglio.. sembra proprio che l'unico modo per non avere guai giudiziari sia quello di non delinquere.. Mastella si dovrà adeguare.

Visto che nessuno si è ricordato di farlo esprimo tutta la mia solidarietà alla magistratura per i vergognosi attacchi che stà subendo per il solo fatto di non aver abbassato la testa di fronte all'imputato eccellente. Ed è vergognoso che, destra e sinistra, plaudano incondizionatamente al discorso di un imputato che, nel parlamento della nostra repubblica, getta fango sulla magistratura che stà legittimamente indagando su di lui.

Sono state dette parole gravissime da esponenti delle nostre istituzioni nell'esercizio delle loro funzioni. Questo è inaccettabile, bisogna che tutti facciamo la nostra parte per difendere l'indipendenza della magistratura. E' l'ultimo baluardo che ancora si oppone alla degenerazione di questa classe politica.